Capitolo 4°
Passò qualche giorno prima che entrambi i ragazzi ritornarono a comportarsi
come al solito.
a scuola non si parlava d'altro che dello stupro che aveva subito una
ragazza della 2°E.
-Che schifo!!! E pensare che nel nostro quartiere ci sono brave persone...
Se mi trovassi davanti a quello stronzo gli darei una bella lezione!-
pensandolo presa da un forte sentimento di rabbia scagliò un forte pugno sul
banco che si spaccò in due perfette metà!
Akane sentì gli sguardi di tutta la classe puntati addosso e un rossore
quasi violaceo colorò le sue guance.
"TENDO! Vai subito fuori!!!" ordinò il professore.
Akane si ritrovò così in corridoio con due bei secchi colmi d'acqua. Ranma
la guardava dalla finestra dentro la classe -Che avrà Akane??-
Arrivò l'intervallo.
"Ehi Ranma! Oggi hai voglia di giocare a calcio?!"
"Non rompere Daisuke!"
"Ma Ranma.. con te in squadra siamo sicuri di vincere!" aggiunse Hiroshi.
"Già! E poi abbiamo scommesso un bel pò di soldi.."
"Non sono fatti miei." la strafottenza di Ranma fece incendiare i volti dei
due ragazzi e Hiroshi con occhi furbi disse "Ranma..."
"Che vuoi!"
"Come mai per tutta l'ora di matematica hai guardato Akane fuori in
corridoio?!"
"Uh?!!.. m-ma che diavolo..." balbettò Ranma imbarazzato. Hiroshi si alzò e
andò in direzione di Akane, la chiamò ad alta voce. Lei si voltò e Ranma
scattò in piedi
"Ok, ok!! Hiroshi hai vinto tu. Gioco!"
*****
"Ehi Akane!"
"Si, Ranma?!"
"Io devo fermarmi perchè ho promesso ai ragazzi di fare una partita a
calcio..." Ranma era un pò teso non smetteva di torturarsi la cintura nera,
che stringeva la camicia azzurra al petto, con le mani.
"Bè io rimango qui a scuola, è il mio turno di pulizie" Akane era al
contrario molto tranquilla e questo aumentò l'agitazione di Ranma.
-Allora torniamo a casa insieme, il primo che finisce aspetta l'altro!-
già... gli sarebbe piaciuto dirlo ma era troppo agitatoto per riuscirci e
anche per ascoltare Akane che mentre lui continuava a crearsi strane frasi
in testa aveva continuato a parlare.
".... , Ok?" disse dolcemente.
"C-cosa??!" Ranma non aveva praticamente sentito nulla.
Lei tuttavia non si arrabbiò.
"Ma che fai dormi??!" disse allegramente. "Ti ho detto che quando finisco ti
aspetto così torniamo a casa insieme!" Akane arrossì un pò e abbassò lo
sguardo. L'imbarazzo della ragazza fece scomparire quello di Ranma che
guardandola non potè far altro che pensare a quanto bella fosse.
"Allora a più tardi...!" Akane lo salutò e fece per entrare in classe.
"Akane!" La voce di Ranma aveva ripreso sicurezza, lei si girò verso di lui.
"Hirishi e Daisuke hanno scommesso un pò di soldi in questa partita, ...
quindi dal momento che gioco anche io vinceremo sicuramente, perciò ti offro
qualcosa da bere prima di tornare a casa!" senza che Akane disse qualcosa le
strizzò l'occhio e saltò giù dalla finestra del corridoio.
*****
Dall'aula erano facilmente udibili le voci dei ragazzi al campo da calcio.
Akane aveva quasi finito.
"Ciao Akane, noi andiamo, ci vediamo domani!"
Akane salutò le sue amiche e si sedette sfinita sulla sedia che ogni giorno
occupava Ranma.
Si avvicinò al banco e mise la testa fra le braccia incrociate su esso. Quel
posto emanava ancora il selvatico profumo del suo Ranma. Inspirò
profondamente cercando di appropriarsene totalmente. Non voleva che
nessun'altra oltre a lei potesse inebriarsi di tale piacere.
Il suo pensiero venne improvvisamente rotto da alcuni passi che le si
avvicinarono.
"Ranma?!" sussurrò dischiudendo lentemente gli occhi.
"No tesoro!" Akane spalancò gli occhi e dinnanzi a lei vide una figura
vestita di nero.
"CHI SEI?! CHE VUOI??!!" dicendolo scattò in piedi lasciando cadere la sedia
all'indietro.
"Tks, tks... non sono ammesse le domande in questo gioco!" disse l'uomo in
nero. La sua voce era molto giovane. Akane non riuscì a vederlo in faccia
per via della debole illuminazione dell'aula. Ormai il sole era tramontato
da una mezzoretta.
L'uomo tentò di afferrarla da un braccio ma lei era molto agile e veloce per
lasciarsi sorprendere. Avendolo confuso un pò ne approfittò per correre
verso la porta, se fosse riuscita ad arrivare da Ranma sarebbe stata salva.
Si era resa conto di essersi trovata davanti lo stupratore e la paura la
invase, e aumentò quando vide l'uomo pararsi dinnanzi a lei con un balzo
atletico. Oltre ad essere un maniaco era anche agile e molto probabilmente
conosceva le arti marziali. Akane tentò di gridare ma le fu impedito da un
potente pugno diretto alla mascella che la scagliò contro alcuni banchi. Un
attimo dopo l'uomo le fu addosso e le mise la sua grande mano sulla bocca,
premette forte per non lasciarla gridare. Akane si dimenò con enfasi ma dopo
poco sentì mancarle l'aria e per paura di essere soffocata si calmò. L'uomo
rallentò la presa. Dalla bocca colava del sangue lungo le mascelle arrivando
a sporcare il suo niveo collo. Gli occhi di Akane si riempirono di terrore
nel vederlo a così pochi centimetri dal suo viso.
"Schhhhh... non gridare ... rovinerai l'atmosfera." Akane si sentì mancare a
quelle parole, il respiro divenne pesante e il corpo cominciò a tremare.
Quell'uomo sopra di lei, la stanza buia, le grida fuori in cortile, ...
poteva facilmente riconoscere la forte e virile voce di Ranma esultare per
un goal appena segnato. Una lacrima le scivolò sulla guancia.
- ... (se mi trovassi davanti quello stronzo gli darei una bella lezione!)
...
Le ultime parole famose...- pensò la ragazza.
-NO! Non posso lasciare che questo bastardo mi tocchi, se Ranma fosse qui
non lo permetterebbe.- Il sangue le ribollì nelle vene attorno al suo corpo
ancora tremante cominciò ad avvampare una fosforescente luce blu. L'uomo
allentò la presa sorpreso. Non capiva cosa stesse succedendo. Akane afferrò
le sue spalle e calciò in direzione delle parti basse del maniaco che gridò
e si rannicchiò cercando di smorzare il dolore. La ragazza corse verso la
finestra e tentò invano di aprirla, le sue mani sudate e tremanti non le
erano d'impaccio. Se avesse gridato il nome del suo ragazzo, Ranma ci
avrebbe messo un mezzo secondo ad arrivare e mettere K.O. l'uomo. La
maniglia le scivolò più volte dalle mani. CLACK! Finalmente l'aveva
aperta. Mise entrambe le mani nella misera fessura che era riuscita ad
aprire in modo da spingere con più forza.
SBAAAMMM!!!
Improvvisamente sentì le ossa delle dita sgretolarsi. Posò lo sgardo su di
esse e le vide schiacciate dalla chiusura della finestra. Alzò lo sguardo e
vide alla sua sinistra l'uomo che le sorrideva con uno sguardo freddo e
terrificante, nei suoi occhi c'era pazzia. Akane tirò via le mani dalla
finestra e un dolore allucinante le fracassò la testa. Le lacrime le scesero
come scascate ma dalla sua bocca non uscì un suono. Indietreggiò più
impaurita che mai, sentì di non aver sentito prima di allora tale terrore.
Si accorse che anche i denti tremavano, sbattevano velocemente come se in
quella stanza ci fosse un freddo glaciale. Indietreggiando arrivò sino alle
lavagne, aveva le spalle al muro. L'uomo l'afferrò per il bavero della
camicia e la scaraventò contro la cattedra alla sua destra. Akane vi sbattè
violentemente la schiena contro. Il dolore la tramortì, non riuscì a
muoversi bene. Tentò di alzarsi ma le gambe le cedettero all'istante. Lui si
abbassò e la guardò "Se tu non fossi così scontrosa non ti saresti fatta
così male..." mentre le parlava come se fosse sinceramente dispiaciuto tirò
fuori, da una tasca del suo lungo cappotto, un coltellino a serramanico. Con
un clik la lama argentea e lucida fu libera. Gli occhi di Akane erano colmi
di paura e lacrime. L'uomo avvicinò la lama al volto della ragazza e
delicatamente la fece scivolare fino al collo. Arrivò al colletto della
camicia e cominciò a tagliare la stoffa. Lo sguardo si posò sul seno di una
Akane ormai troppo provata per poter reagire. Piano glielo palpò, per poi
farlo con maggior foga. Un secondo dopo si fermò e si alzò sollevandola e
mettendola sulla cattedra. Le saltò sopra e comonciò a leccarla lungo tutto
il collo per poi scendere ai suoi prorompenti seni. Akane reagì
automaticamente e gli si avvinghiò al collo con i denti. Morse con tutta la
forza che l'era rimasta in corpo e sentì il sudicio sangue dell'uomo sulla
lingua. Lui le diede una sberla in pieno volto che le fece sanguinare il
naso. Sentì una forte nausea salirgi dalle viscere del suo corpo, per poco
non svenne. L'uomo si irritò e cominciò a tagliuzzarla qua e la sul corpo
con il coltellino. Akane sentì la pelle bruciare. L'uomo si stufò presto di
quel divertimento e passò oltre. Akane avvertì le sue luride mani sotto la
gonna toccarle le coscie fino ad arrivare alle mutandine. Le vennero
strappate. Akane chiuse gli occhi. Ad un certo punto sentì qualcosa di
bagnato toccare il suo sesso, e le calde lacrime che aveva versato fino a
quel momento cessarono di cadere. Quel bastardo le stava rubando quello che
lei avrebbe voluto un giorno accadesse non la, non in quel modo e
soprattutto NON CON LUI!
*****
"GOOOOAAALLLL!!!!!!!!"
Il pallone rotolò su se stesse per qualche secondo dopo aver avuto il
contatto con la tirata rete bianca. Ranma battè il cinque ad Hiroshi e
Daisuke. La loro squadra aveva vinto, anzi aveva stravinto! Erano riusciti a
guadagnarsi 1500 Yen a testa.
"Ehi Ranma! Dove corri??!" La voce di Hiroshi suonava alquanto maliziosa
alle orecchie di Ranma che si girò verso i suoi amici senza arrestare il suo
passo veloce e, gli fece una delle sue solite linguacce.
"Almeno aspettaci!! Veniamo anche noi da Akane!!!" aggiunse Daisuke
correndogli in contro con Hiroshi.
- 1550 Yen... dove posso portarla?! ... Magari al nuovo locale, dicono che
fanno delle coppe gelato enormi... Cavolo io e Akane mai da soli
tranquilli... Una volta ogni tanto non può che farci bene e poi magari...-
"Ehi Ranma! Che cavolo ti prende?! Sei diventato rosso come un pomodoro
stramaturo!!! A che pensi??"
"Hiroshi ma che domande fai!!! E' più che evidente che il nostro Ranma
pensava a fare cose sconce con Akane!!!"
"MA CHE DIVOLO DITE!!!? IDIOTI!!!"
Finalmente i tre ragazzi arrivarono davanti alla porta della classe, Ranma
la spalancò con enfasi "AKANE! Abbiamo vinto!!!"
Alla sua frase non vi fu risposta e lui stesso non ebbe più nulla da dire
guardando l'interno della classe. Banchi e sedie erano sparpagliati qua e
la, alcuni rivoltati altri spezzati.
"Meno male che dovevano fare le pulizie qua dentro!" la battuta di Hiroshi
non fece ridere ne Ranma ne Daisuke. Lui stesso si rese conto che non era il
caso. In quella stanza semi buia erano evidenti vari segni di colluttazione.
Lo sguardo serio di Ranma cadde sulla cattedra sporca di sangue. "Oh
dio..." Disse il ragazzo prima che il cuore gli balzasse in gola come se
volesse uscirgli dalla bocca. Il suo respiro si fermò mentre seguiva le
tracce di sangue che dalla cattedra arrivavano per terra. Ranma camminò
lentamente di fianco alla rossa striscia sul pavimento che lo portò ad un
angolo buio in fondo alla classe, si accorse di un respiro convulso che non
era il suo. -Fa che non sia lei... fai che non sia la mia Akane.- strinse le
mani sudate in pugni e, inghiottì a fatica il nodo formatoglisi in gola.
Hiroshi accese improvvisamente la luce. Ranma rabbrividì. Al contrario di
quello che sperava era proprio la sua Akane, era rannicchiata su se stessa,
la testa era nascosta dalle braccia incrociate sulle ginocchia, il suo
corpicino tremava. Ranma tentò di chiamarla ma la voce non riuscì ad uscire.
Si abbassò lentamente e allungò una mano per toccarla ma soltando
sfiorandola la ragazza sobbalzò ed emise un piccolo e terrorizzato urlo.
Ranma ritrasse velocemente la mano fissandosela e si spaventò notando che
anche lui stava tremando. Hiroshi e Daisuke erano rimasti fermi sull'entrata
non riuscivano a capire cosa potesse essere successo.
"A-Akane ..." la voce di Ranma era un bisbiglio caldo alle orecchie della
ragazza, che alzò finalmente lo sguardo verso il ragazzo. I suoi occhi erano
sbarrati, pieni di terrore e colmi di lacrime che scendevano sulle sue
guance e andavano a mescolarsi al suo sangue. I due si guardorono per
qualche secondo in silenzio poi Akane parlò ".. s-sei ... a..rriva..to... !"
Ranma si accorse di un vago tono di sollievo in quelle parole e subito
riprese il controllo di sè e con voce dura disse "Hiroshi, Daisuke!! Andate
a casa Tendo, dite a Soun e agli altri di andare subito alla clinica del
dottor Tofu!!"
"Ma Ranma c-che succede?!.." chiese Daisuke preoccupato.
"NON C'E' TEMPO PER LE DOMANDE!!! SBRIGATEVI! CI VEDIAMO LA'." Mentre
parlava scattò in piedi con Akane in braccio aprì la finestra e si saltò nel
vuoto.
Cominciò così una folle corsa verso la clinica. Il corpo di Akane fra le sue
braccia continuava a tremare. Ranma notò la parte superiore della divisa
lacerata frontalmente, e sulla sua pelle chiara risaltavano i numerosi
tagli. Gli occhi di Ranma si infuocarono di rabbia, aumentò la presa non
badando alle grida di terrore di Akane.
Non c'era tempo per pensare, non c'era tempo per niente, ora doveva solo
correre!