Capitolo 6°

Il sacrificio di Gikoku

Ranma correva veloce davanti davanti al gruppo dei giovani artisti marziali...

Nonostante la notte precedente non avesse dormito molto, sentiva una forza incredibile crescergli dentro...
Erano con loro anche Happosai e Obaba, pronti a rischiare la vita per i loro ragazzi.
Con uno stratagemma erano riusciti ad impedire che Kuno e Kodachi e Ukyo li seguissero... purtroppo la loro arte si sarebbe rivelata troppo inesperta per quella impresa così pericolosa.
Anche Soun e Genma arano rimasti a casa.

Ranma li convinse che sarebbero stati più utili a Nerima,
dove avrebbero potuto proteggere Kasumi e Nabiki.
In realtà Ranma non era sicuro dell'esito di quello scontro e non avrebbe voluto mettere a rischio le esistenze dei loro genitori inutilmente.
Era suo compito, o meglio il suo destino, proteggere Akane.
In fondo tutti loro avevano la consapevolezza che poteva essere davvero la loro ultima impresa, qualora non fossero riusciti a bagnarlo.
In quel caso quel potente spirito, quel dio dagli occhi di tenebra, li avrebbe uccisi tutti!
Tuttavia Ranma più degli altri si alimentava di una grande determinazione che gli proveniva da quel misterioso sentimento che lo univa alla sua fidanzata...
nei suoi occhi gli occhi di leil!!.
“Fermi” tuonò una voce.
E dalla nube scura apparve Gikoku.
“Happosai… hai portato loro a morire?”
“Dove è Akane?” gridò Ranma furioso.
Lui si voltò verso di lui e si fissarono a lungo.
“Così sei tu! Hai fatto male a venire. Che giovamento può trarre lei dalla tua morte?”
“Dimmi DOV’E’? gridò Ranma esausto...
ma Gikoku non rispose...
Non vi permetterò mai di portamela via.. ancora!! .
In lui erano ancora troppo dolorosi i ricordi della sua perdita... quella giornata di inizio primavera era spettatrice di eventi che sembravano danzare ciclicamente, e che lo riportavano indietro nel tempo..

lì dove tutto di lui non aveva avuto più senso.
Si sentì il cuore in fiamme.
Iniziarono a combattere tutti insieme contro di lui... non avrebbero potuto altrimenti riuscire a fronteggiarlo.
Mousse lanciava spedito i suoi pericolosi pugnali... tuttavia Gikoku riusciva ad essere molto più veloce e con un salto e poi l’altro li schivava facilmente.
Anche il giovane Ryoga cercò con la sua tecnica dell’esplosione di disorientarlo, ma non vi riuscì...
La potenza di quel guerriero era al di là dele loro tecniche umane...

Si resero conto che se non lo avessero prontamente bagnato il combattimento si sarebbe concluso precocemente.
“Sciocchi io sono un Dio!!!” e con un semplice gesto fece esplodere una parte della montagna che crollò su Ryoga ormai sconfitto.
“Ryoga” gridò Ranma spaventato per l'amico… sembrava senza vita sotto quelle macerie.
Maledetto!! Me la pagherai.. per tutto!.
Fu il suo turno, ma un alito del vento nero lo sbalzò via, facendolo sbattere contro una roccia.
Shampoo cercò disperatamente di proteggere Ranma e fece ricorso alle sue tradizionali tecniche, ma fu trafitta ad una gamba da un coltello di Mousse che lo spirito aveva preso, prima di riuscire a portare a termine l'attacco.
"No nipote! Lasciala..." intervenne la vecchia amazzone prima che portasse a compimento l'opera
"Happosai attacchiamo insieme...!!"
I due unirono le forze delle loro antiche discipline …
“Happosai “ tuonò il giovane spirito “avrei dovuto ucciderti allora!”
Saltando in aria con uno scatto leggero, colpì entrambi i vecchi al petto smorzandone il respiro.
Ranma si rialzò.
“Non è finita qui..” e prontamente si lanciò contro di lui, cogliendolo di sorpresa e riuscendo a bagnarlo.
“Bene Ranma… cosa credi di aver ottenuto? Io sono forte e potente anche senza il mio spirito immortale!!”
“vedremo!!” gli urlò contro.
Anche gli altri, nonostante fossero malconci, si alzarono...

Era giunto l'epilogo di quel combattimento... se non fossero riusciti a sconfiggerlo sarebbe stato tutto perduto e Akane sarebbe stata in mano sua per sempre.
“Siamo pronti Ranma!” disse stremato Ryoga...
Allo stremo delle forze si unirono a lui anche Mousse e Shampoo.
Partirono tutti insieme all'attacco.
E' ora!!
Colpi... grida.. ricadute.. balzi.. slanci...e di nuovo colpi...
Un corpo a corpo violento fra Gikoku e Ryoga che cercò fino all'ultimo di resistere alle tecniche così superiori alle sue...
Lottò duramente ma alla fine svenne tramortito... e gravamente ferito!
Shampoo fu scaraventata via dalla forza di un solo pugno... mentre il povero Mousse fu trafitto al braccio ed inchiodato ad un albero.
La battaglia continuava senza esclusione di colpi…

Le tecniche più antiche cinesi e giapponesi sembravano fondersi in quella battaglia...
Obaba e Happosai cercarono in tutti i modi di bloccarlo... ma i loro sforzi si erano rivelati completamente inutili.
In un ennesimo tentativo di usare la loro tecnica, erano finiti giù per il pendio della montagna.
Calò improvvisamente il silenzio in quel luogo di battaglie.
Erano rimasti solo lui e Ranma.
Era giunto l'atteso momento di rischiare entrambi la vita per lei...
Akane non ti abbandonerò mai!!
Husehime non ti abbandonerò mai!!
“Ranma… lei è mia… l’ho aspettata per tutta la vita … se dovrò ucciderti per averla lo farò... Sappilo!”
Ranma non si fece intimorire da quelle parole e si scagliò contro di lui pronto a combattere.
Ranma era abile e disperato… ma Gikoku era molto più forte...
Ogni tanto riusciva a colpirlo, ma quel guerriero allenato da più di mille anni, era troppo anche per lui.
Gikoku, alla fine, scaraventò Ranma contro un albero... dal quale il giovane artista non riuscì a muoversi...
Era ferito.. sfinito...
Akane... perdonami
“Sciocco… come avresti potuto battermi? Sei abile... molto abile. Il più forte degli artisti che hanno cercato di fermarmi, ma io sono un guardiano del cielo... sono stato scelto perchè ero il migliore!”
Ranma era esausto… sentiva le forze mancargli… la vista si stava gradualmente appannando.
L'unica immagine che lo manteneva ancora vivo era quello di lei....
Riusciva a vedere solo la sua bellissima Akane!!
Gikoku gli si avvicinò piano.. lentamente... raccolse un pugnale e si pose eretto verso di lui.
Mi dispiace non vorrei farlo... ma lei sarà mia.. per sempre!"
Stava per ucciderlo. Quel ragazzo con il codino era l’ultimo ostacolo alla sua felicità... l'ultimo ostacolo al suo sogno d'amore!
Era solo ad un passo da lui… tese il braccio per affondare la lama…
E poi… un urlo.
Akane sbucata da dietro l’albero si frappose fra lui e Ranma... e  svenne.
Aveva il vestito intriso di sangue ed un coltello conficcato nell’addome.
Gikoku indietreggiò inorridito.
Cosa ho fatto.. Husehime!
Gli incubi del passato si prendevano nuovamente gioco di lui... della sua vita!
Ranma recuperò all’improvviso tutte le sue forze… la sua disperazione gli dava la vita.
“Akane.. stupida.. che hai fatto? NOOOOOOOOO! Urlò disperato Ranma.
A Gikoku sembrava di rivivere nel passato… la stessa scena… la stessa morte…
Ma questa volta lui era l’assassino e Ranma l’amato.
Akane sorrise al suo fidanzato:
“Ricordi… avevi promesso che non ti saresti fatto uccidere”.
Poi si mosse convulsamente per il dolore.
“Stupida perché ti sei messa in mezzo?” piangeva disperato.
Lei sorrise ancora
“Ma perché non mi dici mai qualcosa di carino!” tossì e del sangue le uscì dalla bocca.
“Ranma devo dirti una cosa…Ranma” sospirò Akane
“zitta non sforzarti” intervenne Gikoku.
In lui lo spirito era rientrato a pieni poteri.
Fissò Ranma negli occhi... questa volta non per sfida, ma per convincerlo che, in quel momento, lui condivideva ogni suo sentimento.
Ranma non lo scansò.
Si avvicinò loro li avvolse e scomparirono.

Ranma non capiva cosa stesse accadendo.
Si ritrovarono nel tempio di fronte all’altare che Gikoku aveva preparato per HuseHime.
Ranma guardò il quadro e rivide il sorriso splendido della sua Akane.
Gikoku si avvicinò al quadro e lo baciò con trasporto... con tutto quell'amore che aveva custodito per lei.. per la sua donna!
Poi si volse a Ranma e disse:
“Non lascerò che la storia si ripeta! La salverò…”
Ranma non capiva… sentiva solo Akane che perdeva la vita fra le sue braccia.
Gikoku prese da uno scrigno un medaglione lo indossò.
“Ascoltami.. non abbiamo molto tempo lei potrebbe morire…” Ranma tacque.
"Il mio spirito si riverserà in questo medaglione.
Non solo l’acqua sacra mi rende vulnerabile"... sorrise amaramente.
"Questo medaglione è il sigillo dello spirito della vita immortale. Questo medaglione può rendere invincibili… molti uomini hanno fatto guerre e sono morti pur di averlo. Il suo potere benefico è immenso. Ma lei non deve morire, non può ridare la vita, ma solo curarla”.
Ranma capì che lui avrebbe voluto salvare la sua HuseHime, ma non fece in tempo.
“Con l’acqua che si creerà nel medaglione, bagna le foglie di quei fiori che sono posti lì sull’altare di HuseHime. Prepara degli impacchi e curale la ferita”.

Poi ci fu grande silenzio. Prese il pugnale e si trafisse il cuore.
Una luce potente avvolse quella stanza, un’energia vitale sembrava scuotere le radici della montagna.
Gikoku cadde per terra … morto.
Akane scosse di nuovo la testa perdeva sangue dalla bocca.
“Akane.. no resisti, ti prego!!” gridava Ranma scuotendola.
“ti prego fallo per me!!!... resisti ancora un po’”.
Ranma la lasciò sul giaciglio. Prese i fiori e preparò l’impacco come lui gli aveva detto.
Estrasse il coltello dal suo addome, la spogliò e le curò la ferita.

Il sole del mattino illuminò quella stanza…
Akane si svegliò… Era sotto le coperte ed era nuda.
Avvertì un forte dolore al fianco, si guardò e vide la fasciatura. E tutto le tornò in mente.
“Ranma!” urlò disperata
“Eccomi…!!” dalla terrazza lo vide entrare.
“Oh Ranma” gli corse incontro

“Ranma sei vivo... sei vivo... Ma cosa è successo?”
“...non hai un minimo di pudore?”

le sorrise dolcemente insinuando al suo essere nuda.
Akane divenne viola per l'imbarazzo.
Lui la prese prontamente in braccio e la riportò sotto le coperte.
“Ranma… ma cosa è successo?” disse piano.
Lui gli raccontò la storia, di come Gikoku si era sacrificato per lei.
Akane non riuscì a trattenere le lacrime…
Sentiva un incredibile dolore al petto... una sofferenza enorme scuoterle l'anima.
Ranma capì che probabilmente Akane aveva stretto un intimo legame con quel valoroso guerriero.
Forse davvero in lei scorreva lo spirito di HuseHime!!
“e gli altri?” continuò lei
“Be’… erano tutti un po’ malconci. Ma erano vivi! Sono tornati a casa a curarsi”.
“Eh noi..?”
“Bè tu non potevi muoverti…” le si sedette accanto e avvicinò al suo viso
“tu dormigliona hai dormito per tre giorni… e non potevo spostarti”.

In quei tre giorni, Akane aveva lottato con la morte. Probabilmente nei suoi sogni l’aveva vista in faccia.
Lui, invece, con tanto amore, le aveva curato e pulito la ferita. Le aveva messo degli stracci bagnati sul viso per farle diminuire la febbre. Le aveva tenuto la mano quando il suo corpo si torceva dal grande dolore. E l’aveva riscaldata quando il freddo giungeva la sera.
Pensò mentre lei gli faceva tutte quelle domande:
“Chissà cosa penserebbe se sapesse che l’ho riscaldata con il mio corpo nudo?” e rideva e arrossiva al pensiero.
“Perché ridi?”
“Perchè sei buffa quando dormi?
“Buffa ma io ti… “ stava per colpirlo, ma poi una fitta al fianco la fermò.
“Stai ferma!! Non fare movimenti bruschi, non sei ancora guarita del tutto. Non vorrai che tuo padre mi rimproveri che non ho saputo curarti?”
Lei si stese nel letto.
“Ranma… perchè tanto dolore?” ma lui non rispose.
Usci sul terrazzo e si fermò a guardare quel bel paesaggio che ora brillava alla luce del sole.
E pensò fra se... che il dolore più grande sarebbe stato perderla.

Capitolo 7