Capitolo 3°

Il rapimento

Era l’alba… ed un primo leggero raggio di sole li illuminò dolcemente.

Ranma aprì gli occhi e si accorse di avere fra le braccia Akane seminuda.

La stringeva forte a se, mentre la sua mano le accarezzava la spalla.

Come era delicata e morbida… la sua pelle chiara bramava di essere sfiorata.

Sei bellissima Akane!

Divenne improvvisamente rosso dall’imbarazzo.

Lui ed Akane non avevano mai avuto un momento così intimo. Erano abbracciati... seminudi...

In quel momento la brutta esperienza di Akane sembrava un ricordo, intento com'era ad assaporare, tremante, la piacevole sensazione di lei fra le sue braccia.

Cosa mi sta accadendo?

Si mordicchiava le labbra, ora sì.. che avrebbe voluto fuggire.

Si sentiva impacciato nei movimenti.

“Che faccio? la sveglio?… mhm.. la tocco?… ma se ora la sveglio si arrabbierà nel trovarci così… o Akane svegliati ti prego…”

Akane lentamente si svegliò… per tre notti non aveva chiuso occhio ed ora finalmente nelle braccia del suo Ranma vi era riuscita…

“..mio Ranma?!?! Ma che diavolo sto pensando”.

Sbarrò gli occhi, come se si fosse svegliata da un sogno e vide che era appoggiata realmente al suo petto.

La sua mano toccava il suo torace muscoloso e sodo… forte... di lui, un piacevole tremore le attraversò l’anima…

“cosa mi sta accadendo?”

Si ricordò di tutto…

“ma... io sono nuda… o mio dio! che faccio?… mi muovo.. che avrà pensato?… Ranma fa qualcosa spostati!!!” pensò agitata.

Ma i due rimanevano immobili ed impacciati... non sapevano che fare…

Akane si sollevò e lo guardò dolcemente, ma non riuscivano a fissarsi a lungo negli occhi temendo di arrossire visibilmente di fronte all'altro e mostrare così chiaramente quel turbinio di emozioni e sentimenti che li stava accaldando l'anima e il corpo.

Ranma, d'istinto, fece uno scatto felino e si ritrovò in piedi di spalle ad Akane, che era rimasta sul letto…

Lei non sapeva in che modo rompere quell'imbarazzante silenzio e disse la prima cosa che le passò per la mente:

“Ti è piaciuto… pervertito?” lo disse sorridendo senza rabbia..

“ma che scherzi… io... con una come te?

ma anche Ranma gli rispose senza troppo convincimento e con un sorriso stupendo sulle labbra.

Lei si alzò si mise la camicetta.

“Ranma… il solito stupido…! Che mi dicessi mai qualcosa di carino!!”

Lui si voltò e si fissarono dolcemente negli occhi.

Lei gli sorrise, facendogli perdere ogni difesa…

“Ecco… quella è la mia Akane” pensò “voglio fermare il tuo viso nella mia memoria”.

Non appena Ranma fu fuori dalla stanza, si appoggiò al muro ed iniziò un pianto amaro…

“Giuro che troverò chi ti ha fatto questo, dovessi cercarlo per tutta la vita… me la pagherà!!... lo giuro!!”

“Ranma… muoviti!! Faremo tardi anche oggi!”.

Tutta la famiglia Tendo si girò per vedere Akane entrare dalla porta. Era ritornata… era la loro dolce Akane... Il suo sorriso era ritornato ad illuminare quella casa. Risero tutti.

“Bravo Ranma…” pensò il signore Saotome “sono fiero di te!”

“Ranma ti vuoi muovere non voglio arrivare… tardi…”

Fece un balzo ed entrò nella stanza a pochi centimetri da lei…

“Ben tornata!” gli sussurrò nell’orecchio.

Gli sorrise.

Iniziarono a correre come al solito.. ma questa volta lui fece un balzo giù dal cornicione e si mise accanto a lei prendendola per mano.

“Muoviti pigrona!”

Corsero insieme… così... mano nella mano… felici!

“oh Ranma …” pensava mentre la sua forte mano la stringeva

“ti prego non lasciarmi mai… io non so che farei senza di te… Ho avuto tanta paura, tanto paura che lui mi.. ma tanta paura per te… stupido… perché io...”

Anche Akane, sino ad allora, aveva voluto ignorare la sua esigenza interiore di chiarezza su ciò che Ranma rappresentasse nella sua vita.

Aveva volutamente ignorato la sua gelosia, la sua ansia quando combatteva, la sua paura di morire per non rivederlo mai più… ma da quella domenica qualcosa in lei era cambiato.

Il pensiero che un altro uomo avrebbe potuto toccarla, baciarla… le aveva fatto esplodere nel petto il suo amore per lui… e quella notte fra le sue braccia aveva capito…

Ora era disorientata. Aveva dato un nome a tutto di lei, quel nome era amore! Era Ranma!

Nonostante tutto, aveva una paura incredibile di non essere ricambiata, di soffrire se lui avesse scelto un’altra, magari un po’ più carina di lei… quel pensiero le ritornò bruscamente... ma quella mattina Ranma era soltanto suo!!

“Grazie Amore mio”

Lo fissava mentre correva davanti a lei.

Ranma era bello, anzi bellissimo, era forte, alto, il corpo di una statua e degli occhi blu profondi come il mare.

Lei invece era un piccola ragazzina, un po’ paffuta con i capelli a caschetto e i modi di un elefante.

Lui non si sarebbe mai potuto innamorato di lei pensò tristemente durante quella lunga corsa.

Le attenzioni di Ranma verso di lei dipendevano dal suo cuore nobile e generoso… ne era ormai convinta!

Il cancello della scuola… ora dovrà lasciarmi la mano…no..non mi lascia... mi stringe di più a se!

“Ma che succede…?” Ranma aveva omesso ogni ricordo legato alla scuola.

Quel giovedì avrebbero dovuto festeggiare la fine delle lezioni di inverno. Sarebbero iniziate le vacanze di primavera e per 15 giorni la scuola sarebbe rimasta chiusa.

“Akane non mi hai fatto mangiare nulla…!”

“be'! ti ci voleva un po’ di dieta… no? Ti stai allenando!”

“Akane “ le si avvicinò imitando un’arrabbiatura.

Lei rise… di gusto.

“Amore… Amore”

“oh no!! chi è?…Shampoo sei tu…”

ma questa volta lui era deciso a non allontanarsi da Akane nemmeno per un istante.

Infatti non staccò la mano dalla sua, quando Shampoo si avvinghiò al suo petto

“Shampoo lasciami”

“futuro marito… lascia la mano di Akane”

“Obaba non rompere… io non sono il futuro marito di nessuno”

“Saotome lasciala…“ gridò Kuno che si avvicinava.

Ranma si ricordò del volto sofferente di Akane pochi gorni prima, quando Kuno l’aveva stretta. E immediatamente la tirò verso di se, nascondendola dietro le sue spalle per proteggerla.

Non ti permetterò di toccarla...! Non più...

Nonostante Shampoo gli limitasse i movimenti, riuscì a scaraventare Kuno lontano.

“Ranma… Shampoo lascialo” anche Kodachi fece il suo ingresso…

“Vattene via... pazza con il nastro” le rispose Shampoo.

“Siete due sciocche” rispose Ukyo “l’unica fidanzata di Ranma sono io e solo io posso abbracciarlo” lanciò qualche paletta di qua e di là…

“Akane ti prego... non arrabbiarti! Non è colpa mia!”

Ranma si girò di scatto, impensierito dalla reazione di Akane a quel solito trambusto di cui in parte si sentiva responsabile, ma quella volta lei ricambiò quello sguardo con un sorriso stupendo.

Era la loro normalità… la loro stupenda normalità.. e lei era felice di viverla con lui!!!

Gli strinse forte il braccio, avvicinando il suo viso incantevole ai suoi bicipiti.

“Ranma.. grazie! “

I sensi di Ranma esplosero a quel contatto. Che gli stava facendo Akane? Bastava solo che lo sfiorasse che tutto il suo corpo gemeva. Erano sensazioni nuove per lui. Da quella mattina non faceva altro che pensare ad Akane fra le sue braccia, al suo corpo stretto al suo...

Tutta la sua adolescenza era stata proiettata all’unico scopo di diventare un grande artista marziale… le donne…le donne non erano…

“No! Non posso fare così... devo smetterla con questi pensieri”

Saltò in alto con Akane e Shampoo per evitare una spatola di Ukyo e si ritrovò all’interno del cortile alle loro spalle.

“Piantamola…Finitela io non sono il fidanzato di nessuno!!!” disse felice che tutto fosse ritornato come era prima.

Ma… ad un certo punto… una nuvola coprì quel bel sole di inizio primavera ed il freddo pungente della sera prima si fece sentire.

Obaba, preoccupata da ciò che stava sentendo, fece un balzo e si spostò davanti a loro.

Ed ecco che apparve sulla soglia del cancello della scuola un ragazzo bello, anzi bellissimo... ma maledetto.

Era alto, bruno, con un corpo muscoloso, vestito di nero... con una divisa da guerriero.

Una nebbia scura calò.

Obaba impietrita “ oh mio Dio! E’ lui!

Si girò di scatto verso Shampoo e le urlò contro:

“Shampoo va a casa… SUBITO!!!”

Shampoo era disorientata, si staccò da Ranma ma non si mosse, non capì.

Obaba urlò più forte “Shampoo va a casa!!”

Il tono di Obaba non ammetteva replica, perché nella sua voce decisa c’era la paura!

Quel ragazzo parlò con tono saccente.

“Non ti preoccupare non sono qui per lei!”

Ranma capì… era lui!!

Si voltò prontamente verso Akane.

La sua piccola Akane aveva nuovamente sul suo bel viso impressa la paura e lo sgomento.

“maledetto era lui!!!”

Si mise in posizione di attacco e urlò

“Che vuoi, bastardo?”

Nessuno aveva mai visto in Ranma tanto odio e rabbia.

All’improvviso anche Happosai apparve e si mise accanto ad Obaba separando quella figura dai loro ragazzi. Si voltò verso Ranma:

“Ranma ascoltami… prendi Akane e scappa”

Ranma era stupito.

Quel vecchio maniaco non era mai stato così freddo e calmo come in quel momento. Non l’aveva mai visto comportarsi in quel modo...

Nei suoi occhi c’era tutto il gelo di una sofferenza atroce.

“RANMA” urlò “VAI VIA CON AKANE”.

“Happosai…” la voce di lui lo fece tremare…

“Perché vuoi morire? Sai bene che lei sarà mia?”

 

Dal volto di Happosai cadde una lacrima… poi si voltò verso Obaba:

“Attacchiamo insieme?" Obaba annuì.

Tuttavia quel valente guerriero, con un solo gesto della mano, li scaraventò lontano contro il muro.

“...ma che credete di fare? Stupidi”

Tutti erano atterriti…

Chi era quell’uomo con quella forza sovraumana?

“Gikoku…“ era la voce di una donna.

Apparve una vecchia signora. Da giovane doveva essere stata molto bella perché, nonostante l’età, i suoi tratti erano gentili e il suo fare sinuoso.

Si buttò in ginocchio davanti a lui ed iniziò a pregarlo… ad implorarlo.

“Ti supplico lasciali stare… sono delle brave persone, non hanno fatto nulla di male”

Lo sguardo di quella figura così austera da saccente si trasformò in triste.

In lui c’era un grande disperazione nascosta dietro la sua forza… ed urlò:

“tu non capisci Rumiko…E’ LEI!! E’ LEI!!!”

La vecchia si voltò verso Akane e la guardò:

“oh mio dio piccola mia…”

Lui ritornò alla sua rabbia, alzò un braccio al cielo e sparì.

Ranma non fece in tempo a girarsi di scatto che quell'uomo, o spirito, o demone... era dietro di loro.

Si fissarono...

Aveva preso Akane e davanti ai suoi occhi sparì nuovamente …. ma con lei.

Il vuoto!!! Ed il silenzio!!!

Capitolo 4