Versione 5
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CONSERVARE IL LATO “SEUSS”: L’ASPETTO DEL FILM

 

Determinati a rimanere fedeli alla visione e alla magia degli ambienti e dei personaggi del Dr. Seuss mentre portavano il suo stile da penna e calamaio in un mondo più vasto, Jimmy Hayward e Steve Martino hanno visitato la biblioteca Geisel alla University of California di San Diego, che ospita tutte le sue opere originali. In cerca di indizi sul modo di disegnare di Seuss, i realizzatori hanno studiato l’arte originale dell’autore e letto ogni manoscritto, anche le note e le annotazioni fatte a mano. Infatti, Steve Martino sostiene di essere stato “particolarmente colpito da alcune sculture che Seuss ha realizzato, che ci fornivano delle indicazioni utili su come avrebbe trasferito le sue idee e il suo mondo in un panorama a tre dimensioni. Abbiamo trovato dei sottili riferimenti ai colori, alle forme e alle strutture che poi abbiamo inserito nel film”.

            “Osservando l’insieme delle opere del Dr. Seuss come fonte di ispirazione, abbiamo iniziato ad tuffarci in un mondo eccessivo tipico di Seuss”, prosegue Martino. “E’ diventato contagioso e abbiamo incominciato ad entrare in sintonia con il vocabolario visivo di Seuss. Noi magari pettinavamo i capelli digitali di un Chi e ci chiedevamo come avremmo potuto farlo con lo stile di Seuss. Stare in questo mondo stimolava la nostra fantasia”.

            Dai lavori di Seuss che lui e Hayward hanno studiato accuratamente agli archivi, Martino ha creato una guida stilistica che forniva le basi ai realizzatori per creare un mondo completo, ben strutturato ed illuminato realisticamente. “Noi portavamo una cinepresa nel mondo in 3D che stavamo creando e così lo esploravamo con grande attenzione”, nota Martino.

Seuss amava sorprendere le persone con dei piccoli dettagli e delle idee strampalate. La chiave per riuscire a trasportare le sue opere nel mondo dell’animazione digitale con successo era rendere questi dettagli e queste visioni divertenti e familiari. I realizzatori hanno definito il loro approccio “logica da Seuss”, un processo che fa sì che ogni aggeggio folle e ogni strumento fosse visto in chiave ironica. 

            Chi non So, un’intera città che poggia su un granello di polvere che sta su un trifoglio, assomiglia in molti modi alla nostra esistenza quotidiana: le persone vanno a scuola, al lavoro o a fare spese. Ma un lavoro a Chi non So può comportare, come dice Hayward, “stare su un divano tutto il giorno a mangiare caramelle”.

            I mezzi di trasporto della Città di Chi non So uniscono il divertimento alla familiarità. Le strade a più livelli della città sono percorse da vetture-calzino, pattinatori sui trampoli e uniciclisti, per citare solo alcuni dei metodi inusuali con cui si muovono i Chi. “Dovendo trovare un modo per spostarci da qualche parte, volevamo che fosse il più interessante e divertente possibile”, sostiene Martino. La già citata calzino-mobile, un’auto con quattro gambe che cammina su dei calzini, era una delle preferite dei realizzatori. E’ un veicolo perfetto per un’area vicino ad un ospedale o ad una biblioteca, dovunque insomma il silenzio fosse importante. Un’altra protagonista era la letto-mobile. “Risparmia una camminata al mattino”, sostiene Hayward. “Puoi leggere un libro durante il percorso al lavoro o recuperare un po’ di sonno”.

            Se una calzino-mobile o una letto-mobile vi sembrano troppo convenzionali, potete provare con la fionda gigante di Jo-Jo, che lui utilizza per accedere ad un vecchio osservatorio che riveste una parte importante nella storia. Per prima cosa, Jo-Jo sta su un uniciclo collegato a questo aggeggio, poi pedala all’indietro dando l’impressione di stare per lanciarsi contro un muro, infine afferra una leva e la tira, lanciandosi in aria verso una scala penzolante.

            E per quanto riguarda gli svaghi, come una partita di tennis? Anche qui, l’immaginazione e il divertimento rivestono un ruolo importante. “Il Dr. Seuss non ha mai tracciato una semplice linea retta dal punto A al punto B, così abbiamo ragionato sul fatto che i Chi non giocherebbero mai su un ‘normale’ campo da tennis”, rivela Hayward. “Abbiamo pensato, perché non innalzare metà del terreno in un punto e avere queste folli scale presenti tra le due parti del campo?”.

            La forza di gravità non è un grosso problema a Chi non So, dove delle scale strette senza ringhiera si alzano a spirale verso il cielo accanto a dei palazzi giganteschi. “Non c’è ragione di farsi male nella Città di Chi non So”, fa notare Hayward. “Farsi male non è divertente”. Anche quando Hayward, Martino e le loro squadre hanno avuto delle idee originali, volevano che il pubblico sentisse che erano parte integrante del mondo di Seuss. “Ci siamo sforzati di trovare un’autenticità che si fondesse con i ricordi della gente dei libri di Seuss”, spiega Martino. I Chi di Seuss, per esempio, erano simili a degli insetti con delle teste rotonde. Per rendere i personaggi più espressivi, i realizzatori hanno ripensato i personaggi, dando loro una maggiore libertà di movimenti per quanto riguarda il volto e le sopracciglia.

            I realizzatori hanno approfondito la minimalista Nool concepita da Seuss, che nel suo libro, come dice l’art director Thomas Cardone, “ha lasciato dei grandi spazi bianchi per il testo e per dei lavori artistici. Così, non abbiamo iniziato con una giungla-Seuss, perché lui non ne aveva creata una ben definita”. La Nool del film è una giungla diversa da tutte quelle che abbiamo visto fino ad ora, ricca di enormi fronde, dei cespugli blu ondeggianti e degli alberi di palma imponenti che hanno dei ciuffi simili a dei capelli. 

            Ma anche in questo caso, Seuss ha rappresentato un’ispirazione importante. “Avevamo bisogno di un foglio bianco, per così dire”, spiega Steve Martino. “Abbiamo iniziato utilizzando l’inusuale tavolozza di colori per la giungla di Seuss, con rossi, blu e altri strani colori e piante di peli”, decisamente lontani dalle sfumature verdeggianti che ci si aspetta in una giungla. “Ogni foglia di Nool ha il gusto di Seuss, come le curve asimmetriche e dei piccoli segni nelle venature”. Carbone aggiunge che “quando si osserva un albero di Seuss, sarà sempre più pesante da una parte e avrà un aspetto differente a seconda dell’angolo da cui lo si guarda”.

 


.: Ortone
   nella giungla di Nool,
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