Capitolo 5°
Nella stanza d'attesa della clinica era facilmente udibile il tic-tac delle
lancette dell'orologio sulla parete. Tutti erano in attesa. Da un momento
all'altro il dottor Tofu sarebbe uscito dalla stanza di Akane e avrebbe reso
pubblica la sua diagnosi.
Genma era riuscito a calmare il pianto straziato dell'amico Soun che ora era
seduto sul divano fra le sue due figlie più grandi. Nodoka seduta su una
seggiola osservava il proprio figlio che era rimasto da più di un'ora fermo
nella stessa posizione con lo sguardo basso. Strinse forte al petto la sua
katana, Genma le si avvicinò preoccupato e le pose una mano sulla spalla la
donna rispose al suo gesto con uno sforzato sorriso.
In un angolo della stanza c'erano anche i due amici di scuola di Ranma che
erano giunti alla clinica seguiti dalla famiglia intera dei due fidanzati.
Il clima nella stanza era pesante, l'attesa ancora di più. I nervi di Ranma
saltarono all'improvviso in ringhio:
"DANNAZIONE!!! Ma quanto ci mette!!!"
Nodoka gli si avvicinò posandogli una mano sulla spalla per confortarlo ma
Ranma era troppo nervoso e la scostò in malo modo.
"Ragazzo datti una calmata!" disse Genma serio, Ranma non era l'unico in
quella saletta ad essere in pensiero per Akane e se ne rese subito conto,
abbassò il capo in segno di scusa e suo padre gli diede una leggera pacca
sulla spalla.
Finalmente il dottore comparve davanti a loro, Ranma gli fu subito vicino:
"Dott. Tofu... Akane?!"
"Stai tranquillo Ranma, adesso sta riposando le ho dato un tranquillante..."
Soun ricominciò a piangere "Dottoooreee!!!! Cosa hanno fatto alla mia
bambina!!!"
Lo sguardo di Tofu si scurì stette per qualche momento in silenzio, tutti
gli sguardi nella sala erano puntati su di lui. Finalmente riuscì a parlare.
"Akane ha subito violenze... violenze fisiche.. e .. violenze di tipo
sessuale" concluse il dottore.
Rimasero tutti a bocca aperta, anche Soun smise improvvisamente di piangere,
Nodoka si portò entrambe le mani a coprirsi il volto lasciando cadere la sua
inseparabile spada, Genma la raccolse e la strinse forte nei pugni, dalle
guance di Kasumi caddero silenziose lacrime e Nabiki, Hiroshi e Daisuke
rimasero completamente immobili per lo shock, per non parlare di Ranma.
Gli occhi del ragazzo divennero rossi di rabbia fece per correre nella
stanza di Akane ma il dottore lo fermò.
"E' tutto molto complicato.. Voglio parlarvi delle varie ferite riportate da
Akane.."
Tutti erano molto attenti al discorso del dottore, anche Ranma seppur
vibrante di rabbia.
".. dunque.." riprese Tofu "Ha le dita di entrambe le mani fratturate credo
che chiunque sia stato gliele abbia schiacciate con qualcosa, non saprei
dirvi di preciso cosa.., presentava una lieve frattura alla spina dorsale
nulla di preoccupante glielo già sistemata.., poi aveva piccoli e per
fortuna poco profondi tagli su tutto il corpo, la perdita di sangue non è
stata preoccupante, inoltre ha un paio di lividi sul volto.. penso che quel
delinquente le abbia alzato le mani pesantemente.."
A quel punto Ranma non riuscì più a trattenersi, scagliò un forte pugno al
muro frantumandolo.
"Ranma so che stai soffrendo ma stai calmo Akane sarà guarita in due o tre
settimane.." la voce del padre era timorosa e ne aveva motivo, Ranma lo
linciò con gli occhi e gridò esausto
"Razza di scemo è stata violentata!!! Come puoi pensare che in due settimane
tornerà come nuova!!!"
Calò di nuovo il silenziò nella stanza. Ranma si maledisse per come stava
trattando i suoi genitori ma non riusciva a controllarsi quando si parlava
di Akane, sapeva che loro cercavano solo di alleviare il suo dolore ma non
sarebbero servite a nulla le loro parole, e non era un mistero quello.
Il dott. Tofu si schiarì la voce e riprese a parlare
"..ehm.. Quello che più mi preoccupa è come reagirà la piccola Akane a tutta
questa brutta situazione.. Non sarà facile superarla.. anche per voi
intendo. Dovrete starle il più vicino possibile ma allo stesso tempo non
dovrete soffocarla, seguite i suoi ritmi... ma mai per nessun motivo dovrete
abbandonarla a se stessa rischierebbe di non riprendersi più.. Dovrete avere
pazienza, molta.."
"Dottore.. possiamo vederla?" chiese la dolce Kasumi. Il dott.Tofu che prima
di allora non si era accorto della sua presenza cominciò a blaterare una
serie di frasi senza senso: Nabiki preoccupata che la situazione si
complicasse trovò la scusa della cena per portare a casa la sorella
maggiore.
"Buona idea siamo tutti molto stanchi andiamo a casa. Un buon piatto di
ramen è quello che ci vuole!" aggiunse Genma massaggiandosi il pancione.
Uscirono tutti dalla clinica tranne Ranma e Nodoka.
"Tesoro mio, non vieni a casa con noi?E' stata una giornata pesante sarebbe
meglio che ti riposassi un po’ .."
Ranma volse lo sguardo altrove non voleva far vedere a sua madre che il suo
unico figlio era distrutto si limitò solamente a negare l'invito a casa con
il capo. Nodoka non insistette, gli strinse forte la mano e poi lo lasciò
per raggiungere fuori dall'uscio gli altri.
Qualche minuto dopo Il dott. Tofu riprese lucidità.
"Oh.. Ranma.. Sono andati tutti a casa... Tu..
Ti fermi qui stanotte.. Vado a prepararti una stanza..."
Così dicendo il dottore, spense la luce principale della stanza, che rimase
illuminata da una debole lampada a muro e, salì le scale per raggiungere il
piano superiore.
Ranma sostava nel centro di quella sala,immobile con la testa china, non
riusciva a pensare a niente se non che ad Akane, a quello che le era
accaduto, e si sentì la testa scoppiare. Velocemente e con un gesto
straziato si portò le mani ai capelli e dalla forza con cui li stringeva
sembrava volesse strapparli. Nella stanza buia erano facilmente udibili, il
suo respiro affannato e il veloce battito del cuore. Fece qualche passo
indietro e si lasciò cadere sul grande sofà alle sue spalle. Passò le mani
sul viso sudato e si sfregò nervosamente gli occhi arrossati. Sua madre
aveva ragione. Ranma si sentiva completamente esausto.
*****
La mattina seguente il dott. Tofu si svegliò molto presto per fare i suoi
soliti esercizi mattutini. Passò prima nella stanza di Akane per controllare
se per caso si fosse già svegliata. Aprì lentamente la porta e ai piedi del
letto della ragazza vide Ranma che dormiva seduto appoggiato al comodino di
fianco. Un sorriso comparve sul viso del dottore che scuotendo la testa si
avvicinò al ragazzo. Picchiettò sulla sua spalla per svegliarlo e gli indicò
poi di seguirlo. Ranma sbadigliò e seguì con lo sguardo Tofu uscire dalla
stanza. Si alzò e stiracchiandosi spostò lo sguardo sulla fidanzata che
dormiva profondamente. Le sfiorò la guancia con l'indice e poi raggiunse
fuori il dottore.
"Buongiorno..."
"Buongiorno anche a te Ranma!"
Ranma si mise a sedere sulla panca nel piccolo giardino dove Tofu aveva
iniziato i suoi esercizi partendo da una cinquantina di flessioni. Rimasero
per qualche tempo in silenzio, Ranma osservava i muscoli del braccio del
dottor Tofu contorcersi nei piegamenti veloci delle flessioni, non gli
sarebbe dispiaciuto disputare un combattimento con quello strano uomo
dall'aspetto tanto affabile.
"Hai dormito comodo?!" la domanda improvvisa richiamò l'attenzione del
ragazzo.
"..si..." rispose con un filo di voce. Si sentiva strano, stanchezza,
depressione, ira, o che cos'altro.. Ranma non riusciva a capire per quale
strana ragione tutti i sentimenti provati la sera prima erano come scomparsi
dal suo cuore e dalla sua mente.. possibile che già gli fosse passata la
voglia di fare a pezzi quel bastardo che aveva osato toccare Akane?! Il
dottore si accorse dell'espressione preoccupata di Ranma e con voce
tranquillizzante gli parlò: "Akane è una ragazza molto forte, e sicuramente
se tu le sarai accanto supererà tutto con meno difficoltà..."
"Ma io..."
"Niente ma Ranma." fu la risposta secca di Tofu "nessun 'ma' potrebbe
aiutarla" aggiunse con voce rincuorante.
"Già." disse un Ranma irriconoscibilmente abbattuto-
La luce ormai forte del sole la costrinse a girarsi dall'altra parte. Prese
il cuscino di forza e ci buttò la testa sotto. Non aveva un gran chè voglia
di andare a scuola quella mattina. Sentiva una strana nausea, come di sangue
salirle velocemente alla gola, si portò la mano alla bocca e quando il dito
sfiorò il labbro sentì un bruciore acuto espandersi su tutto il viso. Aprì
di scatto gli occhi e vide l'indice sporco di sangue. Aveva un piccolo
taglio sul lato destro del labbro inferiore. Si tirò su dal letto
preoccupata e quando si guardò attorno vide solo dei mobiletti bianchi sulla
parete alla sua destra e davanti a lei una pianta di fianco ad una porta
chiusa.
"Ma dove...?"
L'odore di medicinali raggiunse in poco tempo le sue narici, finalmente capì
di trovarsi alla clinica del dottor Tofu.
-"Se tu non fossi così scontrosa non ti saresti fatta così male..."-
D'improvviso tutti i ricordi le tornarono alla mente, uno dietro l'altro
così veloci da farle girare pericolosamente la testa. La nausea la colpì
nuovamente questa volta più pesantemente, si sporse dal fuori dal letto con
movimenti goffi e pesanti, mentre chinava la testa perse l'equilibrio. Si
ritrovò a terra con le ginocchia, scoperte dalla camicia da notte, a
contatto con la pavimentazione fredda, pungente. Un conato di vomito le salì
in gola.
-BONK!-
"Ha sentito!?"
"Cosa?"
Il dottor Tofu vide Ranma dirigersi nella stanza di Akane più veloce della
luce. Evidentemente Il suono o rumore che lui non aveva percepito veniva
dalla stanza della ragazza e Ranma si era precipitato da lei.
Ranma spalancò la porta. Era agitato non vedeva l'ora di parlare con Akane
di sentire la sua voce, di sapere dalle sue labbra come stava. Ma appena la
vide si pietrificò. Akane era accucciata vicino al letto con una mano
stingeva forte il lenzuolo bianco e con l'altra si teneva la fronte. Ranma
la vide sputare fiotti di sangue per terra. I grandi occhi color nocciola
della ragazza guardavano impauriti la macchia rossa al suo fronte.
arrivò anche il dottore, si affiancò a Ranma e gli posò una mano sulla
spalla. "Da adesso devi cominciare a farti forza.. anche per lei." Ranma
posò lo sguardo sul dottor Tofu i suoi occhi blu mare sprigionavano forza a
volontà. "Può giurarci!" disse mentre si avvicinava cautamente alla sua
fidanzata.