Capitolo 7°
Un amore soffocato
Il giorno dopo Ranma stava
preparandosi per partire.. felice che tutto si fosse concluso…
felice che lei si fosse ripresa così velocemente…
Aveva avuto così tanta paura di perderla che adesso non aveva più la forza di
parlare…
Voleva solo tornare il più presto possibile a casa… con lei…
Quei luoghi gli ricordavano costantemente il dolore per il suo corpo ferita…
la sua immagine insanguinata non gli dava tregua…
lo faceva impazzire…
Se l’avessi persa … io…
Akane, nel frattempo quasi del tutto guarita, ringraziava i numi per essere
ancora viva…
ma allo stesso tempo soffriva terribilmente per quel tragico esito…
Quell’uomo.. quello spirito era morto a causa sua….
Indossò, triste di quei pensieri, quell’unico vestito che la metteva tanto in
imbarazzo… e che le ricordava l’amore di quell’uomo per Husehime.
Gikoku era disposto a tutto per corrispondere con le sue azioni al sentimento
che nutriva per Husehime…
Questo la portò a riflettere sulla loro vita…
Alle lotte.. agli inseguimenti.. agli innamorati respinti… ai litigi con
rabbia… alla loro timidezza… alle parole non dette…
Tutto le apparve così superficiale… così vuoto…
Quella esperienza l’aveva profondamente cambiata…
Sentiva di non voler sprecare più neanche un minuto della sua esistenza
mascherando i suoi reali sentimenti… fingendo a se stessa!
Cosa siamo disposti a sacrificare per
amore?
La vita è così breve…e noi…
Ranma aveva lavato dal suo sangue quel vestito in modo quasi maniacale, perso
come era nella paura di perderla.
“Ranma” lui si voltò.
Lei era bellissima non l’aveva mai vista così… così bella. Il fiato gli si
fermò e tossì vistosamente.
“Che hai?” chiese lei
“No… se mi arrivi così alle spalle mi farai morire?”
“mhm.. brutto stupido che vuoi dire che sono un mostro?”
Lui rise di gusto…
Sei così ingenua che credi sia per
quello…non mi capirai mai… sei così bella da togliermi il fiato!!
“Ranma” riprese lei seriamente questa volta
“Vorrei rimanere qui qualche giorno ancora” lo guardò teneramente…
sentiva che Ranma voleva scappare da quel posto di orrori.
“Perché’? sei scema? NO! Ce ne andiamo a casa subito”
“Ti prego Ranma… se tu non vuoi restare, va’!! IO ti raggiungerò fra
qualche giorno. Sto bene.. sul serio” lui sentì improvvisamente che era
giusto assecondarla…
Qualcosa gli diceva che c’era ancora qualcosa che dovevano risolvere… in
quella valle incantata.
“Si.. certo come no? E magari saresti capace di difenderti dagli animali del
bosco?… e poi saresti capace di cucinare?.. e poi…”
“Stupido…!” lo colpì con un pungo in pieno viso.
“Akane… sei una stupida…”
“Buzzurro…”
“Racchia”
Si voltò arrabbiata….
“il solito… dovresti essere un tantinello più originale negli insulti!”
“Vado a prendere qualcosa da mangiare, ok?”
“Grazie!” gli sorrise.
Certe cose non sarebbero cambiate mai!!
Akane attraversò il lungo corridoio ed arrivò alla stanza di HuseHime.
Gikoku… Mi dispiace così tanto…Io ti
voglio bene…
Quelle parole le vennero dal cuore… le pulsavano dentro incontrollate…
Al rientro dall’esplorazione la stanza con il terrazzo era vuota.
“Ma dove si è cacciata? Quella stupida…”
Ranma non riusciva più a contenere quel bisogno di averla sempre vicino… la
paura di perderla era ancora così grande da impedirgli di resistere lontano da
lei per più di qualche attimo…
Capì che era tornata davanti all’altare dove Gikoku si era sacrificato per
lei… doveva essere lì!
Entrò e la vide di fronte al quadro di HuseHime.
Una sensazione spettrale lo invase… era lo specchio di se stessa. Akane
piangeva…
“Che ci fai qui?” le domandò.
“Nulla … perché la gente del villaggio li ha separati? Ranma… perché non
hanno rispettato il loro amore… perché non hanno permesso loro di essere
felici?”
dicendo quella frase Akane pensava alla loro storia.
Alle intrusioni di tutte le sue fidanzate, alle lotte alle sorgenti per tornare
normali, alla loro distanza.
“Vieni andiamo via… ho preso da mangiare”.
Ranma non voleva affrontare quel argomento…
un po’ perché gli mancavano le risposte…
Sapeva di essere la causa della maggior parte dei loro problemi e poi….
Aveva visto come lei ne soffriva ed il tempo del dolore era finito!
Si misero sulla terrazza e mangiarono i frutti, che aveva raccolto, in
silenzio… guardando il sole che stava tramontando su quelle valli.
Akane si avvicinò involontariamente a Ranma e lui si scansò.
“Perché” pensò lei "...Davvero non sopporti la mia presenza?”.
I pensieri di quella domenica le ritornarono in mente brutalmente.
Negli occhi di Gikoku lei aveva percepito quanto potesse essere grande il
desiderio della persona che si ama… e con grande rammarico concluse che Ranma
non l’aveva mai guardata in quel modo… lui non l’amava… non la
desiderava!
Forse lei era troppo brutta per lui... non era alla sua altezza?
Lui era un grande campione di arti marziali… meritava di avere al suo fianco
una ragazza più bella.. più dolce… qualcuna che gli rendesse onore… di cui
lui potesse essere fiero.
Una donna che avrebbe saputo emozionarlo… attrarlo… amarlo.
Soffrì di quel pensiero, ma si rassegnò.
“Ho capito” gli disse sorridendo.
Ranma era di nuovo imbarazzato e voleva fuggire
Non mi guardare così Akane.. ti prego!
Non con quei occhi… Non puoi chiedermi di cambiare… Io sono fatto così…
“Vado a fare una passeggiata” decise di schivare ogni tentativo di lei di
fare chiarezza nella loro storia…
In fondo aveva capito che Akane, scossa da quei eventi, era cambiata e da lui
pretendeva di più... ma lui non era pronto.. non ancora… un giorno forse?
Tuttavia nel frattempo non voleva perderla.. non voleva dire o fare la cosa
sbagliata!
“Ok!..” gli rispose gentile.
Akane si rassegnò. Aveva inteso il suo tentativo di fuggire da lei.
Decise, pertanto, di mostrarsi serena e dolce, non voleva che lui capisse il suo
risentimento.
Non doveva farlo sentire obbligato a provare per lei ciò che lei provava per
lui.
Vai Ranma non preoccuparti. Non ti
infastidirò più!
Akane era giunta alla sorgente di acqua calda.
Si spogliò nuda, si guardò intorno con il suo solito pudore e si tuffò nello
stagno.
Lei non sapeva nuotare.. ma l’acqua di quella sorgente era bassa.. così
riusciva a controllare quella paura che le prendeva al contatto con l’acqua.
Aveva così tano desiderio di rilassarsi che non si accorse di Ranma seduto al
lato della cascata.
La cascata, aveva infatti, ai suoi lati come delle colonne alla cui base vi
erano delle pietre che formavano due troni.
Questi teneri giacigli erano posti un po’ più in alto, così lei non fece
caso alla sua presenza.
Poco prima lui si era seduto lì con gli occhi chiusi... a farsi coccolare dal
rumore dell’acqua, si era finalmente rilassato dalla paura della morte e dalla
battaglia… della possibile perdita di lei.
Mentre i sensi lo abbandonavano, in quel tepore, si ricordò di quel fremito
provocatogli da Akane… e scacciò velocemente quel pensiero.
Di nuovo le sue paure? Perché non voleva starle vicino?
Aprì gli occhi un istante…. il sole aveva riscaldato il suo viso e la vide…
proprio davanti a lui.
Nuotava nuda nello stagno e probabilmente non l’aveva visto.
L’acqua sembrava sfiorarla appena… quasi che avesse paura di rompere quel
fiore delicato, quasi per paura di deturpare quella bellezza così unica.
Le sue forme erano perfette, in lei tutto era bello. Poi distolse lo sguardo e
pensò…
“Se si accorgesse mi ucciderebbe!! Mi darebbe del pervertito maniaco e volerei
in chissà quale parte del bosco!!!”
Ma era davvero quello il motivo per il quale aveva chiuso gli occhi?
Strinse i denti e capì...
Lui non voleva essere attratto da lei e se avesse continuato a guardarla, non
avrebbe più resistito.
Chiuse gli occhi per fuggire da quel fuoco che stava ardendo dentro di lui.
Akane decise che voleva provare l’ebbrezza della cascata.
Si girò e vide Ranma appollaiato sulla roccia, aveva gli occhi chiusi.
“Forse non si è accorto di me.. speriamo! Altrimenti…. Sarei capace di
morire di vergogna!”
tuttavia lei non resistette all’impulso di avvicinarsi. Si convinse che stesse
dormendo e le sembrava così carino.
Si diresse velocemente verso la cascata.
Salì sulla roccia che stava sulla destra dalla parte opposta dal luogo dove lui
si trovava, sperava in quel modo di riuscire a vederlo senza essere vista…
Voleva capire se stesse ancora dormendo.
Poi si accorse che i due lati della cascata erano collegati fra loro da un
marciapiede di roccia.
Ed in quel momento si ricordò dell’incontro che aveva avuto con Gikoku
proprio lì…
Lui era in piedi proprio su quel marciapiede per farsi bagnare e lavare
dall’acqua tiepida di quella cascata.
“ be’ mi avvicino per vedere se dorme… se si dovesse svegliare mi tuffò
nello stagno e nuoto via”.
Si avvicinò delicatamente… leggera come l’aria.
“Dorme…”
“Ranma” iniziò a parlare con voce sottile per non svegliarlo, ma lui era
sveglio e sentiva ogni sua parola... tentando di rimanere perfettamente
immobile.
“Ti ringrazio di avermi salvato la vita. Io sapevo che saresti venuto anche se
in cuor mio speravo che tu non venissi. Come avrei potuto vederti morire?”…
si fermò premendosi lo stomaco perché non rivelasse la sua presenza.
Ranma dentro di se sorrideva per le sue belle parole. Lei era così perfetta in
tutto quello che diceva.
“Tu sei la persona più leale e generosa che conosca. Non so perché non
riesco a dirti queste cose quando sei sveglio… ma starei malissimo se almeno
adesso non lo facessi”.
Akane nella sua splendida ingenuità si era dimenticata letteralmente di essere
nuda accanto a lui..
“Grazie per tutto! Anch’io farò qualcosa per te al mio ritorno a casa…”
Ranma non capiva… cosa voleva fargli?
“So di non essere la ragazza giusta per te, non sono abbastanza
attraente…”
Ranma sentì un colpo diretto allo stomaco.
Che dici Akane?
“…non sono abbastanza forte… e mi caccio sempre nei guai. Questa volta
stavi per rimetterci la vita…” lei continuava dolcemente.
Dove vuoi arrivare Akane?
“Bene.. al nostro ritorno farò in modo che tu ti senta libero. So che sino ad
oggi non lo hai detto perché mantieni sempre la tua parola.. anche quella di
tuo padre… e forse non volevi ferire il mio amor proprio… ma io ho capito.
Al mio ritorno ci separeremo e tu sari libero!”
Gli diede un piccolo bacio sulla fronte … leggero.. anzi leggerissimo e stava
per tuffarsi.
Ranma scattò in piedi la prese, la sollevò e la spinse dall’altro lato della
cascata, facendola aderire contro la roccia.
L’acqua li stava bagnando e li immergeva quasi completamente.
Ranma spingeva delicatamente il suo corpo contro il suo.
Lei si sentì premere contro la roccia ma non era doloroso... al contrario
tremava di una emozione intensa.
In vita sua non aveva mai baciato un ragazzo, tantomeno avrebbe mai pensato di
essere lì nuda contro di lui.
Il suo respiro caldo e irregolare passava sotto la maglietta di Ranma
all’altezza del suo torace e lui la teneva stretta, ma senza farle male.
Ranma che vuol dire? Tu non vuoi? Hai
sentito tutto? Non vuoi vero? Forse mi vuoi? Forse io sono giusta per te?
Quelle domande le balenarono una dopo l’altra.
Ma Ranma lasciò la presa, chinò il capo sulla sua spalla immerso nei suoi
capelli ed in questo modo la liberò nascondendole lo sguardo…
Akane si sentì morire…aveva capito. La stava lasciando andare… Lei gli
aveva comunicato l’intenzione di lasciarlo e lui stava accettando.
E’ davvero tutto finito! Addio Ranma!
Scivolò via. Si lanciò nello stagno nuotò fino alla riva e si vestì in
fretta... voleva fuggire da quel luogo.
Prima di andarsene si voltò per guardare ancora una volta Ranma.. sperando in
cuor suo che lui la fermasse.. la raggiungesse… le dicesse finalmente di
amarla… ma lui niente!.
Ranma era rimasto nella stessa posizione sotto la cascata, con la testa bassa e
i capelli che li coprivano il viso.
“Addio Ranma Saotome!” disse andando via.
Più tardi Ranma salì con un balzo sul terrazzo del tempio, lei era lì.
Voleva spiegarle… scusarsi… o non sapeva… voleva far tornare le cose come
prima!! …
Come prima di Domenica!!!
Quello era il suo unico scopo… ancora un volta fuggiva di fronte ai suoi
sentimenti.
Ma questa volta non ci riuscì perché Akane lo precedette.
“Ranma vai a casa” disse decisa
“Voglio rimanere sola. Il cibo è sufficiente. Di a papà che sarò di ritorno
domani nel pomeriggio.”
“Io.. io ..” balbettò lui impedito…
“Non ti preoccupare” si voltò verso di lui e gli fece un sorriso
bellissimo.
Il più bel sorriso che lei gli avesse mai fatto, perché il sole la illuminava
e i suoi occhi brillavano come le stelle a quel chiarore.
“Io sto bene, ora! Non preoccuparti… vorrei solo rimanere un po’ a
riflettere… ti prego! Vai prima che faccia buio!”
Ranma se ne andò.
Lei rimase sul quel terrazzo fino a quando non vide sparire il sole e salire le
stelle.