Capitolo 4°

La leggenda di Gikoku

Nel salone di casa Tendo erano tutti in silenzio.
Intorno a quel tavolo, i volti ancora disorientati per l’accaduto di Nabiki, Genma, Soun, Kuno, Kodachi, Ryoga, Obaba, Shampoo e Mousse si guardavano attoniti.
Nessuno di loro aveva il coraggio di incrociare lo sguardo di quella gentile signora, che sembrava conoscere una verità dolorosa, che non avrebbero voluto sentire.
La vecchia Obaba, persa la sua aria di amazzone imbattibile, stringeva nelle sue mani una specie di amuleto, sembrava che stesse pregando.
Ranma, intanto, rimaneva in silenzio appoggiato nella sua solita posa, con le braccia incrociate, contro la porta di ingresso.
“Prego…” Kasumi porse alla signora una tazza di tè caldo.
La signora la guardò dolcemente.
“Vi racconterò tutto".
Erano lì per questo, eppure uno strano senso di fastidio riempiva l'aria di quella stanza. In cuor loro speravo di non dover ascoltare quelle parole che non lasciavano presagire nulla di buono.
"Io mi chiamo Rumiko. Abitavo in una piccolo paese vicino a Matsumoto, nelle montagne ad est”.
La signora fremeva, ma sapeva che non poteva non raccontare tutto.
“Quel… lui…” sospirò “Lui è Gikoku, lo spirito posto alle porte di Ama”.
A quella dichiarazione Soun scattò in piedi.
“No la mia bambina.. no!!!”
Dal suo volto iniziarono a cadere incontrollate lacrime di disperazione. Tutto il suo viso ne era intriso.
Un senso di stupore catturò quei giovani ed imprudenti ragazzi, ignari della reale portata di quelle parole, di ciò che quel nome significasse realmente.
Guardavano il Signor Tendo disperarsi meravigliandosi di quella reazione così violenta e dolorosa.
Quell’uomo normalmente giocherellone, un po' svitato, fuori dal comune, non aveva mai fatto trasparire una emozione così vera e profonda. Era davanti a loro... inerme... agghiacciato... sofferente.. come se Akane fosse davvero morta nell'istante stesso in cui era stato pronunciato quel nome.
Continuava a piangere martoriato da quel dolore più grande di lui... ripeteva ritmicamente, perso nel suo delirio, il nome della sua bambina.
Ranma fece cadere le braccia e strinse i pugni, fino a farsi sanguinare le mani.
Dopo aver visto quell'individuo lottare contro Happosai e Obaba, aveva capito che la situazione era diventata davvero molto pericolosa e la reazione di Soun lo confermò.
Akane... non ti abbandonerò!
Genma si alzò e si diresse verso il suo grande amico, cercando in tutti i modi di confortarlo, di offrirgli un rifugio per quel dolore.
Soun non potette fare altro che buttarsi come un bambino fra le sue braccia.
Ranma deciso le chiese di continuare.
Rumiko lo guardò e capì.
“Molto tempo fa… più di mille anni fa. Nelle montagne sacre. Vi era un tempio inavvicinabile dagli uomini. Solo i sacerdoti più puri vi arrivavano per offrire i doni dei popoli delle montagne.
In quel tempio erano custodite le porte di Ama. Unico accesso alla città degli dei. A custodire quelle porte vi era uno spirito... Un potente spirito di nome Gikoku… uno delle tante manifestazioni dei guardiani del cielo. Gikoku dimorava nel corpo di un grande artista marziale e guerriero, che nella sua vita si era distinto per il grande valore. Un giorno, un tragico giorno… una fanciulla bellissima, figlia del capo di un villaggio, posto alle pendici della montagna, si avventurò nel bosco.
Il suo nome era HuseHime, l’avevano chiamata così perché era bellissima e in questo modo la volevano offrire alla dea della sensualità di cui portava il nome. Lei era testarda.. e voleva dimostrare al suo popolo che non era solo una semplice ragazza, che loro avevano diritto come gli uomini di poter portare i sigilli del villaggio, difenderne l'onore... Mentre camminava nel bosco incontrò Gikoku.
Lo spirito avrebbe dovuto uccidere quella ragazza... ma lui.. forse per la sua parte umana o forse il desiderio di capire cosa fosse l’amore, fermò la sua mano.
Si innamorò di lei perdutamente.
E lei..
Si innamorò di lui con la stessa intensità e passione. Lei rimase nel bosco, dimorando presso il tempio sacro.
Si amarono intensamente.
Tuttavia al villaggio per ignoranza, per invidia e per superstizione, girava la voce che lui si trasformasse in mostro per uccidere le sue vittime e che avrebbero dovuto salvare la giovane HuseHime. Quella impresa sembrava ardua, impossibile dato che lui era immortale. Ma vi era un modo per ucciderlo...”

la donna si fermò. Aveva bisogno di prendere fiato... sorseggiò del tè e guardò quel giovane ragazzo con il codino che la riportò indietro nel tempo... ai ricordi del suo amore... alla vita che ormai aveva perduto e sprecato.
I suoi amici si strinsero fra loro nella stanza. Faceva improvvisamente tanto freddo.
"In che modo potevano ucciderlo?" accennò timidamente Kuno.
“Se lui fosse stato bagnato dalle sorgenti dell’acqua sacra poste nel cuore della montagna, per un piccolo breve momento, il suo spirito immortale lo avrebbe abbandonato e sarebbe potuto morire. Così i migliori artisti marziali partirono alle volte della montagna con una rarissima ampolla dell’acqua sacra che un sacerdote aveva dato loro. Giunti nel cuore della foresta. Ci fu un violentissimo combattimento, ed ad un tratto, uno di loro riuscì a bagnare lo spirito.
Ma anche come uomo lui era molto forte, così tutti insieme si scagliarono contro di lui afferrandolo... allora… allora…” si fermò per asciugarsi le lacrime.
“Uno di loro stava per conficcare un pugnale nel suo torace… nel suo cuore... ma.. ma colpì, invece, la giovane HuseHime, che, nel frattempo, si era frapposta fra la mano assassina e il suo amato.”
Kasumi iniziò inaspettatamente a piangere e le altre ragazze a stento trattenevano l’emozione... sentivano qualcosa di straziante in quell'amore torturato dalla vigliaccheria umana.
“Husehime, la sua donna, la sua amata, cadde fra le sue braccia... Il suo cuore fu come strappato dal suo petto. Lei gli aveva insegnato ad amare, ed ora gli stava insegnando ad odiare... Prima di morire, lei toccò il viso di Gikoku e gli promise che sarebbe tornata per lui…
Il suo urlo di dolore scosse le montagne e si avvertì per tutta la valle. La sua vendetta fu tremenda. Uccise, in preda all'ira, tutti gli artisti che erano andati lì sulla montagna e da allora ogni anno in occasione della sua morte sceglie una ragazza, la rapisce e la porta al suo tempio e uccide chiunque provi a liberarle…”
“Allora Akane è stata scelta!!” disse Nabiki in tutta fretta.
Ryoga con coraggio “Noi ci riusciremo!! la libereremo!!!”
Tutti avrebbero aiutato Ranma a salvarla.
La signora sorrise per l'ardore e la solidarietà che quei ragazzi si dimostravano l'un con l'altro e continuò, rabbuiandosi improvvisamente.
“C’è dell’altro… Io ero fra quelle ragazze rapite. Lui ci rinchiudeva nel tempio ma non ci uccideva… anzi si prendeva cura di noi!”
Nella sua voce c’era quasi affetto, nonostante tutto quello che le aveva fatto.
“Lui ha ucciso mio padre ed il mio fidanzato…” tutti tacquero. “ma… in lui c’è tanto dolore!!”
La vecchia iniziò a piangere, bevve un sorso di tè e riprese.
Il silenzio spaccava i timpani. Dal volto tirato di lei si capì che c'era ancora qualcosa di non detto, qualcosa che avrebbe fatto loro terrore.
“Qualche settimana fa… Gikoku è tornato diverso, angosciato. Era andato sulle montagne qui vicino a Nerima”.
Genma disse ansioso “Quanto tempo fa?”
“Circa tre settimane”
"Noi eravamo li.. Io Ranma e Akane per il nostro solito allenamento!" disse tutto agitato.
Ranma lo guardò e si ricordò di quel giorno insieme in montagna…
“Si… Ora, capisco…”
“Cosa?” disse Ranma ormai furioso e spazientito.
“... Oracapisco perché lui ci ha liberate ed è venuto qui in città! Ha sempre solo rapito giovani donne appartenenti alle popolazioni montane. Quel giorno era l’anniversario della morte di HuseHime e lui era andato prendere un’altra ragazza.. ma quando tornò la sera… Era da solo. Tutte noi non capivamo cosa fosse successo… Si limitò ad aprire le porte del nostro harem e ci fece uscire. Io non capii ma decisi di seguirlo. Ormai sono vecchia e tutti i miei cari sono morti. Così decisi di capire cosa stava accadendo. Seguii la sua ombra nera fino qui… Domenica scorsa lo vidi con Akane.” La famiglia Tendo ora capì lo strano comportamento di Akane e si sentirono in colpa per aver dubitato di Ranma.
“Capii che era lei la prescelta… ma sino ad oggi non avevo capito perché ci avesse liberato”.
Fece un’altra pausa più lunga… “Akane è lei!”
Ryoga intervenne “Che vuoi dire con Akane è lei! parla!”
Ranma era immobile, impietrito… lui aveva capito!
“Akane è identica a HuseHime e la sua reincarnazione o così sembra. Per questo lui non ha preso più la ragazza dei popoli della montagna ed è venuto qui… Lui vuole solo lei!”.
Soun bisbigliò
“oh mio dio non c’è più nessuna speranza!”
“Mi dispiace..” continuò Rumiko “mi dispiace tanto Ranma”.
Si volse diretta a lui
“Non c’è niente da fare. Non la lascerà mai andare. Preferirebbe uccidere tutti voi piuttosto...”
e scoppio in un pianto profondo.
“Io la libererò” tutti si voltarono verso Ranma. Non sembrava più quel ragazzo strafottente e incasinato di sempre.
Era un uomo deciso e la sua voce ferma sottolineava le sue reali intenzioni.
Akane non ti abbandonerò... mai!
Gli stessi suoi amici stentarono a riconoscere tanta decisone e tanta forza d’animo.
Ranma lentamente si avvicinò alla signora
“Dove posso trovare l’acqua sacra?”.
La donna lo guardò e capì quanto lui amasse quella ragazza... e si sentì morire sapendo che gli sforzi di quel ragazzo sarebbero stati inutili.
“Ranma.. non lo so.. i custodi sacerdotali avevano avuto in dono dagli dei antichi, 5 ampolline di acqua sacre, che portavano al popolo pace e forza. Le loro tracce si sono perse nella storia”.
TAM
Si sentì un rumore sordo di qualcosa che veniva sbattuto sul tavolo.
“Happosai…” esclamò Obaba
“Questa è l’acqua sacra!”
“Ma come? Ma tu come hai avuto quest’acqua?” chiese Nabiki incalzante.
Happosai iniziò a piangere. Il vecchio maniaco era lì davanti a loro che piangeva sul serio.. non come le mille volte che l’aveva fatto per cercare di estorcere una palpatina ad Akane o Ranma... questa volta quelel lacrime portavano con se il peso di un dolore covato per anni.
Anche lui aveva qualcosa di molto importante da dire e la disse:
“Da giovane mi innamorai di una ragazza del paese vicino Nikko”
In un’altra occasione tutti avrebbero riso.. ma non questa volta.
“Lei era stata l’unica persona ad essere gentile con me nonostante il mio aspetto non bellissimo. Lei invece era bellissima. Stavamo passeggiando… quando all’improvviso quella nebbia scura ci avvolse. Era lui.. era Gikoku. La prese… e la portò via. Io decisi che non potevo lasciarla andare. Così andai dal mio maestro, che mi raccontò la storia di quello spirito maledetto. Dopo anni e tanto dolore, ero riuscito a trovare due ampolline d’acqua sacra, poste alla base di due colonne in un tempio in Cina. Tornai sulle montagne sacre. Nel frattempo io ero diventato forte, molto forte e sapevo che da uomo l’avrei sconfitto. Così andai da lui ci battemmo a lungo… ma lui… lui “ tremava come un neonato
”era più forte di quanto potessi immaginare e mi sconfisse!! Stava per uccidermi, quando la gentilezza di quella ragazza mi salvò. Si mise fra di noi e lo supplicò di darmi salva la vita e lei lo avrebbe seguito senza fare storie. Credo che lui si sia impietosito e mi lasciò vivere. Ho giurato a me stesso che sarei ritornato per vendicare tutto quello che lui ci aveva fatto non appena fossi diventato forte abbastanza per sconfiggerlo!”
Genma timidamente chiese
”Maestro che è successo dopo?”
Happosai chinò il capo
“Non sono diventato mai abbastanza forte!!”
Tutti impallidirono, come? Il vecchio Happosai con alle spalle anni di centenarie tecniche da combattimento, imbattibile agli occhi di tutti, non era forte abbastanza?
Il vecchio Happosai si voltò verso Ranma:
“Ascolta ragazzo... lui è molto forte anche da uomo. E' il più grande artista marziale che io abbia mai incontrato… io non sono in grado di sconfiggerlo e neanche …"
Ranma lo interruppe “ Rischierò!”
Ranma non lasciava intravedere la minima incertezza…lui sarebbe andato a salvarla!
Akane aspettami...>>

Capitolo 5