Capitolo 2: l'incubo

Miroku ancora non ci credeva: era asciutto e si diceva ancora che amava Sango. “Ma come faccio a dirglielo? Un momento:ho ancora la scommessa aperta, approfitterò dell’occasione per rivelarle i miei sentimenti!”
Si avvicinò alla cacciatrice e, velocemente, avvicinò le labbra al suo dolce viso… SMACK!!!
M: - Ce l’ho fatta! Ho vinto! Hai visto, donna di poca fede? Io non ho paura di baciare una donna! –
Sa: - Ok, hai vinto. Ma non montarti la testa, chiaro?
M: - S-Sì – “Oddio, Sango, sei bellissima. Io… Ah, non ce la faccio! A chi lo dico? Idea! È quasi buio e ci dobbiamo accampare per la notte! Lo dirò a quello stupido mezzo-demone!”
I: - Ragazzi, direi di cercare un posto per la notte –
Tutti: - Ok! –
Cercando, trovarono una capanna abbandonata. Mangiarono all’aperto sotto un cielo splendido: si ve­deva chiaramente che la primavera era arrivata! Miroku si disse: “Devo farmi coraggio e chiedergli un consiglio”
Con uno sforzo inumano disse, anzi urlò: - Inuyasha, ti posso parlare? –
I: - Ma certo, però non urlare che ti sono distante 50 cm mica un km! –
Intanto Sango, Kagome, Shippo e Kirara stavano giocando. Il monaco, che fissava la sua amata, vide una mano sventolargli davanti agli occhi.
I: - Oh, sei connesso? –
M: - Che razza di verbo è? –
I: - Me l’ha insegnato Kagome: vuol dire “ci sei?” –
M: - Sì, ok. –
Si sistemarono in un angolo e l’hanyou gli chiese: - Allora che c’è? –
Miroku prese il coraggio a quattro mani e disse: - Credo di essermi innamorato di Sango –
Inuyasha cadde dal masso su cui era seduto e gli venne un bernoccolo grosso quanto una palla da bo­wling.
I: - Stai scherzando, spero! –
M: - No! Diavolo, mi credete sempre un bugiardo! –
I: - Ok, non scaldarti troppo. Che cosa provi quando la guardi? –
M: - Provo una grande fitta al cuore e penso “quanto è bella!” –
I: - È grave la situazione… Mi è successa la stessa cosa con Kagome, quando non mi decidevo a di­chiararmi –
M: - Ma ora stai insieme a lei, giusto? –
I: - Bravo! Ma non facciamo troppe smancerie perché dopo Shippo muore d’infarto –
M: - Che mi consigli? Ti prego, aiutami! –
I: - Ti devi dichiarare con qualunque mezzo possibile ed immaginabile –
M: - Va bene, grazie: sei un amico –
I: - Ora non esageriamo –
Si alzarono e andarono verso i loro amici.
Ka: - Io e Sango andiamo a dormire, e tu non ci provare a venire in camera nostra, altrimenti ti fac­ciamo fuori in due! Buonanotte! –
Quella minaccia era rivolta a Miroku, naturalmente!
M: - Ok, buonanotte! –
Le camere erano disposte in questo modo: nella prima Sango, Kirara, Kagome e Shippo (tanto non è un maiale come Miroku! N.d.A.) e nella seconda Inuyasha e Miroku.
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- “Ti prego non farlo, lasciali andare” -
- “Non posso Sango, devo farlo, devo uccidere i tuoi amici” -
Sa: - “Lasciali stare!” –
Sango si agitava nel sonno… “Parlava” con Naraku.
Sa: - “Ti prego, prendi me al loro posto! Non fargli del male, soprattutto a lui!” –
N: - “Game Over: ho già ucciso Inuyasha e Kagome” –
I corpi senza vita dei due ragazzi giacevano a pochi metri da lei.
N: - “Poi… vediamo… Sì, ci sono: la tua amata Kirara” –
BUMP! Kirara si materializzò vicino a lei, morta.
Sa: - “KIRARA!!! No, basta ti prego!” –
N: - Poi Shippo e… Miroku” –
Sa: - “Oddio, ti prego non…” –
Shippo cadde a terra. Miroku fu risucchiato dal Vortice.
N: - “E per ultimo… Kohaku!” –
Il ragazzino cadde davanti alla sorella che si accasciò sopra di lui, piangendo.
N: - “Bene, il mio compito è finito. Addio!” – e se ne andò.
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Sa: - NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! -
Sango si svegliò.
Miroku aprì gli occhi e si gettò verso la porta (si è svegliato solo lui perché gli altri hanno il sonno pe­sante, tranne Kagome che ha i tappi per le orecchie! N.d.A.)
Spalancò la porta della camera di Sango e la vide in lacrime.
M: - Pic... ehm... Sango, che ti è successo? - "Stavo per dire 'piccola mia', che deficiente!"
Sa: - Mi-Miroku! Kohaku è… -
M: - "Diavolo, Sango non ha ancora superato lo shock della perdita del fratello" - Lo sai com'è finita la storia, Sango -
Sa: - Almeno tu e gli altri siete vivi e Naraku non c’è più! Ma mio fratello… -
E pianse più forte.
M: - Ssh! Calmati, ci sono io – “Che audacia che ho conquistato!”
Sango si gettò tra le sue braccia e smise di piangere.
Miroku, con cautela, le mise le braccia attorno al corpo e divenne rosso, contento.
Sango si addormentò subito dopo e Miroku la guardò: “Oh, Sango, ti amo tanto” e a sua volta si ad­dormentò.