Capitolo 8°
Erano le 5:00 di notte. Ranma aveva sistemato il suo futon nel corridoio di
fronte alla camera di Akane. Era comodamente sdraiato a fissare il soffitto.
Da quando Kasumi lo aveva lasciato non aveva chiuso occhio, se ne stava
semplicemente lì con lo sguardo spento.
Ogni tanto gli sembrava di sentire dei rumori provenire dalla stanza di
Akane ma si era ripromesso che sarebbe entrato solo quando questa ne avesse
avuto visibilmente bisogno. Aveva troppa paura di essere cacciato via dalla
ragazza in preda a lacrime e terrore.
I minuti continuavano a scorrere sempre più velocemente.
5:40
Ranma si era messo seduto. Akane non si era ancora svegliata per nessun
incubo.
-Ma che diavolo.... le altre notti a quest'ora si era già svegliata almeno
quattro volte!!!! ... Perché...?!!!-
In un attimo i suoi grandi occhi grigio-blu si imbambolarono in un pensiero
orrendo. Come era possibile?! Come poteva averlo anche solo pensato??! Si
sentì un bastardo!! Stava lì fuori ad aspettare che Akane venisse
terrorizzata da chissà quale incubo solo per avere una dannatissima scusa
per poterla vedere! Solo per il suo egoismo. Solo per quello. E anziché
gioire per il fatto che la ragazza forse ora riusciva a dormire
tranquillamente, lui si era sentito triste e indispettito. -Oh mio
Dio!!....-
Era indescrivibile la sensazione che provava, aveva l'odore dell'odio. Si
perché cominciò ad odiarsi e si prese a pugni da solo. -Che schifo! Che
schifo! Che schifo!!!- pensò mentre continuava a colpire duramente il suo
viso di donna. No, non era giusto questo nei confronti di Akane. Si avvicinò
alla sua porta e vi appoggiò sopra la fronte "Scusami..." disse e, una
lacrima rigò il suo viso.
*****
"Ehi!!! Dormiglione svegliati!!!!!!"
"Uh..?"
Hiroshi lo strattonò a dovere finché Ranma si svegliò.
"Hai dormito per tutte e due le ore di matematica!!! Che cavolo hai fatto
stanotte eh??!"
"Piantala!! Non stavo tanto bene e non ho dormito molto.. tutto qua!!"
L'amico lo guardò con malizia, ma si limitò solo a quello.. immaginava come
doveva sentirsi Ranma dopo tutto quello che era accaduto negli ultimi
giorni, lo stupro di Akane e i pettegolezzi a scuola sui fatti avvenuti al
parco con Daysuke. Doveva essere proprio stanco di tutto questo.
"Come sta?"
Ranma guardò il viso leggermente arrossato di Hiroshi mentre glielo
domandava.
"Non bene... ma non so come stia esattamente.. n-non mi lascia
avvicinare..." rispose.
"Ranma.. vedrai con il tempo.." Hiroshi non sapeva bene che cosa dire per
tirare su il morale al ragazzo. Chi saprebbe dirle???
"Grazie Hiroshi.. meno male che almeno tu.."
"Ranma non pensare più a quello stupido di Daysuke!!!! Fai male soltanto a
te in questo modo!!"
"Già hai ragione.."
"Ranma!!!!!"
Due ragazze con la voce triste e preoccupate si avvicinarono velocemente ai
due ragazzi.
"Yuka, Sayuri.... ciao!"
"Oh Ranma!!!! Come sta la povera Akane???? E' terribile quello che le è
successo!!!!!" disse quasi in lacrime Yuka.
"E tu Ranma???? Come stai???!!! Siamo preoccupate per entrambi!!!!" aggiunse
Sayuri.
Ranma rimase fermo al suo posto con uno sguardo triste ma allo stesso tempo
tanto grato a quelle due compagne di classe che si preoccupavano sempre per
la sua Akane, forse le uniche due che poteva considerare le uniche vere
amiche della sua fidanzata. Un sorriso dolce comparve sulle labbra del
ragazzo che alzatosi dalla sedia si avvicinò a Yuka e Sayuri e le abbracciò
forte per ringraziarle di essere sempre presenti nei momenti di bisogno. Le
due arrossirono, non capitava tutti i giorni di essere strette fra le forti
braccia del ragazzo più bello del Furinkan, e ricambiarono il suo dolce
gesto. La scena catturò l'attenzione di tutta la classe, compresa quella di
Ukyo che non provò alcuna gelosia verso quel gesto, ma anzi fece aumentare
l'ammirazione e il suo amore per Ranma
"Siate fiduciose... Appena starà meglio potrete venire al dojo a trovarla..
ne sarà felice."
Le due gli sorrisero con occhi lucidi e, Ranma dovette fare uno sforzo
tremendo per trattenere il dolore e la tristezza che si impossessava sempre
più del suo cuore e della sua testa.
*****
Passarono due settimane.
Ranma era nel dojo ad allenarsi. Era l'unica cosa che poteva fare per
sentirsi meglio.
Akane non accennava a riprendersi dall'accaduto e questo non faceva che
aumentare il suo nervosismo. Ripensò a quello che era successo due giorni
prima...
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"Ranma!!!"
La voce materna lo chiamava e lui si fiondò subito al cospetto di Nodoka.
"Si mamma?? Vuoi dirmi qualcosa??" Ranma era visibilmente incuriosito dallo
sguardo di sua madre, e a dire il vero ne era anche un pò preoccupato. In
quella famiglia di pazzi non si sa sapeva mai cosa poteva accadere da un
momento all'altro.
Nodoka comodamente seduta su un sasso vicino al laghetto gli fece cenno di
sedersi accanto a lei, e così lui fece. Rimasero per qualche minuto in
silenzio e questo fece preoccupare ulteriormente Ranma, che cominciò a
sudare freddo.
"DONNEEEEE ARRIVOOOOO!!!!!!!!!!!"
Ed ecco che il silenzio tombale venne rotto!!!
"MALEDDETTO VECCHIACCIO DOVE STAI ANDANDO!!!!????"
"Ma è chiaro!!! A caccia di slip e reggiseni!!!!!"
Ranma spiccò un salto in direzione del vecchio Happosai " Fermati
maniaco!!!!!!!!!!!!!!"
"Happo Dai Karin!!!!!!!!!!!!!!"
KABOOOOOOOOOOOOMMM!!!!!!!!!!!!!!
"FIGLIOLO!!!!!!!!!!!!!!!!!" gridò Nodoka preoccupata vedendo il figlio preso
in pieno dai fuochi d'artificio del vecchio.
"Ranma sei ancora un pulcino!!!!! Ah ah ah ah ah ah!!!!!!!!!!!!!!"
E così dicendo Happosai si dileguò nel buio della sera.
Ranma intanto, finiti i botti, precipitò nel laghetto trasformandosi così in
ragazza.
"Maledetto!!!!! Grrrrrrrrrrr!!!!!"
"Ranko lascialo perdere!!!" disse dolcemente Nodoka.
Ranma però si girò stupito, aveva capito bene??!! Sua madre lo aveva chiamto
Ranko!!!
"Ops!!! Scusami figliolo!! Ma quando ti vedo sottoforma di ragazza mi viene
ancora da pensare a quando non sapevo chi in realtà tu fossi...!!!"
"Lascia stare non me la sono mica presa!!!" Disse la ragazza col codino con
un tono visibilmente abbastanza scocciato, quanto bastava a contraddire le
sue parole. Nodoka non vi prestò molto attenzione e si rimise seduta sul
solito masso.
Ranma fece per entrare in casa ma la madre lo fermò "Ranma ma dove vai ti
devo ancora parlare!!!!!"
"Volevo andare a versarmi dell'acqua calda...uh lo sai che odio essere una
ragazza!!!!! Io sono un UOMO VIRILE!!!!!!" Ranma sottolineò le ultime due
parole, non era ancora del tutto sicuro che la madre avesse accettato la sua
maledizione e temeva di dover fare harakiri.
"RANMA!!!" La voce di rimprovero di Nodoka lo paralizzò all'istante.
Lentamente si girò nella direzione della donna "s-si ma-mammina??"
"Vieni subito a sederti qua! Ho detto che devo parlarti. Che tu sia ragazzo
o ragazza non mi interessa!!! CAPITO?!"
Neanche finì la frase che la ragazza coi capelli rossi le fu subito accanto
prestandole tutta la sua attenzione.
La donna con la katana cominciò a parlare ma solo Ranma e il vento caldo
della sera ascoltarono le sue parole. Parole che il ragazzo continuava a
ripetersi nella mente anche a distanza di due giorni, mentre si allenava
come una matto nella palestra.
*****
"Akane, noi andiamo. Per qualsiasi cosa chiedi a Ranma, lui resta a casa.
Io, papà, Nabiki, zio Genma e zia Nodoka non possiamo proprio rimandare
questo impegno."
Akane guardò la sorella maggiore con il viso cupo. In quel periodo parlava
poco e raramente, ma mentre Kasumi si avvicinò alla porta le parole le
vennero fuori d'improvviso "Ti prego resta"
Kasumi la guardò stupita, quelle poche volte che Akane spiccicava qualche
parola il tono ere sempre freddo o addirittura acido, ma ora non era
assolutamente quello, era una supplica così dolce che Kasumi quasi cedette a
quello sguardo triste. In quel momento sopraggiunse Nabiki che impedì alla
dolce sorella maggiore di rovinare il piano della signora Nodoka. "Akane sei
grande ormai!! Non puoi mica sempre avere la baby-sitter!! E poi c'è sempre
Ranma se hai bisogno di aiuto, no?!" Akane non ebbe il coraggio di
replicare. Le parole di Nabiki risvegliarono in lei qualche cosa che credeva
di aver perso da quel brutto giorno. Le due sorelle uscirono dalla sua
camera salutandola. Akane non le ascoltò nemmeno, troppo presa ormai dai
suoi pensieri. Sapeva anche lei di essere grande, e di non aver bisogno di
una baby-sitter, e nel caso ci fosse stato davvero bisogno di aiuto Ranma
era senz'altro la persona più adatta per darlo. Già, ma lei voleva Kasumi
proprio perché non voleva stare sola con lui.
Il solo pensiero la faceva rabbrividire , ma non riusciva a capirne il
motivo e questo la mandava in bestia.
*****
"Dite che servirà a qualcosa??"
"Di che parli Kasumi??!!" chiese Genma, riuscendo ad ottenere in tal modo
una martellata in testa da sua moglie "STUPIDO!!!! Ma dove eri quando
abbiamo architettato questo piano!!!!!" urlò Nodoka attirando l'attenzione
di tutti i passanti su quelle due tende piantate nel parco.
"Amico Saotome sei proprio tonto!!!!!"
"Concordo con te papà!!!! Signor Saotome secondo lei perché ci siamo
accampati nel parco???? Eh???!!!!" aggiunse con un tono un pò scocciato
Nabiki.
BO BOOO BO!!!!
Goccioloni sulle teste di tutti per via del grosso panda che aveva preso a
giocare con una grossa ruota.
"Oh papà sono preoccupata per Akane..."
"Kasumi cara vedrai, con Ranma sarà al sicuro, e sicuramente riusciranno a
ritrovarsi.. almeno spero"
"Lo spero tanto anche io, sig. Tendo. Mio figlio Ranma è sempre più
depresso... e se va avanti così ecco dovremo fare tutti e tre Harakiri....
che tristezza..." Nodoka sfoderò la sua katana e tutti cominciarono a
tremare. "Non si preoccupi signora sono sicura che il suo piano di lasciare
Ranma e Akane da soli avrà successo e suo figlio sarà più virile che
mai!!!!" cercò di calmarla Nabiki.
Kasumi ruppe l'attimo di tensione con la sua dolce voce dicendo che
sicuramente dopo la camminata da casa al parco dovevano essere sicuramente
tutti quanti affamati, così dicendo si mise a preparare una deliziosa
cenetta con i pochi mezzi a sua disposizione, facendo la gioia di tutti.
*****
Sul dojo regnava un silenzio tombale.
Akane si tirò su dal letto e si mise una vestaglia. Quel silenzio la faceva
tremare, sentiva in lontananza la forte voce di Ranma ancora impegnato nel
suo allenamento. Uscì dalla sua stanza, il corridoio era debolmente
illuminato dal sole che ormai stava scomparendo dietro le montagne. Ranma
continuava ad assestare colpi nell'aria accompagnati da grida. Buio. Grida.
Akane cominciò a tremare. I ricordi volarono velocemente a quel giorno.
--GOOOOOAAALLLLLLLLLLLLLLL!!!!!!--
Ranma segnò un goal mentre quell'individuo le era entrato dentro.
Tutto si fermò attorno a lei. Avvertì solo un dolore allucinante fracassarle
la testa, e un grido di terrore le uscì di botto dalla gola.
-Finalmente se ne sono andati.... cominciavo a credere che ci avessero
ripensando...-
"AAH!! Ahhh! AAAhhh Ah!!"
Cominciò a tirare una serie di calci al vento. Ormai era da più di due ore
che aveva cominciato l'allenamento. Ma non riusciva a smettere. Che cosa
avrebbe dovuto fare in queste ore lasciate a loro disposizione??!! Come
avrebbe fatto a cercare di reinstaurare un dialogo con Akane?! Il pensiero
di lei non lo mollava un attimo, da quando era arrivato in quella famiglia,
in un modo o nell'altro Akane era sempre al centro del suo stato d'animo. In
un qualche modo quella ragazza si era creata un posticino dentro di lui. I
suoi pensieri vennero presto interrotti da un urlo straziato proveniente dal
piano superiore. -Akane!!!-
Ranma si precipitò fuori dalla palestra e corse in casa al secondo piano.
Akane era in piedi di fronte alla porta della sua camera. Ranma si avvicinò,
lo sguardo della ragazza era perso nel vuoto, sembrava caduta in trans. Il
suo corpo era scosso da convulsioni lievi. Ranma non resistette all'impulso
di stringerla fra le sue braccia, e così facendo la ragazza riprese
coscienza di se.
"NOOOOOOOOOOOOOOOOHH!!!!! L-LASCIAMI!!! LASCIAMI!!!"
"AKANE SONO IO RANMA!!!!!"
"TI HO DETTO DI LASCIARMI!!!!"
Ranma non riuscì a non ubbidirle quelle sue grida straziate e quei due occhi
spaventati che lo supplicavano di non toccarla. Rimase li davanti a lei a
fissarla nei suoi occhi color nocciola, incapace di fare e di dire qualsiasi
cosa. Akane scostò lo sguardo da quello del ragazzo. Si sentiva così sporca,
e non sopportava quello sguardo compassionevole nei suoi confronti.
Ranma non potè fare nulla, lei scompariva di nuovo dietro la porta della sua
camera, e lui scompariva sempre più dentro se stesso.