Capitolo 10°

Era ancora l'alba, ma dei rumori la buttarono giù dal letto, allarmandola.

Qualcuno doveva essere entrato nel locale, già, ma chi. Prese la sua grande

spatola e con passi felpati scese giù. Un ragazzo rannicchiato in un angolo

sotto delle calde coperte dormiva. Muovendosi doveva aver fatto cadere una

sedia poco distante da lui. Ukyo si avvicinò al ragazzo sorridendo

riconoscendolo. Si accucciò di fianco a lui e rimase per qualche istante in

silenzio non osando disturbare il suo riposo. Non ebbe il tempo di

rendersene conto che si addormentò appoggiata alla sua spalla.

 

*****

 

I primi raggi di sole penetravano cautamente nella stanza silenziosa.

Aprì lentamente gli occhi,e sentì il calore del sole attraversarla, un

lieve sorriso si disegnò cristallino sulle sue labbra. Qualcosa di morbido e

sodo le faceva da cuscino. Piano alzò lo sguardo e per qualche istante il

suo cuore smise di battere. Ranma le aveva fatto da poggia testa per tutta

la notte, con un braccio le cingeva la vita, mentre l'altro era abbandonato

lungo il suo stesso fianco. Ranma dormiva come un angioletto, e quel suo

viso era così dolce.. Akane ne fu attratta come una calamita. Sollevò una

mano e delicatamente sfiorò la guancia del ragazzo, che a quel tocco chinò

la testa poggiandola sul suo seno. Akane si pietrificò all'istante. Quel

gesto improvviso, le ricordò l'incubo di quella dannata sera. Ebbe paura di

non riuscire a controllarsi, esplodendo in un grido di terrore, ma la voce

flebile del ragazzo che pronunciava il suo nome colpì il suo cuore in pieno.

La stava sognando. Dio! Ranma la stava sognando!!! Le lacrime le riempirono

gli occhi facendoglieli bruciare, un singhiozzo la fece sobbalzare

lievemente. Un paio di lacrime scivolò veloci sulle guance.

 

*****

 

Correva così veloce che per un istante credette di non riuscire a prenderla.

Il fiato era corto e, la saliva era completamente prosciugata. Aveva una

sete assurda, pensò di fermarsi un attimo al fiume lì vicino per bere e

riprendere un pò di fiato, ma l'idea fu subito rifiutata dalla sua testa.

-Non posso fermarmi finché non la prendo!!!- si disse aumentando il passo.

Lei non accennava a fermarsi, ogni tanto si girava, lo guardava e, poi

rideva, e ogni volta quelle dolci e provocanti risate gli riempivano la

testa di forti e incontrollate sensazioni. Aumentò ancora di più il passo.

La voglia di attirarla a se, di stringerla, di sentire il suo corpo contro

il proprio, lo fece volare fino a lei. Lei si girò nuovamente verso di lui

per ridere della sua lentezza, ma ora lui era proprio vicino. In un attimo

lui l'afferrò e le circondò con le braccia la vita. Lei sorrise maliziosa e

approfittando della distrazione di quest'ultimo si lasciò cadere

trascinandolo con se.

Atterrarono su un morbido prato di un verde indescrivibile. Lei lo abbracciò

forte. E nel sentirlo pronunciare il suo nome, una risatina dolce e

divertita le salì alla bocca.

"Ripetilo!" gli disse ridendo.

"Akane"

"Ancora!"

"Akane"

"Ancora"

"Akane Akane Akane Akane!!!"

"Mi piace sentirti pronunciare il mio nome.."

"E a me piace pronunciarlo!"

"Allora gridalo!"

"AKAAAAANEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!"

Lei lo abbracciò ancora più forte e lo baciò dolcemente sulla guancia. Un

bacio caldo tanto caldo..

...

Qualcosa di caldo e bagnato cadde sulla sua guancia. Aprì gli occhi

rendendosi conto che il sole doveva essere sorto già da un bel pò. Avvertì

un dolore fastidioso alla schiena, in effetti, aveva dormito tutta la notte

in una posizione scomoda. Si stiracchiò per benino sbadigliando di gusto. Un

sorriso solare comparve sulle sue labbra ripensando al sogno fatto. Si portò

una mano alla guancia bagnata e nel farlo si guardò un pò attorno. Il

sorriso sparì in un lampo quando vide gli occhi di Akane colmi di lacrime.

"C-Cosa??!"

Akane gli sorrise dolcemente ma non smise di piangere.

"A-Akane ma che cosa??? Perché piangi???"

Ranma le prese le mani fra le sue, Akane ebbe un sussulto a quel contatto.

"Ranma.." disse fra i singhiozzi, mandandolo nella più completa confusione.

"Akane, ti prego... perché piangi???!!!"

"Ranma...tu ...tu stai tremando.."

"C-cosa??!"

Ranma rimase intontito. Si rese conto che le sue mani tremavano senza sosta.

La paura di far piangere quella ragazza lo traumatizzava a tal punto che

perdeva il controllo di se stesso. Lasciò le mani di Akane e fissò

istupidito le proprie mentre cominciavano a fermarsi.

Alzò nuovamente lo sguardo e la fissò.

Lei gli sorrise, prese una delle sue mani e se la portò al viso, facendogli

asciugare le lacrime calde che le inumidivano il volto. Ranma continuò a

fissarla, e lei fissava lui perdendosi nei suoi grandi occhi blu. Sentì la

grande mano del ragazzo carezzarle la guancia e piano avvicinarle il viso al

suo. Akane avvertì i battiti aumentare vertiginosamente, e il suo viso

andare a fuoco colorandosi di un rosso vivo. Ranma sorrise, la trovò

bellissima con quello sguardo imbarazzato e, diminuì sempre più la distanza

fra i loro volti.

"YUUUUUUUUHHHUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!!!!!!!"

"Siamo arrrivaaaaaatiiiiiiiiiiiii!!!!"

"Papà non spingere!!!!! Uno alla volta entriamo tutti in casa!!!!!"

"Scusa Nabiki ma voglio rivedere la mia bambinaaaa!!!!! Akaaaneeeeee!!!!!!!

Il tuo papà è tornato!!!!!!!!"

Si guardarono in faccia con delle espressioni tra l'imbarazzato ed il

deluso. Quei pazzi dei loro familiari arrivavano sempre al momento

''giusto''.

Ranma si alzò e si diresse verso la porta.

"Vado giù... vieni anche tu?" la sua voce era un pò tremante ed incerta.

"Comincia ad andare... io.."

"Se non te la senti ancora gli dirò"

"NO! Scendo..solo il tempo di.. di cambiarmi..."

Ranma le sorrise, uscì e si chiuse dietro la porta.

 

*****

 

-Che dormita!!!!!- Sbadigliando si stiracchiò e col suo fare maldestro urtò

qualcosa molto vicino a lui. -Ma che cavolo..?-

Quando si rese conto di quello.. o meglio di chi era praticamente steso

sopra di lui a dormire come se nulla fosse gli prese un infarto. Diventò

tutto rosso e in preda all'imbarazzo più totale si alzò scansando in malo

modo la povera Ukyo.

"Ryoga.... ma che cavolo fai!!!!??" disse scocciatissima, guardandolo in

cagnesco.

"T-tu.. tu p-piuttosto... perché eri so-sopra di.. di me??!!!!!"

Vapore cominciò ad uscire dalle sue orecchie ormai diventate di un rosso

indescrivibile. Ukyo però non ci fece molto caso. Senza troppe paranoie si

alzò aggiustandosi alla meglio il suo pigiama, e si avviò dall'altra parte

del bancone. Mise della pastella sulla piastra e la condì con verdurine e

bacon. Ryoga era rimasto come uno scemo fermo per tutto il tempo ad

osservarla e ad attendere una risposta alla sua domanda. Era evidente che

però la ragazza non gliene avrebbe data alcuna, rassegnandosi a questo si

avvicinò al bancone e si sedette frontalmente alla cuoca. Rimasero per un pò

in silenzio, solo il rumore della piastra che cuoceva l'okonomiyaki

sonorizzava la stanza. Ryoga notò lo sguardo triste e perso di Ukyo mentre

cucinava e subito gli venne da attribuirne la colpa a quello smidollato di

Ranma. Come diavolo riusciva ad influire sull'umore di così tante

persone??!! E non solo quelle delle ragazze ma anche quelle di Mousse, di

Kuno, di tutta la famiglia Tendo,.. e anche il suo.. Pensò che Ranma avesse

un potere innato di attrazione, che alla fine faceva ruotare sempre tutto

intorno a lui.

Ukyo non riusciva a smettere di pensare alla sera scorsa. Ranma aveva usato

un tono tanto freddo nei suoi confronti, da spiazzarla completamente. Eppure

lei avrebbe fatto di tutto per lui, se solo se ne fosse mai accorto...

l'okonomiyaki cominciava ad abbrustolirsi. La ragazza se ne rese conto ma

non riuscì a muovere un solo muscolo della mano per cercare di salvarla.

"Che cosa ha fatto questa volta?!"

A quelle parole Ukyo si sentì morire, lasciò cadere le spatoline dalle mani,

e portò quest'ultime al viso per nascondere le lacrime che come cascate un

piena sgorgavano ora dai suoi grandi occhi.

 

*****

 

La famigliola era tutta riunita in silenzio attorno alla tavola, Kasumi fu

l'ultima ad arrivare, e portò tè e biscotti per tutti.

Ranma aveva raccontato loro tralasciando praticamente tutti, ma proprio

tutti i particolari, di essere riuscito a far uscire Akane dal guscio in cui

si era rifugiata per più di un mese.

Aveva inoltre detto loro che quella mattina sarebbe scesa a fare colazione

con loro. Soun era a dir poco entusiasta che ringraziò Ranma riempiendolo di

complimenti, tanto da farlo arrossire.

"Papà che diavolo stai facendo???!!!"

Tutti guardarono incuriositi il signor Genma che sperando di non essere

visto da nessuno si era quasi portato alla bocca uno degli otto biscotti al

cioccolato.

"Ranma lasciami!!!!!!!!!!!!" gridò Genma cercando di liberarsi dalla forte

presa del figlio che cercava disperatamente di togliergli dalle fauci il

biscotto. Genma dal canto suo faceva di tutto per riuscire a mangiarselo.

"Papà smettila!!!! DOBBIAMO ASPETTARE AKANE!!!!! Sei proprio un ingordo

egoista!!!!"

"Ma che vuoi che le succeda se me ne mangio uno prima che arrivi!!!!!! l'hai

detto anche tu che ora sta bene!!!!"

Tutti gli sguardi erano puntati su quei due che lottavano e si insultavano a

vicenda, anche nei momenti di serietà in quel dojo era impossibile.

Non appena li vide tutti insieme a ridere di quei due strani tipi arrivati

dalla Cina, le salì un nodo in gola..

Le sarerebbe piaciuto tanto essere una ragazza diversa, anche se era rozza,

poco femminile e con una forza sovraumana si era lasciata mettere le mani

addosso da uno sconosciuto, e questo non se lo sarebbe mai perdonato.. ma si

era ripromessa che si sarebbe ripresa la sua vita, costasse l'oro di tutto

il mondo!

"Ma insomma cos'è tutto questo baccano??!!

Ehi voi due.. almeno un biscotto me l'avete lasciato??!!"

Rimasero tutti senza parole, Akane era li davanti a tutti con la solita

faccia tosta e un pò strafottente. Aveva una gonna a ruota lunga fino al

ginocchio di un colore rosa pesca, un maglioncino nero e un paio di collant

spessi neri. Dopo qualche momento di silenzio fu nuovamente lei a parlare

"Cos'è?! Vi hanno mangiato la lingua a tutti quanti?? Sembra che abbiate

visto un fantasma!!"

Kasumi si alzò e inchinandosi con grazia di fronte alla sorellina minore la

invitò a prendere posto a tavola e a favorire di tè e biscotti.

A loro volta tutti si alzarono tutti e con l'istinto impulsivo di

riabbracciarla le si fiondarono addosso, ma furono quasi subito frenati da

un freddo gesto della ragazza, che si allontanò impaurita. Ranma scattò in

piedi pronto ad andarle in contro.

"Non ... non è ancora il caso. Vi prego s-state seduti.."

Certo le cose non potevano tornare tutte al loro posto da un giorno

all'altro. Passarono così una mattinata a parlare del più e del meno, fra

risate e anche battibecchi di Ranma e suo padre.. E Ranma sentì la mancanza

di quelli con la sua fidanzata che erano di gran lunga più divertenti!

 

 

Capitolo 11