Capitolo 6: Se ti dicessi che ti amo?
Sa: - Miroku, ci sei? –
Il monaco non rispose. Non si muoveva, non faceva niente.
Sa: - Kirara, vieni qui. Andiamo a casa della vecchia Kaede –
La gatta si avvicinò e li fece salire in groppa.
Quando arrivarono, trovarono tutti i loro amici riuniti.
Ka: - Sango, finalmente! Dove l’hai trovato? Che gli è successo? –
Sa: - L’ho trovato dentro alla tomba del padre: era ubriaco fradicio. Vecchia
Kaede!
La sorella di Kikyo esaminò il monaco mentre Sango gli raccontava cosa era
successo.
Kaede: - Ha mangiato l’erba della sobrietà: ti toglie la sbronza, ma contiene un
veleno quasi mortale –
Sa: - E che si può fare? –
Kaede: - Dobbiamo curarlo: SUBITO! –
Lo misero immediatamente su un futon con tutte le erbe guaritrici possibili.
Sango gli stava sempre vicino: mangiava a malapena e dormiva solo poche ore. Gli
volevano dare il cambio, ma rifiutava sempre. Era convinta che fosse colpa sua
se Miroku era in quelle condizioni.
“Se solo non lo avessi respinto” pensava.
Kirara era sempre con lei, non andava neanche a giocare con Shippo. Miroku, dopo
una settimana, non aveva dato segni di miglioramento e Sango era distrutta.
Ma un giorno, mentre si concedeva un pisolino, fece un sogno:
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- “Sango… Sango” -
Sa: - “Uh?” -
- “Sango, sono io! Mi riconosci?” -
Sa: - “Ko-Kohaku!”
Il fratello della ragazza era nel suo sogno!
Sa: - “È come ha detto Miroku: mi sei apparso in sogno!” –
Ko: - “Già, e ti dico di non preoccuparti: devi andare avanti o non supererai
mai il trauma. E … che hai?” –
Sango stava piangendo e corse verso il fratello per abbracciarlo. Tuttavia, gli
passò attraverso.
Ko: - “Non mi puoi abbracciare: sono solo uno spirito” –
Sa: - “E che cavolo! Vabbè, mi basta così. Mi basta averti visto. Scusa, ma ora
devo pensare a…” –
Ko: - “Miroku. Sì, lo so: ti volevo dire una cosa riguardo a lui…” –
Sa: - “Sai come guarirlo?” –
Ko: - “No, sfortunatamente no, ma ti volevo chiedere una cosa riguardo i tuoi
sentimenti verso di lui…” –
Sa: - “Dimmi” –
Ko: - “Lo ami?” –
La cacciatrice rimase a bocca aperta sulla domanda a bruciapelo del fratello.
Adesso che gli rispondeva?
Sa: - “Beh, ecco…” –
Ko: - “Ok, ho capito. Comunque prova a dirgli che cosa provi… Mi dispiace, devo
andare. Addio!” –
Sa: - “No, asp… KOHAKU!” –
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La cacciatrice si era svegliata: era felice, molto felice. Era come aveva detto
Miroku…
Sa: - Voglio seguire il consiglio di mio fratello –
Si avvicinò al corpo inerme del monaco e gli disse, dolcemente: - Ehi, Miroku,
mi senti? Beh, forse no, ma volevo scusarmi con te per quel fatto del bacio e
dei tuoi sentimenti… Sai, ho incontrato in sogno Kohaku: mi ha detto che sta
bene e che non mi devo preoccupare. Mi ha detto anche di pensare a quello che
hai fatto: ha detto che dovevo esprimere i miei sentimenti verso di te. Beh, sei
un ragazzo sensibile, dolce, bello ma… tu non mi senti… -
Sango incominciò a piangere. Le lacrime andarono a finire sul viso del monaco.
Quest’ultimo si contrasse un po’.
Sa: - Mi-Miroku! Ti stai svegliando! Se ti dicessi che sei sensibile, ti
sveglieresti? Se ti dicessi che sei dolce, ti sveglieresti? Se ti … dicessi che
ti amo, ti sveglieresti? Ti prego svegliati, SVEGLIATI!!!!!! –
Sango stava piangendo a dirotto, poteva fare solo una cosa: si chinò su di lui e
lo baciò.
Continua...