Capitolo 9°

Dire che si sentiva completamente svuotato era poco.

Era da più di un’ora che guardava quello schermo, faceva un pò di zapping ma

niente attirava la sua attenzione. Pensò che Happosai avrebbe sicuramente

trovato qualcosa di gradevole, di donne in costume da bagno o in biancheria

intima era pieno...

Akane non era scesa una volta.

Ranma le aveva anche preparato la cena con le sue mani, ma non era servito a

farle aprire quella dannatissima porta. Così si era limitato a posare il

vassoio con la cena sull'uscio, sperando che almeno così lo mangiasse, ma

ogni volta che andava su vedeva il vassoio con la ciotola ancora intatta.

Spense la tv, si alzò e arrivò al telefono. Rimase per un pò a fissarlo, poi

si decise e sollevò la cornetta.

"Ehi.. ciao sono Ranma!.......

Scusa se ti chiamo a quest'ora ma avrei bisogno di un favore..."

 

*****

 

Dalla sua camera si sentivano provenire dall'ingresso, due distinte voci.

Akane riuscì facilmente a riconoscere quella di Ranma ma l'altra.. Di chi

era l'atra voce? A chi apparteneva?! Un brivido di gelosia l'attraversò

quando capì che era una voce femminile.

Spinta da quei sentimenti che credeva l'avessero abbandonata si alzò e uscì

dalla stanza. Ora poteva sentire molto meglio e capire di chi si trattava.

Si avvicinò alla scala, e non solo ne riconobbe la voce ma riuscì a vederla.

"Grazie per essere venuta nonostante l'ora tarda Ucchan.."

"Ma Ranma non devi ringraziarmi!!!! Lo sai che per te farei di tutto..

SCEMONE!!!!" Ukyo spiccò un salto e abbracciò il suo innamorato facendolo

cadere a terra in un tonf. I due erano praticamente stesi l'una sopra

l'altro.

Akane sentì la rabbia ribollirle dentro e corse in camera sua, ma prima di

entrarci urtò il vassoio con la cena attirando l'attenzione dei due al piano

inferiore.

Ranma non appena udì il rumore della scodella rotta si liberò dall'abbraccio

dell'amica e si fiondò su per le scale.

-Akane!-

Il ragazzo vide la scodella rovesciata sul pavimento e la minestra ormai

fredda formare una pozza giallognola.

"Ranma che ti è preso??" disse Ukyo raggiungendolo. Lui rimase per qualche

istante in silenzio a fissare la targhetta a forma di papera con il nome

della sua fidanzata. Ukyo gli si avvicinò e gli prese una mano. "Stai

tranquillo... mi occuperò io di lei." un sorriso comparve sulle labbra della

cuoca di okonomiyaky più brava del Giappone, ma questo non servì molto a

rincuorare il ragazzo, che si limitò ad accennarle un sorriso forzato.

-Ma che diavolo??! E' così che pensa di farmi stare meglio!!!???-

Akane strinse forte a se le coperte. Ma cosa credeva di fare quello stupido,

che cosa avrebbe potuto fare Ukyo per lei?? La porta si aprì e una voce

dolce chiamò il suo nome. "Akane! So che sei sveglia.. esci da sotto quelle

coperte!!"

Ukyo rimase qualche attimo a fissare quella sagoma immobile sul letto, per

un attimo le balenò in testa l'idea che non respirasse. Si avvicinò e piano

sollevò le coperte. Akane era rannicchiata in posizione fetale, la testa era

nascosta dalle braccia e tutto il suo corpo era attraversato da piccoli

brividi. Gli occhi di Ukyo si riempirono di tristezza, il corpo della sua

rivale mostrava visibilmente agitazione, angoscia e paura. Allungò una mano

verso la sua spalla e al tocco avvertì il forte sussulto di Akane.

-So che non sarà facile ma non ho la minima intenzione di deludere il mio

Ranma. Per stasera mi occuperò io di te.-

"Akane, che ne dici di andare a fare un bagno?? D'inverno è sempre più

piacevole, no?!"

Akane non dava alcun segno di risposta. Ukyo si sedette sul bordo del letto

e avvicinò la sua mano al viso della ragazza, ma la reazione di quest'ultima

la spiazzò. Akane gridò come una pazza e spinse violentemente la spatolona,

facendola sbattere contro la scrivania e urlare di dolore. Ranma fu subito

lì "Cos'è successo???" disse preoccupato guardando prima di tutte Akane.

Ukyo, catturò subito dopo la sua attenzione. La ragazza era piegata su un

fianco e con le mani cercava disperatamente di arrivare a toccare il punto

della schiena che più le doleva.

Ranma le corse accanto e si chinò "Ukyo!!!! Che cos’hai??! Cos’è

successo???!!"

La ragazza non gli rispose. Il dolore alla schiena le aveva riempito la

testa.

Ranma si voltò verso Akane, la guardò dritto negli occhi e il cuore gli si

gelò all'istante. Lo sguardo della ragazza era completamente terrorizzato.

Il suo corpo era come in preda ad una crisi epilettica. "A-Akane...?" Ranma

le si avvicinò lentamente non curandosi più della povera Ukyo ancora

dolorante sul pavimento.

"NON TI AVVICINARE!!!!!!" Gridò la ragazza coi capelli corti. La sua voce

era colma di terrore. Ranma non si fermò. La raggiunse e allungò una mano su

di lei. Akane urlò di paura e lo colpì violentemente sul viso. "RANMA!!!!"

Ukyo era visibilmente preoccupata, Akane sembrava essere impazzita, la

spatolona si chiese come potesse avere paura di Ranma in quel modo,

dopotutto non era mica stato lui a violentarla. Akane colpì di nuovo il

ragazzo. "SMETTILA MALEDETTA!!!!!" Ukyo si alzò a forza e si precipitò

contro Akane urlando di lasciare in pace il suo Ranma. "UKYO NOOOO!!" Gridò

Ranma mentre la vedeva accasciarsi nuovamente su se stessa dopo aver

ricevuto un pugno dalla ragazza rannicchiata, per la paura, in un angolino

del letto. "Che diavolo ti è saltato in mente di fare!!???? EH???!!!" Ranma

era visibilmente irritato dalla sua presenza, cominciò a pensare che era

stato un errore chiamarla. Akane non aveva certo bisogno di una delle sue

rivali per guarire. Si maledisse mille volte per quello che aveva combinato.

I familiari gli avevano lasciato la casa libera per riuscire a reinstaurare

un rapporto con Akane, e lui che aveva fatto!!!??? Aveva avuto paura di non

esserne capace e così aveva chiesto aiuto alla persona sbagliata causando

altro dolore alla sua Akane. -STUPIDO! STUPIDO! STUPIDO!- si disse mille e

mille volte.

La voce impaurita di Ukyo richiamò la sua attenzione. "Ranma m-mi fai

ma-le..." disse la ragazza piena di lacrime. Ranma non si era accorto di

averle, senza volerlo, stretto con forza il braccio. Subito la liberò da

quella forte presa e con voce quasi impercettibile le disse poche parole

"...è meglio se te ne vai..."

Ukyo gli tirò uno schiaffo, che il ragazzo non rifiutò, conscio del proprio

errato comportamento. La ragazza uscì in lacrime dalla stanza.

Ranma cercò di riprendere il controllo di se. ora veniva la parte più

difficile. Costasse quel che costasse avrebbe riconquistato la fiducia di

Akane.

 

*****

 

-MALEDETTO!!!!! TI ODIO! TI ODIO! TI ODIO!-

Ukyo correva verso casa con gli occhi colmi di lacrime. Ranma l'aveva

davvero ferita questa volta. Non avrebbe mai potuto scordare i suoi occhi

blu carichi di rabbia e forse anche odio, rivolti verso i suoi. Diamine era

stato quel maschiaccio a colpirla. E lui che aveva fatto dopo di ciò??! Se

l'era presa con lei che era la vittima! Si blocco all'istante. * la VITTIMA

* pensò. Non aveva capito ancora nulla. Si offendeva per il maleducato

comportamento di Ranma nei suoi confronti non riuscendo a capire quanto in

realtà il ragazzo doveva soffrire. E anche quanto Akane dovesse soffrire...

non riusciva più a fidarsi di Ranma del loro amato Ranma. Si portò le mani

al viso e si sfogò nella strada deserta con un forte pianto.

 

*****

 

Le afferrò un braccio e lei lo supplicò fra le lacrime di lasciarla stare.

"AKANE SONO IO! SONO RANMA!!!" Gridò lui, cercando invano di stringerla a

se. Ma la ragazza si dimenava come una matta cercando di liberarsi. Lanciava

a raffica calci e pugni contro il ragazzo che non accennava a mollare la

presa.

"NOOOOOO!!!!!! NON VOGLIOOOOOO!!!!!"

Ranma era a dir poco agitato non sapeva bene cosa fare e nemmeno se quello

che faceva era giusto, ma c'era dentro e non si sarebbe di certo tirato in

dietro!

Akane continuava a menare calci e pugni. Il ragazzo col codino li parò tutti

abilmente. Urtarono qualcosa e caddero rovinosamente a terra. Ranma si

ritrovò sopra il corpo inerme di Akane. Si alzò leggermente, quanto bastava

a guardarla negli occhi. Lo sguardo della ragazza era completamente perso.

--------------------------------------------------------------------

"Schhhhh... non gridare... rovinerai l'atmosfera."

-...se mi trovassi davanti a quello stronzo...-

....già, le ultime parole famose.....

-No, non posso lasciare che questo bastardo mi tocchi, se Ranma fosse qui

non lo permetterebbe.-

Se Ranma fosse qui......

"GOOOAAAAALLLLL!!!"

Se Ranma....

Una lacrima le rigò il viso.....

Ranma...

--------------------------------------------------------------------

"RAAAAAAAAAANMAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!"

Akane gridò con quanto fiato aveva in gola. Scoppiò in un mare di lacrime.

Ranma rimase immobile a guardarla. Con una mano le accarezzò i capelli. Lei

alzò gli occhi rossi verso di lui. Ranma le sorrise amorevolmente e con il

fiato corto per la tensione le disse "Sono qui..." Akane accennò un sorriso,

ma non le riuscì un granché bene, era ancora impaurita. Ranma si alzò

mettendosi seduto, e nel farlo attirò a se la ragazza, ancora scossa e

tremante. L'abbracciò e questa volta non venne rifiutato. Akane strinse

forte la casacca rossa di Ranma nelle mani ancora un pò indolenzite, e si

lasciò cullare da lui per un tempo indefinito... Ora, tra le sue braccia,

sapeva di essere al sicuro...

 

Capitolo 10