La prigioniera della zucca
I rumori della festa si erano allontanati, e Akane scorse solo il buio. Era così infuriata con Ranma che non si era accorta di essersi allontanata a grandi passi dal salone e di ritrovarsi a vagare per le immense stanze di casa Kuno.
<Kamisama…non credevo che casa di Kuno fosse così immensa…e tenebrosa!> Ma no, non doveva spaventarsi per così poco; era in una casa enorme, va bene, ma non era tanto sciocca da perdersi come quello zuccone di Ryoga!
Già, ma allora perché aveva la sensazione strana e inquietante di girare sempre attorno allo stesso posto? Che sciocchezza! Bastava seguire la musica della festa e….già, peccato che la musica non la sentiva più….
Trattenne il respiro per ascoltare meglio….niente.
Dannazione…ma dove diavolo era finita? Per di più faceva un po’ troppo freddo per i suoi gusti…e che diamine era quel ronzio strano?
Akane si sforzò di rimanere calma: l’atmosfera halloweeniana l’aveva solo suggestionata, si disse, e tra un po’ avrebbe sentito di nuovo le voci….
"AAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!!!!"
Ranma si voltò di scatto, riconoscendo Akane nell’urlo terrorizzato, e cominciò a correre in quella direzione.
Non appena imboccò il corridoio il buio lo inghiottì, e qualcosa di nero con le ali lo investì in pieno, strillandogli nelle orecchie.
"PIPISTRELLI?! Ma che ci fanno qui…?!" Esclamò facendosi scudo con le braccia.
"Akane dove sei?" La sua voce riecheggiò stranamente <Ma che cavolo ha fatto Kuno a questa casa?!>
"Ranmaaaaaa! Sono quiiiiii! Tirami fuoriiiiiiiiii!!" La risposta parve provenire da lontano, e l’eco non aiutava.
Ranma camminò a tastoni per un po’, quando una debole luce apparve a mostrargli un volto….
Il ragazzo col codino sussultò, ma stavolta non si lasciò spaventare "Sasukeeee! Di nuovo tu? Ma non stavi facendo il DJ?!"
"Ih ih ih ih ih! – rise lo gnomo – il mio padroncino vuole stare da solo con Akane, e ha dotato di eco le mura perché tu non la possa raggiungere!"
Ranma lo afferrò per la collottola "Vigliacco, dimmi subito dov’è Akane, o ti faccio a fettine!"
"Ehm…pur volendo non potrei dirtelo, io ehm….non lo so!"
"BUGIARDO!"
"A…aspetta giovane Saotome, c’è una persona che lo sa…si trova proprio dietro a questo corridoio!"
"E chi è? Kuno?" Ringhiò Ranma esasperato.
"No! E’la signorina Kodachi!"
Ranma lo scrollò con tutte e due le mani "E SECONDO TE IO VADO A FARMI AVVELENARE DA QUELL’ARPIA CHE NEANCHE MI DIRA’DOV’E’ AKANE?!"
"No…no…io…!"
Ma Ranma lo aveva lasciato cadere con un tonfo e si era rimesso a correre nel buio…..finchè non si scontrò con qualcuno.
Lo spazio era così ristretto che Akane non riusciva nemmeno ad allargare le braccia. Era ancora tutto buio, e lei cominciò a dibattersi per cercare di uscire, ma riuscì solo ad aprirsi un piccolissimo varco dal quale filtrava la luce.
Udì Ranma gridare "Kuno! Ma che fai vestito da mummia?!"
"Sono le ferite del mio amore, stolto!"
"Quelle che ti sei procurato dopo il calcione di Akane vorrai dire! Dove l’hai nascosta?!"
"RANMAAA! SONO QUIIII!!!!"
Il ragazzo alzò lo sguardo, e vide un’enorme zucca fissata al soffitto, illuminata da un debole fascio di luce bianca. La voce di Akane proveniva da lì dentro.
"Akane! Dannazione Kuno, perché l’hai rinchiusa in una zucca?!"
"Ah giovane Saotome! – esclamò compassionevole Kuno – a quanto pare tu non conosci la leggenda cinese della giovane Meng Chiang!" * [spiegazioni a fine capitolo Nd:me]
Ranma lo guardò interrogativamente, e Kuno proseguì "La leggenda vuole che una donna bellissima fosse nata in una zucca, migliaia di anni fa, e due pretendenti si combattessero fino alla morte per lei….Naturalmente ella scelse il più forte e gagliardo, e in questo caso….sarò senz’altro io!"
Ranma si mise in posizione di combattimento, e udì appena Akane commentare che la storia era un tantino diversa.
Kuno sfoderò il suo kantana, e Ranma gli lanciò il cilindro da vampiro in pieno volto; approfittando della sua momentanea distrazione, saltò sulla zucca.
"Allora? Come ci si sta là dentro?"
Akane lo guardò in cagnesco "Perché non provi a entrare, idiota?! Tirami fuori prima che mi venga la claustrofobia!"
"RANMA SAOTOMEEEEE!!!" Gridò Kuno con la spada tratta.
"Ehm, scusami, la mummia è tornata, ti tiro fuori dopo!" Con un salto Ranma fu di fronte all’avversario, mentre Akane gli strepitava di tirarla SUBITO fuori!
I rumori della battaglia avevano evidentemente richiamato gli altri, tanto è che Mousse e Ryoga fecero la loro comparsa….
"Kuno! Ridai la fidanzata a Ranma!" Strepitò Mousse lanciando le sue catene.
"Akane resisti! Ti salvo io!" Gridò Ryoga…guardando da un’altra parte.
Akane sbuffò. Era stufa di sentire le parole inutili di tutti quanti; Kuno che la voleva conquistare, Ranma che preferiva combattere invece di tirarla giù, e Ryoga che voleva salvarla e invece non la trovava. <ora basta> pensò, sbirciò la distanza col pavimento, e con la forza delle braccia e delle spalle spaccò la zucca e si lasciò cadere.
Fece un tentativo di atterraggio, ma si sbilanciò malamente e finì addosso a Ranma, direttamente col didietro sulla sua testa…
"Oh mia adorata! Sapevo che avresti combattuto per il nostro amore!" Esclamò Kuno vedendola atterrare sul suo avversario.
Ryoga le corse accanto e l’aiutò ad alzarsi "Tutto bene Akane?"
"Sì…" Rispose massaggiandosi il fondoschiena.
"Bene Ranma! – gridò Mousse attaccando Kuno – porta via Akane, ci penso io qui!"
"Talpa maledetta, cosa vuoi, la guerra?!"
Frattanto Ranma si massaggiava la testa e borbottava; Akane lo guardò male.
"Bè che c’è? Pesavo troppo per te?!" Sbraitò.
"L’ho sempre detto che sei grassa!" Mugugnò, ma quando scorse la sua figura sottile in quell’abitino succinto si morse la lingua. Grassa? Era sinuosa e proporzionata invece….
SBAM! Lo schiaffo di Akane non gli ferì solo la guancia….
"Idiota! – nei suoi occhi scorse le lacrime, ed avrebbe voluto sprofondare – e io…e io che credevo che mi volessi salvare! Invece cercavi una scusa per combattere con Kuno! Vai, torna da Shampoo e da Ukyo, loro sono molto più femminili di me, no?! TI ODIO!!"
Akane scappò via, Kuno e Mousse smisero di combattere e seguirono la scena allibiti, Ryoga le corse dietro (ma si sarebbe perso di lì a poco) e Ranma rimase per terra con la mano sulla guancia.