Capitolo 1°
Il vento soffiava molto forte quella sera, il sole era appena tramontato su
Nerima, le
strade erano deserte, le foglie cadevano dagli alberi e cominciavano una
folle danza in aria, lasciandosi trasportare dal caldo abbraccio del vento
arrivando sino a mete sconosciute.
Quella strana quiete venne quasi subito interrotta da un urlo rotto e
straziante che
riecheggiò per alcuni secondi nel dolce vento..
Nello stesso momento anche in casa Tendo ci fu un urlo.
Sciaaff!!!!
"PORCO!!!" urlò Akane
"MA CHE CAVOLO DICI!!?? E' LUI IL PORCO!!!" ribattè Ranma-chan indicando un
vecchietto di piccole dimensioni con una faccia goduta per quello che era
riuscito a vedere nella vasca da bagno poco prima.
"AKANEEEE!!!!!! Fai felice un povero vecchio, indossa questo reggisseno. Da
bra.."
Non fece in tempo a finire la frase che una lavatrice lo spedì in orbita.
"Quel pervertito di Happosai mi fa venire i brividi!!!!" mentre lo disse
guardò in giù verso Ranma-chan ancora tramortita dallo schiaffo ricevuto in
pieno volto poco prima senza meritarselo.
"Emh... scusa.."
"Lascia stare tanto ci sono abituato! ..."
"Che vuoi dire!?!" il tono della voce di Akane divvene tagliente.
"CI FOSSE UNA VOLTA CHE NE FAI UNA GIUSTA!!!" urlò Ranma-chan guardandola
dritto negli occhi. Erano molto vicini. Gli occhi di Akane comiciarono ad
infuocarsi e in un impeto di rabbia scagliò il cestino del bucato contro la
strafottente rossa tanto forte da farla cadere all'indietro in un ghigno di
dolore.
*****
"Papà vuoi un altro pò di riso?" disse Kasumi affettuosamente.
"No, grazie figliola."
"Io si!! Me ne dai un'altra?!"
"Certo Ranma, ecco a te!" Kasumi sorrise gentilmente.
Akane fece una smorfia e guardò altrove. Ranma se ne accorse, fece per dire
qualcosa ma sapendo che qualunque cosa avesse detto Akane si sarebbe
arrabbiata e lo avrebbe colpito con qualsiasi cosa le sarebbe capitata a
tiro, così si limitò a trangugiare il suo riso ignorandola.
*****
"Uffi... sono proprio stupida... non faccio altro che prendermela con Ranma
qualunque cosa accada... sono irrecuperabile... sono sicura che mi odia!!"
dicendolo Akane si lasciò cadere a pancia in su sul suo letto. si sentiva
stranamente in colpa, il fatto che Ranma non le avesse rivolto la parola a
cena, neanche quando lei aveva cercato di di attaccar briga con lui, la
faceva sentire stupida e vuota.
"CAVOLI!!! Avrebbe almeno potuto farmi una linguaccia!!!"
Subito dopo aver concluso la frase si rese conto di ciò che aveva appena
detto. -Questi devono proprio essere i primi segni di squilibrio mentale-
pensò con una faccia instupidita -..possibile che preferisco litigare con
quel CRETINO piuttosto che non parlarci proprio riuscendo così ad evitare di
beccarmi insulti sempre poco carini!!??- Akane era su di giri, cominciò a
picchiarsi nervosamente la fronte con il palmo della mano. Era incredibile
Ranma riusciva a farla andare in tilt anche quando non c'era. Detto questo
si alzò di scatto dal letto e uscì dalla sua camera più irritata che mai.
*****
Ranma era sdraiato sul tetto con le mani incrociate sotto la testa, i
capelli ondeggiavano sulla sua fronte per via del caldo venticello che da
giorni soffiava su Tokio.
Era piacevole in quel periodo dell'anno. Novembre era quasi giunto al
termine dei suoi
giorni. Fece un profondo respiro, quasi a voler catturare tutto il tepore
del vento.
-Chissà se un giorno tornerò normale... già normale... le sorgenti sono
andate a farsi benedire dopo lo scontro con Safulan...Sono condannato in
eterno in questo corpo metà uomo e metà donna!!!- Ranma rimase un bel pò sul
tetto a pensare alla sua disgrazia... chiuse gli occhi e facendosi cullare
dal caldo tepore del vento si addormentò, come un bambino nel caldo
abbraccio della sua mamma.
Si svegliò improvvisamente. Udì dei piccoli e felpati passi avvicinarsi a
lui.
Tenne comunque gli occhi chiusi facendo finta di dormire.
I passi erano ormai vicinissimi.
Silenzio...
Ranma avvertì dei leggeri movimenti e capì che chiunque fosse stato ora, era
seduto di fianco a lui. Schiuse leggermente gli occhi, quanto bastava per
non essere scoperto.
Come poteva facilmente immaginare era Akane.
Lei era affianco a lui, le sue braccia avvolgevano dolcemente le ginocchia
nude, la sua gonnellina corta a ruota cadeva sul tetto lasciando le cosce
abbastanza scoperte.
Ranma però non aveva un ottima visuale di ciò, un pò gli dispiacque. Ne
aveva un'altra altrettanto bella, riusciva a vedere perfettamente il suo morbido profilo.
Poteva vedere lo sguardo della ragazza perso nel vuoto e la frangia che
ondeggiava un pò qui e un pò la nascondendolo di tanto in tanto, il suo
piccolo nasino rosso contrastava con la sua pallida carnagione. Il ragazzo
posò poi, il suo sguardo sulle rosee labbra leggermente dischiuse, erano
alquanto invitanti. Ad un certo punto la vide prendere un profondo respiro
che le gonfiare il petto, a quella vista apparve un leggero rossore sulle
guance di Ranma. Cominciò a chiedersi come faceva a dirle ogni volta che era
un maschiaccio privo di fascino, si sarebbe preso a pugni se solo non avesse
dovuto continuare a fingere di dormire.
"Mi dispiace..."
Ranma ebbe quasi un sussulto, per un attimo credette di essere scoperto.
Ancora non aveva capito cosa fosse successo... Akane aveva parlato e
continuò. Ranma ascoltò attentamente...
"Ranma... sono proprio cattiva..."
Ranma sentì il proprio cuore battere all'impazzata ed ebbe paura che Akane
potesse sentirlo.
Subito riportò l'attenzione sulla ragazza che aveva nascosto la testa tra le
braccia, Ranma ebbe il desiderio di stringerla forte fra le braccia, ma la
sua timidezza lo aveva praticamente incollato al tetto.
Ci fu qualche minuto di silenzio, poi Akane riprese a parlare "Non ti sei
ancora stancato... ... di me..?" la sua voce era un bisbiglio e Ranma fece
quasi fatica a sentirla. Non fece in tempo a pensare che la ragazza parlò
ancora.
"Perchè non mi lasci?!"
Quest'ultima frase era colma di rabbia e tristezza in pari quantità.
Ranma si sentì sprofondare negli abissi della più completa incomprensione.
-Ma che diavolo dice!?!- pensandolo la guardò e si accorse di una lacrima
che le scivolò sulla guancia. A quella vista il suo cuore emise un
pronunciato CRAK.
Non riusciva a capire cosa passava nella testolina di Akane. Avrebbe voluto
alzarsi, afferrarle le spalle, guardarla nei suoi grandi occhi color
nocciola e dirle che lui non l'avrebbe mai lasciata, per nessun motivo al
mondo, anche se avessero dovuto litigare in eterno. Improvvisamente si sentì
attraversare da mille emozioni contemporaneamente, sentì la sua faccia
infuocarsi, le sue mani avevano cominciato a sudare e si erano strette in
pugni serrati.
Akane si alzò, guardò per un istante Ranma, fece un mezzo sorriso, poi si
girò e s'incamminò verso il bordo del tetto.
Un'istante dopo Ranma la vide saltare giù.
Ecco. Era di nuovo riuscito a non fare nulla, avrebbe voluto parlarle ma la
sua timidezza era davvero al cult delle sue forze. Rimase li imbambolato
come se avesse appena visto un fantasma, gli occhi erano sbarrati e la bocca
spalancata.
Ps. Commenti!!! *^__^*