Capitolo 8°
Finalmente donna!
Akane si alzò lentamente...
quella giornata sarebbe stata lunga...
Diede uno sguardo fugace a quel vestito da sposa... odiava doverselo rimettere!!
Chissà cosa penseranno le persone del
villaggio vedendomi vestita così?
“OHHH Husehime non potevi essere più decorosa”
le gridò agitandosi contro il quadro.
La notte precedente il pensiero di Ranma l’aveva tormentata impedendole di
dormire.
Le lacrime la opprimevano… così vagando per la casa, ritornò in quella
stanza testimone di così tanta passione e altrettanto dolore.
Si sedette ai piedi del quadro di Hesehime cercando in lei un po' di conforto...
confidando a lei i tormenti di quell'amore non corrisposto.
Poi finalemnte la calma di quel luogo... la pace che avvertiva vicino a quell'altare di ricordi, le permise di addormentarsi.
“mhm che vergogna!” si guardava allo specchio e cercava un modo per sembrare
meno audace.
Ranma sembrava tanto lontano ormai...
Corse verso il terrazzo e respirò a pieni polmoni.
“Oggi sarà una giornata dura da affrontare. Devo farmi forza!!!” parlava ad
alta voce
“devo affrontare la mia famiglia, devo rivedere Ranma, non posso avere
cedimenti….
Ma prima devo...”
Corse in camera prese dei fiori che aveva raccolto il giorno prima
“devo prima fare un’altra cosa…”.
Ritornò alla cascata, lì dove Gikoku e HuseHime avevano avuto il loro ultimo
momento d’amore, lì dove lei e Ranma si erano lasciati!
Arrivata in quel luogo magico e allo stesso tempo tanto triste lanciò i fiori
in acqua.
Quel gesto voleva rappresentare il suo ultimo saluto a quell'uomo che le aveva
donato la vita a costo della sua...
Sentiva ancora imprescindibile il legame fra loro... un moto interiore che non
si sapeva spiegare.
Salì sulle pietre a forma di trono e si sedette.
Voleva rimanere lì ancora per un po' assaporando il dolce clima di quel luogo.
Rimase in silenzio... le dispiaceva persino che il suo alito.. il suo respiro...
potesse in qualche modo rovinare quell'atmosfera suadente.
Addio Gikoku. Il tuo amore per me mi ha
fatto salva la vita. Avrei voluto ricambiarti e invece ti ho portato alla morte.
Spero solo che oggi tu sia con la tua amata e siate finalmente felici!!!
Mentre pensava quelle cose le cadde una gamba sotto l’acqua bollente.
Quella sensazione era bellissima... straordinaria!
L’acqua calda le massaggiava i piedi e tutta l’angoscia stava sparendo
piano.
Forse dovrei farmi coccolare un po'...
una doccia ristoratrice non potrà che aiutarmi ad affrontare questa prova.
Così si alzò in piedi, si tolse nuovamente il vestito e si immerse sotto la
cascata con la schiena rivolta allo stagno.
E' bellissimo.. sento infinte gocce
liberarmi da tutta questa tensione... dal dolore che avverto in ogni piega del
mio corpo... Ranma!
Mente l’acqua le accarezzava i capelli, ed il caldo le rilassava le spalle, si
sentì bene come in paradiso. Tutto stava volando via anche il dolore.
All'improvviso Ranma si trovò immediatamente dietro di lei.
Lei si spaventò, ma non si girò.... l'avrebbe riconosciuto ovunque... il suo
odore... la sua presenza... il suo passo verso di lei!
Ranma appoggiò le sue braccia tese contro la parete.. raccogliendo quell'esile
e meravigliosa creatura in un abbraccio...
Lei non potette fare altro che rimanere immobile... lasciarsi fiorire da quella
alenante stretta .... e soffermarsi su quelle braccia... su quei muscoli ben
sviluppati ed in tensione.
Lui le si avvicinò piano alle sue spalle, fino a quando non si sfiorarono.
Akane percepì la sua nudità... si intimorì...
Non aveva paura di trovarsi in quella situazione con la persona che amava...
aveva già capito quanto poco fosse giusto lasciarsi trascinare lontano dai
propri sentimenti...
Aveva paura delle motivazioni che lo avevano spinto a quel gesto...
pietà... ha avuto compassione dei suoi sentimenti... Era questo!
Lei pianse… perché mi sta facendo
questo?
“Perché lo fai Ranma?… ti prego va via!!!”
lo supplicò Akane, senza voltarsi … rimanendo immobile...
Non voleva in nessun modo stabilire un contatto maggiore fra di loro...
Avrebbe sofferto troppo quando quell'incontro si sarebbe rivelato un sogno... un
suo stupido insensato sogno.
Ranma tutto di un fiato disse:
“Akane… io… ho riflettuto tutta la notte sul perchè ho paura di starti
vicino....!" tacque per un attimo mentre ad Akane parve che il cuore si
fermasse
"Tu sei la mia debolezza!"
Akane non capì..
“cosa significa?..”
cercò di dire tremante, ma lui le poggiò le mani sulle labbra per farla
tacere.
“Tu sei il mio lato più debole... ed io non voglio essere debole. Io voglio
essere il migliore. Voglio essere il primo. Ho sacrificato tutto per esserlo.
Non ho avuto una famiglia, non ho avuto una casa, non ho avuto amici… per
diventare il migliore! Ho persino subito quella odiata maledizione!”
"Ranma.. io"
"No akane fammi finire... poi a casa Tendo ho scoperto che non ero
invincibile… per colpa tua! Ogni volta che qualcuno ti si avvicina od un
pericolo si avvicina a me, tu sei il mio primo pensiero. E ciò mi rende
debole… per questo non voglio che gli altri sappiano di noi. Per colpire me
colpirebbero te! Io non potrei sopportarlo…"
“Tu non vuoi essere come Gikoku?”
Akane aveva indovinato e sebbene Ranma non volesse ammetterlo, aveva letto il
suo cuore.
Si sentì un vigliacco.
Lei continuò:
“Lui è morto per lei... persino per ciò che di lei è in me! Ma in fondo lui
è morto molto prima di oggi… è morto nel momento in cui l’hanno uccisa!
Da allora tutto di lui non ha avuto più senso... non meritava più di
respirare… il suo onore… la sua forza.. la sua speranza!!”
Akane iniziò a piangere ma questa volta le lacrime giunsero al cuore di Ranma...
"E' questo.. dunque...!"
Non mi amerai mai... ora lo so!
"Vai allora... io non ti ostacolerò... compi il tuo destino.. fa ciò che
ritiene più vero per la tua vita.. ciò che desideri di più!"
Lui lasciò la parete
"Addio Ranma!!"
Il tempo si era fermato... voleva ancora giocare con i sentimenti di quelle due
anime innamorate.
Ranma non resistette più ... e...
l’abbracciò.
La sua mano destra iniziò ad accarezzarle il viso in silenzio...
Non sarebbe stato capace di spiegarle cosa in quel momento il suo cuore gli
diceva.
Lentamente, soffocando l’emozione, scese lungo il collo fino all’altezza del
seno di lei.
La accarezzava dolcemente e con la mano sinistra le cinse la vita.
Lei si girò… l’acqua continuava ad inumidire la loro pelle.
Poi si baciarono con passione… a lungo.
Con un senso di liberazione, lui non riuscì più a trattenere, quel desiderio
di lei così tanto soffocato.
Le baciava il viso… la bocca… il collo… il seno.. le mani
...velocemente.... senza sosta...
… perché nulla di lei gli fosse sconosciuto.
Poi accadde qualcosa…. una forza straordinaria sembrò avvolgerli.
Un’energia vitale li cinse ed isolò l’acqua.
Akane e Ranma in quel rapporto amoroso erano anche Gikoku e HuseHime.
Si baciarono intensamente ancora.. e ancora....
Il desiderio faceva urlare Ranma dal dolore.
Può il desiderio essere simile al dolore?
Akane lo fermò per un attimo.. ed iniziò ad accarezzargli delicatamente il
torace, a baciargli piano muscolo dopo muscolo.
Poi si avvicinò alla sua bocca… lei non lo baciava…
Lo lasciava… lasciava desiderare quella sua bocca candida... dolce... ma rossa
come il peccato... la più bella delle provocazioni.
Lui la guardava…
guardava quelle labbra che lei non gli concedeva alitare sulle sue!!!
Folgorato dalla passione, sentiva ogni parte di se volerla.. amarla…
desiderarla.
La sollevò ed entrò il lei con tutta la forza della sua virilità.
Akane!!!
Akane!!!
Continuarono … fin quando gli spiriti che sino ad allora erano intorno ai loro
due corpi, non si fusero insieme. E divennero un’anima sola.
Il culmine di quel piacere sublimò il legame centenario delle due anime...
I loro corpi avevano sugellato il patto d'amore che Gikoku e Husehime si erano
promessi in passato e che ora Ranma ed Akane avevano fatto loro.
L’acqua riprese a scorrere...
Loro rimasero in piedi dritti l’una di fronte all’altro senza fiatare,
guardandosi negli occhi per ore.. cercando di dare un contorno a quelle
emozioni.. cercando di frenare quelle pulsioni esplose con si tanto ardore.
Le loro menti non avevano pensieri. Solo mistero.
Sulla via del ritorno Ranma era particolarmente taciturno.
Da quel momento stupendo, lui non l’aveva più guardata.... tuttavia Akane
pensava solo a quanto quello che era successo avesse significato per lei... per
la sua vita.
Passo dopo passo Ranma si sentì ancora più forte... forse la lotta con Gikoku
aveva sviluppato ulteriormente la sua possente muscolatura... o qualcosa di
inspiegabilmente vero lo aveva proiettato verso un'immagine di se nuova.
Tutti si erano commossi per il ritorno di Akane. Soun la strinse forte a se…
finalmente quella preoccupazione che l'aveva attanagliato per giorni era
finita... il solo immaginarsi Akane in fin di vita lo aveva distrutto.
“Papà piano mi soffochi!!”
Anche Genma le si lanciò addosso
“Bambina sei viva.. Stai bene?”.
"Si! Grazie Non preoccupatevi... Dove sono gli altri?"
"Sono di sopra! Non si sono ancora ripresi... le ferite sono
profonde..."
Akane si rese conto che lo spirito di Gikoku aveva accelerato la sua guarigione
in modo miracoloso.. ma i suoi amici non avevano avuto la stessa fortuna...
stavano ancora scontando le conseguenze di quello scontro al di là dei loro
limiti...
aveva verso di loro un grande debito di riconoscenza!
Si diresse velocemente a trovare il vecchio Happosai...
“Posso?”
“Akane” disse il vecchio “entra entra…”
Lei si avvicinò al vecchietto gli diede un bacino sulla guancia e disse
“ Ho un pensiero per te” facendo svolazzare un suo reggiseno.
“Ti piace?” Lui sorrise. Anche per lui non vi era nulla di più importante
di rivedere Akane viva e star bene... ma non gli dispiacque il bel reggiseno
ricevuto in dono.
Nella stessa stanza c’era anche Ryoga che era ridotto ancora piuttosto male..
Akane si intristì improvvisamente.
E' tutta colpa mia.
“Akane non guardarmi così, sto bene”
Ryoga era un uomo d’onore, aveva capito lo stato d’animo di Akane.
Lui l’amava intensamente.
Sarebbe morto piuttosto che vederla soffrire.
Akane si prese cura di Ryoga in quei giorni prima della ripresa della scuola.
Kasumi chiamò insistentemente
“Akane Ranma… oggi c’è scuola… Ve lo siete dimenticato?"
Ranma scese subito e andò nel cortile pronto ad avviarsi.
Akane scese poco dopo... Era bellissima!
Più di quanto si possa immaginare.
Aveva qualcosa di diverso.
La sua divisa era diversa dal solito...
La camicetta era aderente, con una profonda scollatura chiusa dal fiocco
scolastico, che lasciava intravedere una parte del suo seno.
La gonna aderiva sui fianchi mettendoli in evidenza e camminava allegra
lasciando che anche il suo corpo fosse limpido come la sua anima.
Era proprio quello a renderla così meravigliosa... qualcosa aveva profondamente
cambiato il suo modo di essere donna.
Corse giù con questo nuovo fare sinuoso…
Tutti rimasero stupiti dalla sua bellezza sensuale.
Ryoga che era in fondo alle scale trasalì nel vederla avvicinarsi a lui.
Akane? Sei sempre stata bella… ma ora!
Mio dio.. non ho più il cuore e il mio corpo mi urla il tuo nome!!
L’unica a non essere stupita del suo cambiamento fu Kasumi.
Il giorno prima, infatti, Akane l’aveva chiamata nella sua stanza.
Lei si stava provando la divisa per il giorno dopo.
“Kasumi non credi sia un po’ larga, forse in montagna sarò dimagrita?”
Kasumi non aveva notato il suo dimagrimento, ma capì che Akane era cambiata…
quello sgaurdo.. quel sorriso... quelle movenze.
Ora era diventata una donna.
Così le strinse i vestiti e le allungò la scollatura.
Quando akane la provò era soddisfatta, ma in lei non c'era malizia.
La sua sensualità era disinteressata, pura.
Ranma la guardò uscire dalla porta. Rimase serio… non disse e non fece nulla.
In quei tre giorni loro due non erano stati molto vicini.
Da un alto Akane aveva assistito Ryoga, dall’altro lui era stato tutto il
tempo in palestra ad allenarsi.
Neanche una parola da quel magico incontro.
Iniziarono a correre per la scuola… come al solito.. lui sul cornicione lei
per strada…
Mentre akane correva ed il vento le massaggiava i capelli, il suo sguardo
incrociava profondamente quello delle persone intorno a lei...
voleva percepire ogni attimo come se fosse l'ultimo.
Giunti a scuola, i loro compagni erano tutti fuori per la cerimonia di inizio
della nuova sessione.
Si voltarono verso di lei e rimasero in veneranda ammirazione.
Le sue amiche le si avvicinavano per salutarla, mentre i ragazzi non potevano
credere a quella visione.
Il vento di quella mattina muoveva leggermente i suoi capelli e mentre le sue
amiche le auguravano il ben tornato (tutti avevano saputo della sua brutta
avventura), lei attirava su di se le attenzioni particolari di ogni ragazzo
della scuola.
Kuno non le saltò addosso come al solito.
Era lì... imbambolato... con la spada verso il basso… immobilizzato da tanta
grazia.
Mentre sorrideva con le sue amiche, alzava leggermente la mano e lentamente si
scostava i capelli dietro l’orecchio.
Tutti loro avrebbero voluto essere accarezzati in quel modo.
Anche le sue amiche notarono qualcosa di diverso.
“Akane stai benissimo?"
“Grazie!!!” rispose lei “non pensavo di rimettermi così presto dalla
ferita al fianco…”
drinn la campanella.
“Corriamo dentro…ragazze?”
Akane si avviò lasciando dietro di se un gradevole profumo di fiori.
Passando nel corridoio i ragazzi cercavano di imprimersi nelle memoria
quell’immagine di lei..
quel seno leggermente visibile, quella camicetta che le segnava le spalle e i
suoi fianchi morbidi.
Un ragazzo si lasciò sfuggire con Ranma:
“Mio Dio come sei fortunato? E’ la ragazza più bella e sexy che io abbia
mai…
Ranma non gli rispose.. e andò avanti.
“E’ un pazzo!”
Questo fu il commento dei suoi compagni.
Tutti erano, infatti, convinti che Ranma non apprezzasse Akane.
Da sempre la prendeva in giro sul suo aspetto esteriore.
In classe l’attenzione fu catalizzata da quella dolce e sensuale visione.
Molti cuori si erano fermati quando nel sedersi aveva incrociato amabilmente le
gambe.
Un ragazzo prese coraggio e le si avvicinò dicendo:
“Akane scusa… vorresti …”
Akane lo guardò profondamente negli occhi e lui stava per svenire… o peggio
“Vorresti studiare con me?”
Lei accettò volentieri, era fra le più brave della classe e spesso aiutava i
compagni di scuola... così non le parve strano quel famelico invito.
Akane non si era resa conto del potere che esercitava sui ragazzi.
Nel suo muoversi spontaneo, ogni gesto era carico di quella energia di cui si
era imbevuta alla cascata... era inconsapevole di quanto ciò fosse visibile.
DRINNN la campanella del pranzo.
Akane andò con le sue amiche sul prato di fronte al campo di calcio, dove
stavano giocando i ragazzi.
Spesso si fermava lì con le sue compagne, lo preferivano perché riuscivano a
vedere un po’ tutti.
Si sedettero ma Akane non aveva molta fame.
Ad un certo punto... lei appoggiò le mani sull’erba e lasciò cadere la testa
all’indietro...
chiuse gli occhi per respirare l’aria degli alberi.
Quella brezza così complice le alzò un po’ la gonna mostrando le sue
gambe... che vennero offerte alla vista incredula e fortunata di tutti loro.
I ragazzi che erano in fondo al prato e i ragazzi che stavano giocando nel
campetto si fermarono rapiti...
Iniziarono, presi da un insolito desiderio, a seguire la linea che dal suo mento
scendeva lungo il collo attraverso la scollatura e la camicetta e arrivava a
quelle gambe perfette.
Ranma era esattamente dall’altro lato del campo di calcio, sull’altro pezzo
di prato e la fissava immobile.
Non potevano mancare all'appello le numerose pretendenti fidanzate di Ranma che,
come al solito, litigavano per chi gli avrebbe preparato il pranzo.
“Ma che sta succedendo qui?” come mai tutti questi ragazzi guardano da
quella parte…?”
si voltarono e videro sul prato Akane che mostrava tutta la sua femminilità.
Era come un richiamo per i sensi.
Le sue rivali rimasero stupite e ferme... quasi paralizzate... forse consapevoli
che qualcosa di non voluto stava accadendo alla loro vita.
“Akane vuoi un po’ di dolce?”
Lei alzò la testa e sfoderò uno dei suoi dolci sorrisi che tanto avevano fatto
già impazzire mezza scuola.
“No grazie.. non ho molto fame oggi!”
Lei non si era accorta di nulla, ne della sua gonna sollevata nè dell'effetto
provocato sui suoi compagni di scuola.
Fece un sospirò e appoggiò i gomiti sulle sue ginocchia portando la mano alla
bocca.
Dischiuse le labbra come se stesse preparandosi a dare un bacio a qualcuno…
e con le dita iniziò un gioco innocente e seducente con le sue labbra.
Chiuse gli occhi mentre faceva quel gesto così provocatore!!
I ragazzi che la stavano fissando iniziarono a fare su di lei strani pensieri…
ora anche la loro virilità era in tumulto...
un fuoco in loro si stava accendendo!
Una voce tuonò:
“Basta ora! Smettete di guardare la mia fidanzata!!!” era Ranma.
Con voce ferma, possente e finalmente decisa interruppe i sogni di quei ragazzi.
Tutti tremarono di fronte a quella forte rivendicazione.
Tutti si voltarono verso di lui, compresa Akane.
Anche Ranma era diverso. Era un uomo ora.
Nessuno d’ora in poi si sarebbe lontanamente azzardato a sfiorare Akane
neanche col pensiero.
In quel momento tutte le pretese di Ukyo, Kodachi, Kuno e Shampoo svanirono
senza bisogno di troppe spiegazioni.
Non avevano mai visto quello sguardo in lui...
l'amava!
Ranma fece un salto e poi un altro ed in un attimo si sedette accanto a lei.
Lei gli diede un pugnetto in testa sorridendo
“Era il caso di gridarlo così?”
“Si!!”
La prese e la baciò con passione sotto gli occhi esterefatti di tutta la
scuola…
FINE