Ki Robot
Episodio 8 (by Kurakitsune)


Arrivato in sala di comando, il professor Kabuto, trovò un clima di grande tensione.
I tecnici, concentrati sui loro pc, raccoglievano dati ad una velocità impressionante e, al centro della sala, la dottoressa Alwey discuteva animatamente con Tora Shiroi sulla possibilità di far partire i vettori, senza aspettare l’arrivo del professor Kabuto.
-Allora- disse il professore arrivando alle spalle della dottoressa Alwey – Basta che ritardi di 5 minuti nell’arrivare in sala che tu mi rubi il comando? -
- Kabuto, ho preso il comando perchè la situazione era grave, non hai notato nulla mentre venivi qui? -
- Si, ho dato un’occhiata fuori dalle finestre….-
- E non hai visto nulla di strano?
- Vediamo- disse il professor Kabuto accarezzandosi il mento - Ti riferisci, per caso, a quel gigantesco robot alieno che continua a girare intorno alla base, come fanno i pescecani intorno alle prede?-
- Si, mi riferisco proprio a quello!- disse la dottoressa Alwey puntando il dito verso il grande schermo della sala di comando.
Guardando il nemico sullo schermo, il professore potè osservarne meglio la forma.
Sicuramente era differente dai robot precedentemente affrontati: non aveva la copertura di pelle artificiale, il suo corpo metallico luccicava al sole, la forma era quella di una donna molto esile, indossava una armatura , dalla schiena fuoriuscivano due grandissime ali e nella mano destra impugnava una spada; il robot aveva un aspetto regale.
Dopo aver pensato qualche secondo, Kabuto disse – Non ha ancora attaccato e sta girando intorno alla Fortezza delle scienze, forse sta aspettando qualcosa o qualcuno, facciamo uscire subito i vettori-
- Avevo detto io che era meglio farli partire subito senza aspettarti…- disse la dottoressa Alwey.
-No, se avessi fatto partire i vettori prima del mio arrivo, avresti commesso un grave errore strategico: avresti disposto le truppe senza aver aspettato il comandante, sarebbe stato come muovere le braccia senza aspettare il movimento del corpo - dopo aver detto queste parole, il professor Kabuto impugnò il microfono ed ordinò ai vettori di partire.





I vettori, uscendo all’esterno della Fortezza delle scienze, si trovarono faccia a faccia con il nemico.
- Che simpatici i nostri nemici!!- disse Shundi Ryoga – Ci vengono a prendere sotto casa per non farci consumare carburante -
- Certo Shundi, mica sono tirchi come te che, per non consumare benzina, vieni a prendermi all' alloggio con la bicicletta- a parlare era stata Cloe Sephi.
- Lo sai che lo faccio perché sono amico dell’ambiente-
- Ragazzi, mi fa piacere sentirvi così allegri prima di un combattimento, la condizione mentale è importante prima di uno scontro- disse Kabuto.
- C’è poco da essere allegri…- disse Barbero intervenendo nella discussione.
- Come mai dici questo Barbero? Prima di partire eri la più spavalda di tutti-
-Haru, prima di uscire dalla base non avevo visto il robot nemico…-
-Cosa stai cercando di dirci? E’ un po’ diverso dai soliti nemici, ma non mi sembra poi molto più potente – disse Blecs Jects.
-Jects- intervenne Kabuto – Ricorda, spesso l’apparenza inganna –
- E questo ne è un esempio, quello- disse Barbero – E’ il robot personale di mia sorella, il generale Hesediel -
- Professor Kabuto, il robot nemico chiede di avviare una comunicazione, cosa faccio?-
- Tora, accetta la comunicazione, devia la chiamata sulla linea centrale e fai in modo che anche i piloti possano sentire, Barbero ci farà da interprete -
- Subito professore-
Le dita di Tora Shiroi si mossero veloci sulla tastiera del pc e qualche secondo dopo, sullo schermo centrale, comparve il viso del generale Hesediel.
Hesediel cominciò a parlare nella sua lingua e contemporaneamente Barbero cominciò la traduzione.
- Il generale Hesediel- disse Barbero - Dice di essere venuta qui per chiedere la restituzione del motore alieno ,impiantato dalla sua razza nella testa di Shinzon, che adesso sa essere alla base di una bomba capace di distruggere la propria specie. In caso di risposta negativa attaccherà e distruggerà la Fortezza delle scienze-
- Con che coraggio- disse il professor Kabuto- Gli alieni ci chiedono questo?!!! Come possono chiedere di privarci dell’unica arma in grado di mettere fine alla guerra ?!!! La risposta è negativa, non cederemo agli alieni il motore nella testa di Shinzon -
Hesediel, capendo il linguaggio universale della guerra, senza aver bisogno di alcuna traduzione, chiuse il collegamento e preparò il robot al combattimento.
- Jects, Barbero, Haru, Sephi, Ryoga- disse il professor Kabuto - La difesa della Fortezza delle scienze adesso è nelle vostre mani…-







Dopo un quarto d’ora, il combattimento tra i piloti e il generale Hesediel non era ancora terminato.
I ragazzi avevano contrapposto al robot nemico tutte le combinazioni di vettori, ma Aiki, Vendimion, Blind, Earthquake e Metallixaur erano sempre stati battuti dal nemico; infatti ad ogni unione il generale Hesediel aveva risposto con una adeguata contro strategia.
I cinque piloti ormai non sapevano più che fare. Volavano intorno al nemico con i vettori separati cercando di evitare i suoi attacchi; ormai non avevano più tattiche di attacco e sapevano che in queste condizioni, se lo scontro si fosse protratto ancora nel tempo, sicuramente il nemico avrebbe avuto la meglio e avrebbe distrutto non solo i vettori, ma anche la Fortezza della scienze, ultimo baluardo alla conquista aliena.
- Professore- disse Jects con voce ansiosa – Adesso che facciamo? Non abbiamo più tattiche valide… -
- L’unica cosa che si può fare, quando tutte le strategie sono risultate inconcludenti, è cercare di morire con onore…-
Tutti quelli che, in sala di comando, ebbero modo di sentire le parole di Kabuto si girarono per guardarlo con sguardo allibito.
Kabuto sostenendo lo sguardo dei presenti, ridacchiò e disse – Ma no, scherzavo… ci avete creduto vero ?-
- Non faccia più di questi scherzi professore- disse Tora Shiroi.
- Ok….ok…. volevo solo alleggerire la tensione – Kabuto si schiarì la voce e poi continuò –Tornando a noi, Jects ti ricordi gli insegnamenti di kempo ricevuti al tempio? -
- Ricordo qualcosa professore-
- E ricordi, per caso, il percorso formativo del kempuka? -
- Certo professore, l’abate del tempio mi ripeteva spesso che per un kempuka, all’inizio della pratica, quando ancora non conosce l’arte marziale, un pugno è solo un pugno ed un calcio è solo un calcio. Quando poi un kempuka apprende i primi rudimenti dell’arte marziale, un pugno smette di essere un semplice pugno ed un calcio non è più solo un calcio…-
- Infine- disse Kabuto interrompendo il discorso di Jects – Quando un kempuka, apprendendo l’arte marziale e comincia a “respirare” kempo, un pugno ed un calcio, per lui, tornano ad essere un semplice pugno ad un semplice calcio –
-Kabuto, cosa significa ?- domandò la dottoressa Alwey.
- Ma come? Non capisci? Parlando in generale si potrebbe dire: “Ignora le regole, impara le regole ed infine annulla le regole ”, questa è la via che ogni essere vivente segue per apprendere qualcosa, ed anche il Ki robot, nella sua totalità e con la sua tecnologia bio-meccanica, è un essere vivente -
Il professor Kabuto poi, si rivolse direttamente ai cinque piloti – Ragazzi, l’essere di Ki robot all’inizio ignorava le unioni e non sapeva esprime se stesso. Poi ha imparato ad esprimersi attraverso le cinque combinazioni di vettori. Per completare la sua crescita dovrete riuscire a conservare l’essere di Ki robot annullando le unioni, dovrete creare l’unione fisica senza unione mentale, "l’unione senza unione"; in questo modo la vera forza del Ki robot verrà svelata –

- Professor Kabuto, ci dica come possiamo creare una “unione senza unione”; ormai manca poco prima che il generale Hesediel abbatta i nostri vettori – disse Haru.
- Create una combinazione di vettori qualsiasi e poi annullate le vostre menti, solo così avrete una unione senza unione -
Dopo aver sentito le parole del professor Kabuto, i cinque ragazzi combinarono i vettori in modo da creare l’Unione Aiki; poi, uno alla volta, concentrandosi sull’idea del vuoto, cominciarono a svuotare le loro menti da ogni pensiero.
Quando anche l’ultimo dei ragazzi ebbe annullato la propria mente, un grande bozzolo fatto di fili metallici e di filamenti muscolari avvolse la combinazione di vettori.
La dottoressa Alwey, guardando gli strumenti che monitoravano le condizioni vitali dei piloti, con voce sbalordita disse – E’ straordinario, gli strumenti mi segnalano che è come se i piloti stessero dormendo…-
Poi, l’attenzione della dottoressa e di tutte le persone che si trovavano in sala di comando, si rivolse verso lo schermo centrale, dove, una volta scioltosi il bozzolo, era comparso il nuovo corpo evoluto del Ki robot.
Questo corpo era uguale a quello di un essere umano gigante, coperto da una pesante armatura. Guardandolo complessivamente, Ki robot, assomigliava ad un cavaliere medioevale: il volto era completamente coperto dall’elmo, sulla schiena ardevano due ali infuocate e tra le mani stringeva un arco ed una freccia.
Fu Kabuto, rompendo il silenzio che era caduto nella sala di comando, a parlare per primo – Quando tornai alla Fortezza delle scienze, illustrandovi le caratteristiche di Ki robot vi dissi : “I vettori,combinandosi tra loro danno origine al Ki robot. Quest’ultimo è un robot capace di assumere forme differenti in base al pilota che ne governa la mente”. Bene, questa che state ammirando, è l’ultima forma che può assumere Ki robot in cui tutti i piloti ne sono la mente ma nessuno lo comanda; questa non è più una semplice unione di vettori, questa è la “vera” forma del Ki robot – il professor Kabuto poi, battendo le mani disse – Ki robot, il soffio vitale della Terra!!!-
Ki robot, sentendo le parole del professore, prima ruggì, poi puntò il grande arco, su cui aveva precedentemente incoccato la freccia, verso il robot nemico.
Il generale Hesediel, capendo il pericolo, fece alzare il suo robot in volo e si diresse verso il cielo.
Fu tutto inutile: quando Ki robot lasciò andare la corda dell’arco, la freccia, scagliata con una forza impressionante, centrò in pieno il nemico; poi Ki robot, lasciando andare l’arco, si diresse verso il cielo sorretto dalle sue ali di fuoco, afferrò il robot del generale Hesediel dalle spalle e, per evitare che esplodesse troppo vicino alla Fortezza delle scienze, lo scaraventò ancora più in alto nel cielo.
Poco prima di morire nell’esplosione del robot, il generale Hesediel mandò verso la Fortezza un ultimo messaggio che recitava – Nonostante la mia missione sia fallita, la bomba non distruggerà il mio popolo, l’ordigno vi distruggerà esplodendo qui. Lunga vita alla regina Zarafaquielle –
Ki robot, utilizzando la conoscenza della mente di Barbero che adesso, insieme a quella degli altri quattro piloti, formava il suo cervello, tradusse il messaggio, ma il suo senso non lo capì nessuno, tant’è che Tora Shiroi disse – Ma come fa, il generale Hesediel, a dire che la bomba esploderà? La bomba adesso è nella palestra e nessuno di noi, penso, andrà lì ad innescarla –
- Aahaha, hai ragione Tora, chi di noi vorrebbe che la bomba esplodesse qui?– dopo aver detto queste parole però, Kabuto si zittì e, congiungendo le mani di fronte al petto, cominciò a ragionare. Dopo qualche minuto disse – Un attimo però, non arriviamo a conclusioni affrettate. Stavo pensando che Hesediel era a conoscenza del fatto che avevamo il motore alieno contenuto nella testa di Shinzon e sapeva anche che era stata costruita una bomba per annientare la sua razza; queste informazioni erano conosciute solo dal personale della Fortezza delle scienze…-
- Professore, sta cercando di dire che tra noi c’è una spia? -
- Purtroppo, è l’unica spiegazione possibile – dicendo questo Kabuto estrasse il cellulare e chiamò il dottor Narak che sapeva essere rimasto in palestra con la bomba.
- Diavoli dell’inferno. Non mi risponde. Vado a controllare di persona lo stato della bomba -
Il professor Kabuto prese una ricetrasmittente e, uscendo dalla sala di controllo, si diresse verso la palestra.



Spalancata la porta della palestra, il professore si trovò di fronte ad una scena raccapricciante: vicino alla bomba, l’ingegner Breto armeggiava con il timer, le sue mani erano insanguinate e sia la ferita sul volto che gli occhi erano diventati verdi. Per terra invece si trovava il dottor Narak, completamente ricoperto di sangue, con la gola tagliata, ovviamente era morto.
Kabuto, avvicinandosi a Breto vide che l’ingegnere stava regolando il timer della bomba.
- Cosa fa Breto?E cosa è successo qui? Non mi dirà che è lei la spia? -
L’ingegnere, ignorando le parole del professore, come se fosse in trans, azionò il timer e cadde a terra privo di sensi.
- La prendo come una risposta affermativa… -
Dopo aver detto queste parole, guardando il timer della bomba, il professor Kabuto lesse quanto tempo mancava all’esplosione.
- Giuda ballerino!!! Mancano solo 3 minuti!!!-
Il professore, non sapendo come evitare l’esplosione, afferrò la ricetrasmittente e ordinò al Ki robot di prendere la bomba e di portarla dove si trovavano le navi aliene.
Eseguendo l’ordine del professore, il robot, rompendo il solaio in vetro, introdusse la mano nella palestra, afferrò la bomba e volò verso la Fossa delle Marianne, dove, grazie alle informazioni contenute nel cervello di Barbero, sapeva trovarsi la flotta degli extraterrestri.
Arrivato sul fondale oceanico, Ki robot depositò la bomba ma, resosi conto di non avere più tempo per scappare, prima mise in salvo i cinque piloti in capsule di salvataggio, poi abbracciando le astronavi della flotta aliena, si fece esplodere e trasportare nel buco nero della “sub-rete”, con esse.
 

Epilogo

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