Capitolo 5°

Una lunga notte

La notte aveva avvolto tutto.
Ranma era sul tetto a guardare il cielo stellato.
Era solito soffermarsi lassù per creare una distanza fra il mondo intero e ciò che il suo cuore gli diceva.
Vi era troppo chiasso, troppo clamore intorno a lui... così si accorgeva di sentire la necessità di ritagliare per se un angolo di cielo.
In quei rari momenti in cui la vita non correva veloce, si sdraiava lassù in cerca di se stesso. L'unica persona che riusciva a non infrangere l'equilibrio fra gli altri e se stesso, fra ciò che era fuori e ciò che era dentro, era proprio Akane.
Permetteva solo a lei di trattenersi con lui ad ammirare le stelle... solo a lei.. confidava nel silenzio alcuni di questi suoi pensieri...
Non le aveva mai confessato il valore di quel posto, ciò che rappresentava nella sua vita... perchè implicitamente siginficava ammettere a se stesso e a lei.. che solo Akane faceva parte della sua interiorità.. solo a lei era permesso di entrarvi.
Il gruppo di amici aveva deciso di partire il giorno... dopo all’alba.

Dovevano essere riposati e preparati a quello che sarebbe stato uno scontro senza precedenti.
Ma lui non riusciva a dormire, a darsi pace... pensava e ripensava e pensava ancora ad Akane.
Si rese conto quasi subito che non aveva paura di morire, ma solo di non rivederla mai più, di non vedere più il suo viso... il suo sorriso.
C’era qualcosa di sbagliato nel suo tentativo di reprimere i suoi sentimenti per lei, e piano piano se ne stava rendendo conto.
Nella sua timidezza c’era forse tanta paura che lei non ricambiasse il suo amore?
... di soffrire?
... Paura che le cose sarebbero cambiate?
Cosa lo fermava?
O solo era un inetto, incapace di un gesto gentile? Di amarla?
Sentiva che le domande che sin dal primo giorno gli avevano urlato dentro, ma che lui era stato capace di rinchiudere nel fondo di se, emergevano inesorabili.
Come erano emerse quando lei aveva rischiato di morire…
Ma stranamente si disse che c’era un altro motivo…qualcos'altro che gli impediva di amarla come lei meritava.
Tutte le supposizioni sinora fatte sul perché lui non si fosse dichiarato ad Akane erano false…
Ma cosa c’è che non va in me? Cosa mi trattiene?
Poi nella luna vide il suo sorriso …
il sorriso di quella mattina, quando rossa in viso, si riabbottonava la camicetta, in preda all'emozione di loro insieme!
Oh Akane che stupido sono stato… avrei potuto... E si immaginò stretto a lei.

Akane stava tremando come una foglia che il vento agita prima che cada esausta sulla terra.
Faceva tanto freddo in quel luogo a lei ignoto.
Lui l’aveva lasciata lì… era una stanza semplice con dei fiori bellissimi posti vicino al giaciglio per la notte.
Lei si alzò e si diresse verso una specie di balcone... un terrazzo posto sul punto più alto del pendio.
Quando si affacciò quello che vide, di fronte a se, la lasciò senza fiato.
Era uno spettacolo meraviglioso.
Da quella terrazza si vedevano i lati della montagna sacra ed una valle che sembrava essere incantata.
Una strana alchimia pervadeva quell'atmosfera montana...
Nell’aria era profuso un gradevole profumo di fiori che stordiva per la sua flagranza speziata, ma che riusciva ad essere allo stesso tempo tanto dolce.
Quell'odore, quella situazione, la riportò a Ranma.
Lui era così… duro ma dolce, forte e tenero.
Persa nel pensiero di lui.. nell'emozione del suo viso così chiaro nella sua mente, non si accorse che il tempo passava velocemente.
La notte era calata.
La luna, alta nel cielo, splendeva e origliava il suo lamento... faceva eco alla sua richiesta.
Ad un certo punto, sentì una presenza alle sue spalle. Quell'uomo non riusciva a starle lontano.
Aprì gli occhi sgomenta, impaurita, ma rimase immobile.
Era Gikoku.
Lo sapeva... quel ragazzo non era un ragazzo qualunque... forse un dio... uno spirito.. una forza al di la delle sue energie.
Lui le stava dietro a pochi centimetri.
Respirava, tremante, il profumo dei suoi capelli... l'arome dolce della sua pelle delicata.
Chiuse gli occhi e stese verso di lei la sua mano, ma senza toccarla… la sfiorava semplicemente.
Un tesoro prezioso ai suoi occhi...
Quella ragazza aveva il suo profumo... gli procurava lo stesso senso di leggerezza, la stessa pace dell'anima.
Ti ho ritrovata...
Akane poteva sentire il leggero spostamento del vento provenire da quel anelante tocco.
Rimasero così per tanto tempo... permettendo a lui di assaporare a lungo la sua presenza.
Ad un tratto, catturato dal desiderio, appoggiò le sue braccia sul cornicione del terrazzino, facendole passare sotto quelle di Akane, che tremò.
Non resisteva più al bisogno di averla vicino.
Ora davvero i loro due corpi potevano toccarsi.
Akane ebbe nuvamente paura!
Era ancora troppo nitido il ricordo dell'incontro al parco... delle sue braccia contro le sue!
Cosa vorrà da me?
Chiuse gli occhi e pensò
“Ranma aiutami.. ti prego!”
Ranma avvertì qualcosa al petto…una sensazione spiacevole che lo lasciava senza fiato.
Era, finalmente, riuscito a rilassarsi al pensiero dolce di Akane, ma capì che qualcosa stava accadendo.
Perché quel dolore allo stomaco?
Perchè quella sensazione di paura?

Akane si voltò verso quel volto sconosciuto e crudele…
Lo guardò a lungo...
quello che vi scoprì la lasciò interdetta... un velo di infinita tristezza… una sbarra fra lui ed il mondo intero.
Vide i suoi grandi occhi scuri stupirsi nel fissarla, stava per toccarle il viso con la sua mano... ma lei si ritrasse, nuovamente, spaventata.
Lui si allontanò immediatamente.
Akane si sedette a terra... cercando di recuperare un po' di calma, di forza, ma non vi riuscì....
Raccolse così le sue gambe fra le braccia nascondendovi il viso per lasciarsi andare finalmente ad un pianto liberatorio.
A km di distanza da quell'oasi di paradiso, Ranma sentiva le lacrime scendergli dal viso senza sapere come. Sentiva solo che quel liquido salato traeva origine da una parte del suo cuore vincolata alla sua. Piangeva egli stesso senza capirne il perché.
Akane!

La mattina seguente Akane si svegliò nel giaciglio che Gikoku le aveva preparato.
Era riuscita a dormire nonostante quello che era accaduto!
Capì di essersi addormentata sul balcone e che probabilmente quell'uomo l’aveva portata dentro al caldo.
Vide ai piedi del letto un vestito. Cos’era?
ma è un vestito… è bellissimo. Ma che vuol dire?. Lui entrò.
Akane si soffermò per qualche impercettibile attimo a guardare quella figura così potente e austera.
Si accorse che qualcosa in lui gli ricordava Ranma…
Fisicamente erano molto simili. Entrambi avevano sviluppato una forte muscolatura temprata da duri allenamenti e lotte in combattimento.
Anche il viso sembrava tingersi di espressioni che le ricordavano quelle del suo amato Ranma.
Ormai dalla notte passata fra le sue braccia, il suo cuore aveva deciso di non darle più tregua... niente più compromessi con la sua anima... con i suoi sentimenti.
Ritornò a fissarlo sperando di non trovarvi traccia di cattiveria... cercando di capire quali fossero le sue reali intenzioni.
Qualcosa, però, in quegli occhi scuri la stava portando indietro nel tempo.
“Indossalo!” le disse deciso.
Lei si riprese da quei pensieri.
“Perché?” chiese lei tremando
Ti prego... fa che non voglia farmi del male
“I tuoi vestiti sono sporchi e stracciati!”
Si guardò ed in effetti.... non se ne era accorta in tutta quella confusione... la divisa si era strappata in diversi punti.
La lasciò sola a prepararsi.
Akane si alzò, prese quel vestito e lo indossò… Era bellissimo!
Di fronte a lei, lo specchio rifletteva una immagine di lei inedita... sconosciuta.
Si scoprì meravigliata di se stessa. Non aveva mai indossato qualcosa di così audace.
Non era un vestito adatto a lei... concluse.
La taglia era giusta.. ma...
esaltava una bellezza di cui lei non si sentiva degna.
Quel vestito aveva le bretelline sottili che mostravano apertamente le sue spalle.
Il taglio era sotto al seno, in questo modo lo rendeva molto più evidente, tanto che dalla scollatura poteva intravedersi la bellezza dei suoi seni perfetti.
E il tessuto docile scendeva lungo i fianchi fino ai piedi avvolgendola. Era di velo e seta.
Quella suadente trasparenza lasciava intravedere le sue gambe snelle e sode.
"Se mi vedesse Ranma? Mi direbbe che non ho per niente fascino” pensò felice di quel ricordo..
ma poi la tristezza la catturò furtiva, facendole tremare le braccia.
Ranma sarebbe venuto a cercarla. Lei lo sapeva... ne era certa! L'aveva promesso... e Gikoku l’avrebbe ucciso.
Ranma ti prego non venire.. ti supplico!
Ricordò le parole della signora… Quelle parole continuavano a martellarle in testa.
"Gikoku li ucciderà!!!...li ucciderà"
Si voltò di scatto e lo vide.
Lui era immobile, stupito dalla sua bellezza... perso nell'eleganza delle sue forme a lui tanto care.
Akane si accorse delll'attrazione che aveva provocato in quello spirito.
La stava guardando, arso dal desiderio, ricolmo di quella passione lunga secoli.
Si sentì improvvisamente in imbarazzo. Cercò di coprirsi i seni così sfacciatamente mostrati, stringendo le braccia al petto.
Lui le si avvicinò dolcemente.
“Sei bellissima!”
Akane fuggì dal suo abbraccio tremando e urlando di lasciarla!
Lui, a quel punto, notò i segni sul corpo esile di lei. Quelle ferite sulle braccia e alla base del collo erano le tracce del suo odio a lungo serbato... e di quella speranza che si era fatta strada nel suo tormentato dolore...
Sono stato io? Come è possibile?
Una lacrima scese sul suo viso.
Aveva compres il perchè del terrore che vedeva dipinto sul suo dolce viso ogni qualvolta provava ad avvicinarla.
Io non avrei mai potuto farle del male?... Cosa ho fatto?
Forse ignaro della sua forza, aveva stretto troppo nel desiderio di averla.
Akane si impietosì per quello sguardo sofferto e a tratti lontano. Le stava chiedendo perdono per il male che le aveva fatto... ma c'era dell'altro... e lei lo avvertiva.
Sentiva che uno strappo più profondo lo stava lacerando.
"Non avresti per caso un altro vestito?”
Si sentiva troppo in imbarazzo in quell’abito così femminile, che faceva sbocciare la sua dolce sensualità.
Lui rimase sorpreso da quella frase... ma soprattutto da quel tono.
Nella voce di lei, non c’era odio, ma tanta tenerezza.
La voce di Akane era come quella della sua amata. Si sentì il cuore gonfio di amore... non ricordava più quelle sensazioni. Alzò lo sguardo.
La fissò
“E' lei!!”
E pianse.
Akane non sapeva che fare…
Un passo dopo l’altro si avvicinò.
Non sapeva il perché di quel moto che la spingeva verso di lui.
Quell’uomo che tanto l’aveva spaventata, ora la l'attraeva a se.
Era come se sentisse il suo dolore riecheggiarle dentro.
Gli posò la mano sul torace. Lui gemette.
“Perché sono qui?” gli chiese dolcemente.
Lui le prese la mano e la condusse in una stanza… lungo il corridoio Akane iniziò ad avere paura.
E se avessi frainteso quello sguardo gentile? E se lui… ?
" oh mio dio dove mi starà portando? Ranma!!!” pensò in fretta. Lui spalancò la porta.
Di fronte a lei…
se stessa!!
“ma…” bisbigliò lei
Lui le lasciò la mano e si diresse verso quello che era un quadro.
Era lei ritratta in un dipinto ad altezza naturale.
Chiunque avesse visto la figura ritratta avrebbe concluso che si trattava di Akane.
Gikoku si avvicinò a quel dipinto, compagno silenzioso delle sue notti…
Per Akane era come guardarsi in uno specchio.
La donna del quadro indossava quello stesso vestito, salvo una ghirlanda di fiori lungo i capelli (i suoi erano lunghi) e un mazzolino di fiori in mano. Era il suo abito nuziale.
Quell’uomo sfiorò il quadro quasi desiderando che prendesse vita… poi la guardò ed il suo desiderio si era avverato.
Akane si spaventò…
“ma che significa?”
Lui iniziò a raccontarle la sua storia e l’amore per HuseHime.
Akane era commossa per quell’amore intnso che i due amanti avevano provato… ma disse decisa
“Io non sono lei!”
Lui la guardò furioso…
“tu sei lei! E starai sempre con me! Me lo hai promesso!!”
Akane rivide in un attimo quell’uomo crudele che le aveva fatto male, quello che aveva scaraventato con un solo gesto Happosai e Obaba per terra e tremò.
Lui la trascinò via dalla stanza e la rinchiuse nuovamente nella camera con la terrazza.
OH mio dio! Ranma non venire.. ti prego! Rimani a casa”
Akane si era resa conto.. che lui non le avrebbe fatto del male, ma che se qualcuno avesse cercato di liberarla l’avrebbe ucciso.
E questa volta Ranma non avrebbe vinto ...
Lui era un demone.

Era calata la sera. Akane scoprì che Gikoku aveva lasciato la porta aperta. In quel modo le fece capire che lei non sarebbe mai potuta fuggire, ovunque fosse andata l’avrebbe trovata.
Ed un pensiero amaro la raggiunse…
Non avrebbe più dovuto rivedere il suo Ranma se voleva salvargli la vita.
Scese nel bosco ed un rumore d’acqua l’attirò... seguì questo rumore e si trovò davanti ad una sorgente bellissima di acqua calda.. ornata da una piccola cascata che creava un meraviglioso gioco di luci e ombre.
Lì c’era Gikoku a torso nudo con le mani tese appoggiate sulla parte di roccia dietro la cascata…
ha avvertito la mia presenza… si sta girando. Che devo dirgli? Supplicarlo di lasciarmi andare.. cosa…? Di non fare dle male a Ranma?
“Husehime..” disse
“No Akane..”
Lui la guardò
“Sei fiera come lei”. Lei arrossì.
“Voglio finire di raccontarti la mia storia”.
Si tuffò nello stagno antistante la cascata ed uscì proprio a pochi centimetri dal suo viso... Voleva sentirne il profumo.
Akane lo guardò ancora perplessa per quelle sensazioni che lui le faceva provare.
Forse davvero qualcosa di lei apparteneva a Husehime!
Il corpo di lui non aveva traccia di debolezza alcuna. Era bellissimo!
“Io amavo tanto la mia HuseHime. Io sono stato sempre uno spirito, ma il mio corpo di uomo voleva conoscere l’amore.... E così ho conosciuto l’amore ed il dolore. Quel giorno avremmo…” si fermò
“eravamo qui nudi”.
Akane arrossì nel soffermarsi sul suo fisico statuario.
“Lei era mia, stava per esserlo… ma sapevano che quello era il giorno più bello della nostra vita… non volevamo rovinarlo per troppa fetta... stavamo per sposarci, così la lasciai andare felice a prepararsi” le sfiorò il vestito.
“Eravamo pronti per la nostra cerimonia privata, quando la sua gente arrivò. Ci fu un lungo combattimento, loro stavano per uccidermi.. quando…”
“quando? “ disse Akane toccando il suo braccio
“quando lei si mise fra noi due e prese il colpo diretto a me. E’ morta fra le mie braccia!... Ma prima di morire mi promise che sarebbe tornata”.
La guardò intensamente.
Lo hai fatto!
Il suo sguardo si scurì e quella nube scura riapparve.
“da allora ho giurato che solo dolore avrei provocato alla gente di quel posto”.
L’afferrò di nuovo con forza. Akane sentì lo stesso pungente dolore dell’altra volta sulle sue braccia.
“Nessuno ti porterà via da me!” disse glaciale
“NESSUNO!!!”
Ad un tratto si voltò, teso come una corda di violino..., aveva avvertito una presenza nel bosco.
Anche Akane riuscì ad avvertirla…
“Stanno arrivando” disse e poi sparì.
“Ranma…!!”

Capitolo 6