Versione 5
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CHI E’ CHI NELLA CITTA’ DI CHI NON SO…E CHI E’ ‘NI’ A NOOL:

I PERSONAGGI

 

            Ortone non è un normale elefante. E’ molto grande, non solo come dimensioni, ma anche per il suo cuore, la sua personalità e la sua simpatia. Ortone spicca per gentilezza, affidabilità e pazienza. Nonostante delle avversità, prese in giro, condanne e minacce notevoli, l’intenzione di Ortone di portare al sicuro la Città di Chi non So rimane incrollabile. Lui è sempre fedele… al 100%.    

            Secondo i realizzatori, Jim Carrey aggiunge ben più che il suo semplice talento di superstar comica al ruolo di Ortone. “Jim ha un calore e una simpatia favolosi, che hanno reso Ortone proprio il personaggio dolce ed amabile che conoscevamo dai libri”, sostiene Jimmy Hayward. “Mostra una grande forza appassionata e creativa e ha preso decisamente in mano il personaggio”.

            “Jim mette tutto se stesso in ogni cosa che fa”, prosegue Hayward. “Lui recita ogni ciak come se stesse veramente di fronte alle cineprese. Ci ha fornito dei magnifici riferimenti per gli occhi, quindi avevamo una grande quantità di materiale sottile per Ortone grazie all’interpretazione vocale di Jim”.

            Considerando la grande espressività di Carrey, non è certo una sorpresa che l’attore abbia influenzato l’aspetto di Ortone. Come sostiene il responsabile degli animatori Dave Torres, “nei primi bozzetti, Ortone aveva una bocca più piccola. Ma quando Jim è salito a bordo, il personaggio è diventato molto espressivo. In effetti, Jim ci ha spinto ad oltrepassare i limiti dell’espressività per quanto riguarda un personaggio animato”.

            Il rapporto principale di Ortone nella storia è quello con il sindaco della Città di Chi non So, che Ortone non ha mai visto, e che a sua volta non può vederlo. Tuttavia, loro stringono un forte legame, pieno di calore, amicizia e umorismo, anche se per entrambi ci sono in gioco la vita e la morte. Mentre Ortone compie il suo epico viaggio per portare al sicuro Chi non So, il Sindaco, voce di tutti i Chi, mette ogni cosa in discussione per convincere i suoi abitanti dei pericoli che incombono.

            Il Dr. Seuss introduce in maniera memorabile il Sindaco, dicendo che “è devoto, gentile e un po’ strano. Il Sindaco e sua moglie hanno bambini in abbondanza”. Ed è decisamente così, considerando che sono genitori felici di 96 femmine e di un maschio. La parata infinita della loro prole ci viene presentata mentre stanno su delle sedie collegate ad un rullo trasportatore che gira intorno al tavolo, in modo che ognuno abbia un breve ma importante incontro con il Sindaco. E’ una processione fantasiosa che ricorda una scena di un musical di Busby Berkeley.

 Steve Carell, secondo il regista Steve Martino, fornisce un senso di umanità a tutti i suoi personaggi, come Michael Scott, il capo, perennemente confuso, della serie The Office, e ora l’assillato e assediato Sindaco. “Tutti i personaggi di Steve hanno un cuore grande”, sostiene Martino. “Noi facciamo il tifo per loro”. 

“Ci piace osservare i personaggi di Steve mentre lottano”, aggiunge Jimmy Hayward. “Osservarlo mentre deve mantenersi in equilibrio in situazioni complesse è un piacere. Lui fornisce la giusta quantità di ‘Steve’ ad ogni battuta del dialogo. E’ l’unico Chi che conosciamo veramente bene, così c’è il desiderio di rapportarsi a lui, cosa che, grazie a Steve, possiamo fare tranquillamente”.

Carell descrive il Sindaco come “una persona gentile, generosa, dalle buone intenzioni e con una grande forza interiore. E’ una sorta di uomo comune, un tipo che cerca di fare del suo meglio in una situazione molto difficile”. L’attore vincitore del Golden Globe® ha apprezzato particolarmente i riferimenti filosofici insiti nelle insistenti parole di Ortone, che una persona è una persona, non importa quanto piccola. “Lui parla al mondo, sostenendo che non è importante quanto diversi sembriamo all’esterno, perché se c’è rispetto, attenzione ed impegno, le cose possono essere realizzate. E’ un messaggio positivo, dolce e solido che è fondato sulla gentilezza. Ed è questo che mi piace”.

            L’orgoglio e la gioia del Sindaco è il figlio Jo-Jo, il Chi più piccolo. Il Sindaco ha dei grandi piani per suo figlio, che spinge a continuare la tradizione di famiglia e a diventare capo dei Chi quando lui andrà in pensione. Ma Jo-Jo ha espresso chiaramente la sua intenzione di non seguire le orme del padre. Invece, questo giovane taciturno sta inseguendo qualcosa di molto diverso e speciale…

La minaccia principale agli sforzi di Ortone (e quindi alla sopravvivenza della Città di Chi non So) è Kangaroo, che, come ci dice il film, “ha creato ogni legge e rafforzato ogni regola dopo essersi autoproclamata capo della giungla di Nool”. Ha un atteggiamento scontroso e una mente ristretta, perché crede che “se qualcosa non è visibile, allora non esiste”. La filosofia limitata di Kangaroo potrebbe potenzialmente avere delle gravi conseguenze per Ortone, il Sindaco e per tutta la Città di Chi non So.

Ma è un personaggio malvagio? Martino non ne è sicuro. “E’ un’ideologa, non è cattiva”, fa notare il regista. “E’ fuorviata, ma non malvagia”.

In una scena memorabile, Kangaroo, nei suoi modi tipici da tiranno dalla giungla, fornisce, o meglio, urla a pieni polmoni un sermone sull’impossibilità dell’esistenza della Città di Chi non So. La sequenza sfrutta completamente le incredibili capacità vocali e il talento comico della leggendaria Carol Burnett, che incarna il ruolo facendolo completamente suo. Le legioni di fan della Burnett comprendevano anche Jim Carrey e molti membri della squadra creativa e produttiva di Ortone e il mondo dei chi. “Carol è una furia”, sostiene Hayward dell’attrice, i cui molti memorabili momenti del suo storico spettacolo televisivo comprendevano anche un ‘urlo da Tarzan’ che faceva capire bene i vocalizzi che avrebbe utilizzato per Kangaroo. “Lei si esprime pienamente quando proclama il sermone”, sostiene Burnett. “C’è qualcosa di decisamente liberatorio nel fatto di urlare a pieni polmoni ed essere pagati per farlo”.

Tornando all’argomento della presunta cattiveria di Kangaroo, la Burnett fa notare che “quando si interpreta un cattivo, non bisogna vedere il personaggio come tale. Un cattivo non pensa di essere malvagio. Vede l’aspetto positivo della situazione e pensa di avere ragione nei propri sentimenti e nei pensieri. Se tutti gli altri si limitassero ad ascoltare e a concordare con lui, il mondo sarebbe veramente magnifico”.  “Kangaroo è una maniaca del controllo e non ammette stranezze”, dichiara la Burnett. “Lei dirige la giungla con un pugno di ferro. Ha tenuto suo figlio Rudy nel marsupio per troppo tempo e non lo lascerà uscire dalla sua ‘stanza’. Alcuni ragazzi ritengono che i genitori li tengano prigionieri, ma Rudy ha delle ragioni valide per lamentarsi”.

Il principale scagnozzo di Kangaroo è Vlad Vlad-I-Koff, un’enorme aquila nera con delle ali scintillanti e un grande becco appuntito, che parla con un notevole accento russo. Vlad non è un genio del male, ma è soltanto malvagio. “Vlad si muove come una lucertola o un pipistrello”, sostiene Jimmy Hayward. “Tutto per lui è basato sull’istinto. Il personaggio è un incredibile misto di diverse influenze culturali divertenti. E’ come un gangster con una giacca di velluto rosso e una collana d’oro”.

Will Arnett (protagonista della serie televisiva Ti presento i miei), che interpreta Vlad, sostiene che il personaggio sia una “specie di volatile particolare, un tipo pericoloso, un assassino su commissione. Lui pensa di essere alla moda, ma è veramente antico, anche se ritiene di essere il massimo per quanto riguarda la cultura pop”.

“Io sono attirato da personaggi che hanno un’eccessiva fiducia in se stessi e che sono anche piuttosto stupidi”, prosegue Arnett. “E’ una combinazione vincente, non nella vita, ma nelle commedie. Nella vita, è una combinazione decisamente triste. Mi fanno impazzire le persone sicure di sé, ma assolutamente inconsapevoli di quanto sono idioti”.

Vlad magari non sarà il becco più tagliente della giungla, ma pone una minaccia a Ortone e alla Città di Chi non So. Vlad può volare tra gli alberi come un aereo da combattimento X-wing, tanto che si possono quasi sentire i motori, e in una sequenza impressionante insegue Ortone nella giungla. “Abbiamo costruito questa scena come se fosse un classico horror”, sostiene Hayward. “Comunque, non è sicuramente sanguinosa o tendente all’horror, perché offre anche un buon equilibrio di risate e sorprese”.

Il capo del clan Wickersham è Yummo, che ha la voce dell’attore vincitore del premio Tony Dan Fogler, che raddoppia il suo divertimento occupandosi anche del ruolo del Responsabile del Consiglio di Chi non So. Fogler ha apprezzato entrambe le parti, ma sostiene che Yummo sia più vicino al suo cuore. “Io sono di Brooklyn”, spiega l’attore, “e Yummo rappresenta perfettamente questo quartiere, perché è un tipo duro e di strada”.

Ortone ha molti avversari da fronteggiare, ma anche un ottimo amico e confidente a Nool: il topo Morton, che cerca di rappresentare la voce della ragione per il suo enorme compagno. “Beh, stai parlando con un trifoglio, non è proprio il massimo”, così il saggio roditore mette in guardia Ortone. Seth Rogen, uno dei migliori attori/sceneggiatori in circolazione attualmente, sfrutta la sua speciale sensibilità e impertinenza per il ruolo. “Morton può essere troppo suscettibile per reggere alla pressione”, sostiene la star di Molto incinta e interprete/sceneggiatore di Superbad – tre menti sopra il pelo. “E’ un po’ nevrotico e magari non del tutto a posto”.

Tornando a Chi non So, dove il Sindaco cerca di convincere i Chi dei pericoli che incombono sulla città, è la moglie del sindaco e saggia madre di 97 figli a mandare avanti la casa. Il modo, apparentemente senza sforzo, in cui il personaggio gestisce una famiglia molto affollata divertirà ogni genitore ed è proprio quello che è successo con Steve Martino. “Io ho due figli ed è già una sfida per me”, rivela il regista. “Figuriamoci gestirne 97!”.

 La presenza fissa al Saturday Night Live, Amy Poehler, nella vita reale moglie di Vlad Vlad-I-Koff-Will Arnett, dà vita ad un personaggio avvincente che fa notare al marito il suo comportamento frenetico, ma sempre in maniera comprensiva e mostrando un grande senso dell’umorismo. “Amy rende il personaggio contemporaneo e reale, ma con una lingua tagliente”, sostiene Martino. 

“Io ho interpretato molti tipi di personaggi folli nella mia carriera”, aggiunge la Poehler. “Ci sono stati tanti ruoli di squilibrati, ma Sally è decisamente stabile. Lei mantiene il marito ancorato alla realtà in maniera molto delicata. Deve farlo, perché in realtà è lei ad essere il capo di questa gigantesca famiglia. E’ il punto di riferimento del marito, ma è anche preoccupata per lui e si chiede se non stia impazzendo, continuando ad agitarsi con questi proclami di un possibile destino apocalittico”.

Nonostante i dubbi di Sally, c’è sicuramente qualcosa che non va nella Città di Chi non So. Per confermare i suoi sospetti, il Sindaco si rivolge alla dottoressa Mary Lou LaRue, l’eccentrica scienziata cervellona dalla Università di Chi. LaRue porta degli spessi occhiali di sicurezza, ha una notevole acconciatura viola ed è priva di buone maniere. Tutto, secondo lei, dipende dalla scienza. Isla Fisher, che passa senza problemi dalle commedie grossolane come Due single a nozze a pellicole drammatiche come Sguardo nel vuoto, nota che Mary Lou è l’unica Chi (a parte il Sindaco) che “capisce perfettamente le conseguenze collegate agli improvvisi cambiamenti climatici della Città di Chi non So, che dipendono dal pericoloso viaggio di Ortone attraverso la giungla di Nool. E’ lei la prima a concordare con le convinzioni del Sindaco sulle potenziali sventure che li attendono”. Aggiunge la piccola star, che è alta circa un metro e cinquantatré, che il fatto di dire “che una persona è una persona, non importa quanto sia piccola, è molto importante per me”.

Passando dai cervelloni a quelli che non hanno tanto intelletto, facciamo la conoscenza con i Wickersham, un clan di scimmie con una mentalità umana mafiosa fin troppo familiare. “Loro sono essenzialmente un gruppo di ragazzi divertenti”, sostiene Hayward. “Non sono dei cattivi classici. Ma quando le cose iniziano a mettersi male per Ortone, i Wickersham ne sono felici. Loro sono il lato oscuro della natura umana”.


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