Ki Robot
Episodio 7 (by Kurakitsune)


- Allora Narak- disse Kura Kabuto -Cosa pensi ci sia in questa scatola?-
- Non saprei, è importante?-
- Molto importante, Alwey hai qualche idea?-
La dottoressa Jessy Alwey prese in mano la scatola di cartone e la esaminò senza aprirla.
- Non ho nessuna idea Kabuto. Non possiamo aprirla e farla finita con questo gioco? –
Il professore stette un attimo a pensarci per poi dare il suo assenso con un cenno della mano.
La dottoressa Alwey, poggiando la scatola sulla grande scrivania di Kabuto, cominciò lentamente ad aprirla.
Completata l’operazione, sul volto della dottoressa comparve un’ espressione di disgusto e di orrore.
-Alwey- disse Kabuto accavallando le gambe ed unendo le mani davanti al volto come in preghiera - Non dirmi che durante i tuoi studi medici non hai mai visto nulla del genere-
La dottoressa Alwey, senza dire una parola, passò il pacco al dottor Joe Narak.
Narak ,dopo aver guardato all’interno della scatola, esclamò – Kabuto questa cosa è mostruosa, è la testa di Shinzon!!!-
- Non hai mai visto una testa?- disse il professor Kabuto.
-Mai separata dal corpo di appartenenza – replicò secco Narak.
- Ok, adesso tiratela fuori dalla scatola e poggiatela sulla scrivania -
Il dottor Narak e la dottoressa Alwey estrassero la testa e la poggiarono delicatamente sulla scrivania dello studio di Kabuto.
Narak rivolgendosi a Kabuto disse – Mi potresti dire come hai fatto ad ottenere la testa di Shinzon e a cosa ci dovrebbe servire ? –
- Narak ,come ho fatto ad ottenerla non posso dirtelo – il professor Kabuto fece una pausa e poi continuò – L’utilizzo che voglio fare di questa testa ve lo spiego subito- Kura Kabuto si alzò dalla poltrona su cui era seduto e cominciò a passeggiare per la stanza.
-Vedete, un antico detto cinese recita “Conosci te stesso e vincerai la metà delle battaglie che sosterrai. Conosci il tuo avversario e vincerai metà delle volte che verrai attaccato sul campo di battaglia. Conosci te stesso e l’avversario e non potrai mai perdere”-
- Quindi ?Dove vuoi arrivare? – chiese la dottoressa Alwey.
- Noi abbiamo imparato ad usare al meglio la nostra tecnologia ma, a parte le poche informazioni che ci ha dato Barbero, non sappiamo nulla della tecnologia aliena- Kabuto allora prese in mano la testa di Shinzon e poi continuò il suo discorso
- All’interno di questa testa, c’è un piccolissimo motore alieno. Grazie al motore Shinzon era capace di muovere le sue protesi meccaniche e noi, grazie al medesimo motore, potremo conoscere il funzionamento della tecnologia aliena -
Il professor Kabuto lanciò la testa al dottor Narak e disse – Narak, da adesso in poi il tuo compito sarà quello di progettare un’arma basata sulla scienza aliena. Con questa arma dovremo essere capaci di distruggere completamente il nemico –
- Mi stai affidando un lavoro importante…-
- Ti affido questo incarico perché sono sicuro che potrai portarlo a termine-
- Allora mi metto subito a lavoro- detto questo, il dottor Narak uscì dallo studio del professor Kabuto.
- Posso andare anche io?- chiese la dottoressa Alwey
- Si, puoi andare. Ma prima dimmi in che condizione si trova l’ingegner Breto?-
- Attualmente- disse la dottoressa – Michael Breto ha ripreso i sensi ,ma le sue condizioni non sono buone-
- Alwey, dimmi la verità: lo puoi curare?-
-Se riesco a trovare la causa del suo male, si. Comunque, nonostante sia di nuovo cosciente, ti vieto assolutamente di farlo tornare in sala di comando -
- Va bene, continuerò a farlo sostituire da Tora Shiroi, puoi andare adesso…-
Senza dire altro la dottoressa uscì dallo studio di Kabuto.



Un mese dopo, il professor Kabuto incontrò il dottor Narak nella grande palestra della Fortezza delle scienze.
I due scienziati, camminando, incominciarono a parlare; argomento della discussione era la grande colonna di vetro che era stata costruita all’interno della palestra.
Nella colonna si trovava, immersa in un fluido verdognolo, la testa di Shinzon.
La testa era poi collegata con il fondo e con la cima della colonna tramite una serie di cavi elettrici.
- Narak, finalmente hai completato l’arma che ti avevo chiesto – disse Kabuto.
- Si, ho lavorato più in fretta che ho potuto-
- Ho visto, in meno di un mese l’hai completata -
- Kabuto, ti dirò, una volta capito il preciso funzionamento dei motori alieni, costruire questa “bomba” è stato uno scherzo-
- Ahhh!!!- Esclamò Kabuto – Allora è una bomba. Perché non mi spieghi come dovrebbe funzionare? Conoscendoti sono sicuro che farà qualcosa di più oltre che esplodere -
- In effetti hai ragione, per spiegarti nel dettaglio come funziona però, ti devo prima illustrate il funzionamento di un motore alieno-
- Avanti, illuminami- disse Kabuto fermandosi proprio di fronte alla bomba
-Allora, la tecnologia "vibrazionale" aliena, come ci disse Barbero, si basa essenzialmente su una grande scoperta: l’esistenza di una “sub-rete” invisibile che avvolge tutto l’universo.
Questa “sub-rete” non è ferma ma vibra con una certa frequenza.
A seconda della frequenza con cui la “sub-rete” vibra attorno ad un pianeta, ad esempio, avremo una determinata forza di gravità, oppure ci potrà essere una certa atmosfera e così via.
Insomma, le vibrazioni della “sub-rete” creano la realtà che si può vedere, toccare e misurare.
Basandosi su questo concetto, i motori alieni riescono a cambiare la frequenza vibratoria della “sub-rete”. In questo modo gli alieni modificano la realtà che li circonda.
Facciamo l’esempio di un auto che deve percorrere una certe distanza AB: un’ auto terrestre non farebbe altro che spostarsi dal punto A al punto B percorrendo la “sub-rete”; un’ auto aliena, al contrario, si sposterebbe da A a B semplicemente avvicinando, come fossero i lembi di un lenzuolo, i due punti AB nello spazio. In poche parola l’auto rimane ferma ed è lo spazio a muoversi intorno ad essa.
Ovviamente questa modifica della “sub-rete” deve durare pochissimi secondi. Una modifica per un tempo prolungato della “sub-rete” comporterebbe una conseguente modifica permanente della realtà. Questo perché la “sub-rete” ha proprietà elastiche e rigenerative, se la si modifica per pochi secondi riesce a ritornare allo stato iniziale, se la modifica dura troppo a lungo la “sub-rete” non riesce più a riacquistare la forma originale- Narak fece una piccola pausa, poi riprese il discorso – Detto ciò, passiamo al funzionamento dell’ordigno da me creato.
Quando questa bomba esploderà, ci saranno due effetti: il primo sarà quello di creare una contro vibrazione nella “sub-rete” capace di distruggere tutti i motori alieni, il secondo effetto sarà quello di creare un piccolo buco nero nella “sub-rete”che farà tornare la flotta aliena in un punto imprecisato dello spazio.
Il buco nero durerà pochissimi secondi, poi la “sub-rete”, autorigenerandosi, lo farà sparire-
- Davvero impressionante Narak. Grazie a questa bomba riusciremo a rispedire gli alieni nel cosmo, con i motori delle navi spaziali completamente distrutti; praticamente non potranno far altro che morire nello spazio-
- Esattamente Kabuto, la mia idea era proprio questa. Affinché la bomba abbia gli effetti desiderati però, deve essere fatta esplodere a non più di 10 metri di distanza dalle navi aliene-
-Quindi- disse il professor Kabuto – Dovremo trovare un modo per portare la bomba in fondo all’oceano, dove, grazie alle informazioni di Barbero, sappiamo si trova la flotta aliena… -
Il discorso del professor Kabuto fu interrotto dall’allarme della base.
-Dobbiamo andare Narak!! Sta suonando l’allarme generale-
- No Kabuto, io rimango qui, voglio fare qualche altro test alla bomba -
- Va bene, io vado allora -
Dicendo questo, il professor Kabuto uscì di corsa dalla palestra della Fortezza delle scienze.
Nel percorso per andare dalla palestra alla sala di comando, Kabuto intravide l’ingegner Breto in camice ospedaliero. Non facendoci molto caso continuò la sua corsa verso il luogo dove avrebbe potuto comandare le azioni belliche.
 

Episodio 8

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