Capitolo 7°

 

"Scusi qua siamo in Hokkaido se non sbaglio.."

"No figliolo, siamo a Tokyo!!!"

"A T-Tokyo?? Dice davvero??!!"

"Si figliolo!"

-Non posso crederci sono finito di nuovo qua... mi ero ripromesso che non

sarei più tornato finché non fossi stato in grado di dichiararmi ad Akane..

bè.. pazienza andrò a farle visita lo stesso..- così dicendo Ryoga si avviò

nella direzione di casa Tendo... (e-ehm.. quella che secondo il suo senso

dell'orientamento era la direzione esatta..!! *^__^*)

Mentre camminava pensieroso udì delle grida. Spostò lo sguardo sul parco

alla sua sinistra e quello che vide lo lasciò di stucco.

Ranma era chino su un ragazzo, lo stava riempiendo di cazzotti, un altro

ragazzo gli si avvinghiò al collo per cercare di salvare l'amico dalla folle

ira del ragazzo col codino, ma quest’ultimo gli rifilò una gomitata al collo

facendolo volare contro un albero. Il ragazzo si portò le mani al collo non

riuscendo a respirare.

-Ma che diavolo...- Ryoga si precipitò sul posto gridando il nome di Ranma,

che non vi prestò la minima attenzione. Poi gli si avventò addosso facendolo

cadere all'indietro, Ranma lo colpì ferocemente togliendoselo di mezzo.

Cercò di rifiondarsi sul ragazzo accasciato a terra ormai privo di sensi.

Aveva completamente perso la ragione.

Ryoga fu lesto a rialzarsi e con tutta la forza che aveva in corpo sferrò un

forte cross-cunter allo stomaco di Ranma che cadde in ginocchio.

"CHE CAZZO TI E' PRESO????!!!!!" Gridò Ryoga in faccia al ragazzo.

Daysuke si avvicinò all'amico a terra con la faccia completamente distrutta

dalla pazzia omicida di Ranma.

"Ma sei impazzito??" disse Daysuke guardandolo sdegnato.

Ryoga non fece in tempo ad accorgersi dei movimenti veloci di Ranma, che

ormai era addosso a Daysuke. Ranma usò tutta la forza che aveva in corpo per

sferrare un nuovo gancio ma si sentì trattenuto dallo sforzo sovraumano di

Ryoga che gli aveva bloccato entrambe le braccia. Daysuke che aveva chiuso

paurosamente gli occhi quando Ranma gli si era lanciato contro li riaprì e

notandolo impossibilitato a muoversi lo guardò più sdegnato di prima.

"Dovresti guardare te stesso allo specchio con quello sguardo." disse Ranma

rilassando i nervi tesissimi, tanto che Ryoga diminuì la presa.

"Io non ho mai cercato di ammazzare nessuno!" ribatté Daysuke.

"Ridere della violenza subita da una ragazza è peggio."

"Ma fammi il piacere, è una cosa innocua!!" il tono di Daysuke era vagamente

irritante. Ranma lo guardò livido di rabbia, sapeva che finché Ryoga non

lasciava la presa non poteva alzargli le mani a quel viscido schifoso. Un

lampo di genio lo investì in pieno. Cominciò nuovamente a fare forza per

cercare di colpirlo, conscio che Ryoga da dietro lo teneva stretto, poi

disse rivolgendosi a Daysuke "TI SEI DIVERTITO A SFOTTERE AKANE VERO???!!!!"

Ranma sentì La presa di Ryoga allentarsi.

"Che cosa?? Cosa ha detto di Akane??!!" Ryoga stupefatto lasciò libero

Ranma, che sorrise dalla gioia per essere libero di colpire Daysuke.

Quest'ultimo non riuscì a rendersi conto di nulla se non delle ultime parole

di Ranma quasi gridate e del dolore allucinante alla testa. Ranma aveva

infatti colpito il ragazzo con una delle sue micidiali testate.

 

*****

 

Tutti si precipitarono all'ingresso udendo la voce forte di Ryoga. Il

ragazzo aveva il viso sporco di terra e sulle spalle portava Ranma.

"Figliolo ma che è successo a Ranma??!!!" furono le parole di Soun che

subito fu seguito da un' allarmato Genma "Ma non è che per caso... non è che

hai sconfitto Ranma??!!"

"Ryoga -sorriso a trentadue denti di Kasumi- posso offrirti una tazza di

tè?" Ryoga non sapeva più a chi rispondere continuavano tutti a fissarlo e

ad intimargli di rispondere, finché senza rendersene conto si ritrovarono

tutti a gridare per far prevalere la propria voce sulle altre.

I rumori provenienti dal piano di sotto richiamarono l'attenzione di Akane,

che nella sua camera stava fissandosi le mani fasciate con disprezzo. Uscì e

con passi felpati si avvicinò alle scale, si sporse quanto bastava per

cercare di vedere cosa stesse succedendo, per capire qual'era la ragione di

tanto trambusto. Gli occhi si posarono sull'immagine di Ryoga totalmente

rosso in volto che ossessionato dalle continue domande gridò con tutta la

forza che aveva nei polmoni, riuscendo così a zittire tutti. Poi con un

gesto poco delicato lasciò cadere per terra Ranma come se fosse un sacco di

patate. Il suo sguardo ora era fisso su Ranma che ripresosi grazie alla

botta stava per cominciare a litigare con Ryoga. Akane notò subito il labbro

di Ranma coperto di sangue, e le sue mani, dio le sue mani era inondate di

sangue. Akane si lasciò scivolare per terra in preda alla nausea. La sola

vista di tanto sangue misto allo sporco della terra la faceva star male.

"Allora.. avete intenzione di dirci cosa è successo oppure no???Insomma!!!"

Nabiki non ne poteva più di aspettare e forse per questa volta avrebbe anche

pagato qualcosina per avere informazioni.

"Non è successo proprio un bel niente." Disse Ranma aggrottando le

sopracciglia, ma Ryoga lo smentì subito "Ma che stai dicendo!!? Hai quasi

rischiato di ammazzare un ragazzo!!! E questo tu lo chiami niente???"

Gocciolone sulla testa di Ranma che non fece in tempo ad andarsene.

"In che senso..?" chiesero tutti all'unisono.

"Ma andiamo Ryoga sta scherzando..."disse Ranma tremante.

"NO NON STO SCHERZANDO! SONO SERISSIMO! Non ti riconoscevo più... sembravi

... sembravi un pazzo omicida.. "

Le facce nell'ingresso divennero bianche nessuno credeva Ranma capace di

simili azioni, picchiare fino a tagliarsi le nocche, fino a sporcare le

proprie mani con il sangue altrui. Il viso di Ranma cambiò espressione,

s'incupidì. Il ragazzo abbassò la testa e guardando un punto indefinito del

pavimento, "Se lo sono meritato" furono le taglienti parole che enunciò

mentre si avvicinava alla scala.

Ad Akane saltò il cuore in gola.

Non capiva! Che diavolo voleva dire <Se lo sono meritato>???? Chi se l'era

meritato e per cosa???

I passi di Ranma sulle scale erano sempre più vicini, stancamente si

alzarsi e corse in camera per non essere vista dal ragazzo.

Quest'ultimo non poté comunque fare a meno di notarla, si avvicinò

timorosamente alla porta della camera di Akane, le mano si fermò a pochi

millimetri dalla sua superficie. La riabbassò... non era proprio il caso di

disturbarla, pensò.

Akane era appoggiata alla porta, le mani strette al petto, il suo unico

pensiero era quello di non dover affrontare Ranma. No, lui era l'ultima

persona che voleva vedere... e si maledisse per questo!

Quella sera soffiava un venticello tiepido e, Ranma sdraiato sul tetto del

dojo, restò li a farsi cullare.. in quel periodo gli capitava spesso.

"Che cosa vuoi?!"

"Voglio sapere che cosa è successo!"

"Non sei per niente migliorato Ryoga... neanche riesci a nascondermi la tua

presenza!!! umf!!!"

Lo sguardo dell'eterno disperso s'inviperì era quasi pronto a colpire Ranma

con il suo inseparabile ombrello ma le improvvise parole di quest'ultimo lo

impietrirono.

"E' stata violentata..."

Ranma continuava a fissare il cielo stellato coperto da qualche nuvola

grigia qua e la, come se non avesse detto nulla di strano.

"C-co-sa?????????!!!"

Un decimo di secondo dopo Ryoga prese per il bavero della camicia il ragazzo

col codino, che cercava in ogni modo di non guardare l'amico-nemico negli

occhi.

"TU!! DOV'ERI TU!!!?"

Ranma non rispose e questo non fece che aumentare l'ira del ragazzo con la

bandana, che lasciò la presa per colpire con quanta più forza aveva in corpo

il viso di Ranma. E questa volta ci riuscì senza la minima resistenza del

rivale, che cadde sul fianco come un peso morto.

"DOVE DIAVOLO ERI TU!!!!!!!!!!???? COME HAI POTUTO PERMETTERLO!!??????"

Ranma s'inginocchiò e portandosi una mano al labbro che sanguinava per via

delle botte ricevute da Ryoga in quella giornata, cercò di sillabare

qualcosa.

"I-io ... io... e-er ero.."

Ryoga gli si chinò davanti, pose le mani sulle sue spalle e cominciò a

scuoterle con forza. Ranma le scacciò quasi subito, sul suo volto comparve

un sorriso sdegnato... "..stavo giocando a pallone.." disse guardando negli

occhi un esterrefatto Ryoga che notando lo stato del ragazzo di fronte a lui

non seppe più attaccarlo. Ranma notò lo sguardo compassionevole di Ryoga e

senza nessun'altra parola sfuggì alla sua stretta e saltò giù dal tetto e

corse via.

 

*****

 

QUALCHE NOTTE DOPO...

"AAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!"

Si svegliò in preda alla paura, quelle luride mani la toccavano e

ritoccavano ogni notte. Quell'incubo non smetteva di perseguitarla.

Kasumi comparve sulla porta e le fu subito accanto, come avveniva ormai da

giorni era subito pronta a sorreggere la fronte, della sua sorellina in

preda ai conati di vomito. Le porgeva un bicchiere d'acqua e le rimboccava

le coperte, tenendosi sempre pronta ad accorrere ad un altro eventuale

malore.

"Buona notte Akane..."

Disse la maggiore delle Tendo uscendo silenziosamente dalla stanza.

"Oh.. Ranma... sei di nuovo qui...?"

Ranma arrossì visibilmente e cominciò ad alludere al fatto che non si

preoccupasse affatto del maschiaccio privo di fascino ma piuttosto della

povera Kasumi che in quelle notti ormai non aveva più modo di dormire. La

ragazza gli sorrise dolcemente "..ma anche tu ti alzi ogni volta.... sarai

altrettanto stanco."

"Senti Kasumi lascia fare a me... a-almeno per stanotte.."

"Ma Ranma..."

"Kasumi ti prego!"

"Lo sai che non si lascia avvicinare da nessun uomo.. come pensi?"

SPLASH!!!!!!

"Così..."

Kasumi notò lo sguardo imbarazzato del ragazzo, per aiutare la sua piccola

sorella avrebbe potuto stare pure in versione femminile.

Annuì con il capo a Ranma e si incamminò verso la sua camera.

"Eh.. K-Kasumi?!"

"Mh??"

Ranma le accennò un sorriso "Grazie."

 

Capitolo 8