Capitolo 5: Sei cambiato
Sa: - Miroku, dove sei? -
A cavallo di Kirara, Sango pattugliava la zona.
Sa: - Miroku, ti prego fatti vedere. Accidenti! Scendiamo a terra, Kirara! –
La gatta ubbidì e toccarono terra.
Sa: - “Mi sono nascosto nel luogo che, tu sai, ho più caro” – disse rileggendo
il biglietto. “Ma che cavolo significa!” pensò. “Ok, riflettiamo. A chi è molto
legato? Risposta: a me e a … suo padre! Ma certo! So dov’è!”
Risalì in sella a Kirara e le disse: - Vai verso casa di Miroku! Presto! –
Dopo cinque minuti, arrivarono davanti al grande foro sul terreno che era la
tomba del padre di Miroku.
Sango sorrise: - Miroku! –
Il monaco era lì, dentro al foro e quando la cacciatrice lo chiamò alzò lo
sguardo: era strano, era come… ubriaco.
M: - Hic-ce l’hai fatta ad-hic-arrivare. Complimenti! –
Sa: - Che hai fatto? Hai bevuto? –
M: - Un go-hic-ccino –
Sa: “Classica scusa” pensò. – Vieni, ti riporto alla capanna della vecchia Kaede
–
M: - Ma neanche-hic-per sogno! Io resto qui!
Sa: - Sei cambiato, Miroku: non sei più il ragazzo che mi ha consolata due notti
fa, non sei più il ragazzo che toccava le donne, non sei più il ragazzo che mi
piaceva! –
Miroku non fece una piega: - Sì, certo, come no-hic-tu mi odi! –
Sango fu come in trance: pensava che lo odiava. Fece un’ultima cosa: lo doveva
fare, non aveva altre possibilità. Andò dentro al foro e gli dette uno schiaffo:
- Riprenditi, cretino! Riprenditi! –
M: - E va bene! Torniamo a casa. Dammi quell’erba là-hic –
Sa: - Ok –
Miroku masticò l’erba e svenne.