Capitolo 3: Non scappare
Quando Kagome si svegliò vide la porta spalancata e Sango e Miroku abbracciati,
dormienti. Sorrise e pensò: “Finalmente! Forse ci sarà un’altra coppia!”
Si alzò, andò nella camera accanto e svegliò dolcemente Inuyasha che le disse: -
Buongiorno, piccola – e la baciò.
Quando smisero di baciarsi, Kagome gli disse: - Vieni a vedere una cosa molto
bella –
Si alzarono silenziosamente e andarono nell’altra stanza. Inuyasha sorrise a
quel momento molto romantico e disse piano: - Si è deciso, finalmente! –
Ka: - A che fare? –
L’hanyou le raccontò quello che aveva detto Miroku la sera prima e la sua amata
gli disse: - Che bello, spero che Sango si accorga dei suoi sentimenti! –
A quel punto i due si svegliarono, si guardarono negli occhi e si allo0ntanarono
l’uno dall’altro.
M: - N-Non pensate male! Io… Sì… Cioè… Noi… Insomma… - disse quando si accorse
degli altri due.
Sa: - Ecco ap-appunto, è venuto solo a-a… a svegliarmi! –
M: - G-Già! –
Sagome e Inuyasha si guardarono negli occhi, divertiti.
- Che succede? – anche la piccola volpe si era svegliata, come Kirara.
Ka: - Niente, Shippo, proprio niente –
Dopo una buona colazione si incamminarono verso la casa della vecchia Kaede per
chiederle delle erbe contro i piccoli traumi. Arrivarono verso sera e la sorella
di Kikyo li invitò per la notte. Accesero il fuoco e si divertirono molto.
Sango e Miroku, però, non si guardavano: si vergognavano ancora per l’episodio
di quella mattina.
Senza che se ne accorgessero, gli altri li lasciarono soli.
“Che sia dannato quel mezzo-demone!” pensò Miroku quando se ne accorse.
Sa: - Ascolta, Miroku – Sango gli prese le mani.
“Spero che non ci sia nessuno” pensò Miroku, che nel frattempo era arrossito.
M: - C-Che c’è, Sango? –
Sa: - Senti, mi dispiace per quello che è successo stanotte. Ancora non riesco a
capacitarmene –
M: - Mi è successa la stessa identica cosa, quando mio padre è stato risucchiato
dal Vortice –
Sa: - Ti è successo di avere gli incubi? –
M: - Sì, per una settimana, finché il suo spirito non mi è venuto in sogno e mi
diceva di andare avanti –
Sa: - Mi succederà la stessa cosa? –
M: - Non lo so, solo il cielo lo sa –
Sa: - Beh, speriamo… -
Si alzò e se ne stava per andare. Ad un certo punto Miroku la chiamò. Lei si
arrestò e si girò.
Sa: - Sì, che c’è? –
M: - I-Io mi vergogno molto, m-ma se non ci riesco adesso non ci riuscirò più.
Io t-ti… -
Sa: - Muoviti, però -
Il monaco si avvicinò rapidamente e le disse: - Io TI AMO, Sango! –
E la baciò. Sango ci rimase male perché lo allontanò con una spinta e corse via,
piangendo.
M: - Aspetta, non scappare, Sango. SANGOOOOOOO!!!!!!!!!! – “No, non è giusto,
non è giusto!” pensò lui disperato.
Incominciò a piovere.
“Mi a-ama?” Sango era andata verso il bosco e si stava bagnando tutta: era
sconvolta, gli occhi lucidissimi e una mano sulla bocca. “Non è possibile, lui
sa che è un periodo oscuro per me, lo sta facendo solo per consolarmi”
La cacciatrice ritornò sui suoi passi e si diresse verso il punto dove aveva
mangiato e dove Miroku…
“Non ci devo pensare” si disse con forza.
Girò l’angolo e non vide niente e nessuno, né il fuoco, né Miroku.