A cura di Haze Moonlight
Storia
Nella miglior tradizione del gioco, anche in questo nuovo capitolo della saga di Final Fantasy VII, la storia copre un ruolo fondamentale. Grandissima è stata la cura nella realizzazione della trama che ritrova tutte le caratteristiche che tanto apprezziamo in un Final Fantasy: gli eventi emozionanti e coinvolgenti, i personaggi ben tratteggiati e profondi, la ripresa di vecchie conoscenze; nulla si perde del Final Fantasy di provenienza per quanto riguarda i luoghi e le storie dei suoi protagonisti e grazie a questo Dirge of Cerberus diventa un Final Fantasy veramente godibile da tutti i fan del settimo capitolo e non solo. Una caratteristica in particolare lo rende decisamente affascinante: la rassegna dei più belli e commoventi fra i flashback di Vincent , che non possono non emozionare il giocatore ; oltre a richiamare gli avvenimenti del VII, questi flashback sono una vera chicca per i fan di Vincent, in quanto completamente rimodernati e migliorati.
Tutta l'avventura è perfettamente incastrata negli avvenimenti successivi alla tragedia di Meteor e si ricollega senz'alcun fallo alla trama di Final Fantasy VII, offrendoci un sequel di qualità. Buona anche la caratterizzazione dei nuovi personaggi, che non risultano mai banali e ci offrono un intreccio di storie nuovo e abbastanza coinvolgente. Ma la cosa che più prende e, soprattutto , sorprende della storia sono le profonde analisi psicologiche di personaggi che in Final Fantasy VII venivano solo accennati o appena nominati (lo stesso Vincent era solo un personaggio opzionale); tuttavia il potenziale di questo personaggio e della sua storia non sono passati inosservati, ed ecco fra le nostre mani un piccolo gioiellino: non solo Vincent è stato esplorato e rivisitato in tutto il suo spazio caratteriale ed interiore, ma anche e soprattutto i personaggi cha appartengono al suo passato, quali la dottoressa Lucrecia Crescent che nel capitolo troverà finalmente lo spazio per poter esprimere meglio il suo ruolo nel settimo capitolo. Sorprendente in tal sede è stata anche l'introduzione di un personaggio del tutto inedito, Grimoire Valentine, di cui non parlerò troppo per non rovinare la sorpresa ai neo giocatori.

Meravigliose poi, sep- pur ristrette, le caratterizzazioni di Nero e del dottor Hojo, che uno come personaggio novità, l'altro da vecchia conoscenza, spiccano sul panorama del capitolo come due personalità profonde e complesse che ci sorprenderanno parec-chio: Hojo in particolare si rivelerà davvero, oltre che cardine di un pezzo drammatico della trama, come uno dei più folli e crudeli fra gli antagonisti della saga, e crudele in particolare con il nostro protagonista. Nero e Weiss poi, pur essendo due personaggi abbastanza celati nel corso della storia, si rivelano molto interessanti dal punto di vista psicologico: Nero risulta particolarmente attraente sotto questo aspetto perché già il suo aspetto ne rivela una complessità interiore molto profonda, come d'altronde il suo stesso potere; poco analizzato invece da questo lato risulta Weiss, e un po' dispiace perché appare come un personaggio dalle buone potenzialità di caratterizzazione. Il nome attribuito alla storia non è dunque dovuto al semplice ricordo della gloria del settimo capitolo, intoccabile, ma ad una rielaborazione ampia ed eccellente di personaggi dalle grandi capacità, che lascia sbalordito anche il giocatore che magari non ha apprezzato particolarmente il nuovo sistema di gioco. Anche i giocatori più scettici rimarranno estasiati.
Grafica
La grafica è un altro degli aspetti notevoli del capitolo, che ho preferito dividere in due tipi per distinguere meglio la qualità: grafica di gioco e grafica dei filmati. La prima merita un sette: davvero buona l'animazione dei personaggi principali durante i dialoghi e le azioni di gioco, che presenta tuttavia una notevole differenza di qualità da personaggio a personaggio e nei vari momenti del gioco: Vincent essendo il protagonista è particolarmente ben curato in tutto il gioco ed è animato con movimenti molto fluidi ed eleganti (molto ben fatti a mio parere il gesto di ricarica delle armi e i voli acrobatici che si possono compiere saltando); per gli altri personaggi non si può dire lo stesso perché, mentre la grafica è buona nei primi piani e durante i dialoghi, la si vede calare poi nel corso delle azioni. L'identico discorso vale anche per i soldati della WRO e Deepground, che presentano una scarsa varietà di elementi e una serie di movimenti molto plastici e meccanici. Nel complesso però il sette è ben meritato, prendendo in considerazione anche le ambientazioni, che però hanno il grosso difetto di essere spesso ridotte ad angusti corridoi piuttosto che alle grandi schermate a cui i Final Fantasy classici ci hanno abituato: forse questo in funzione del tipo di gioco che tende a farci vivere l'azione più di persona, avendo un unico personaggio giocabile.
La grafica dei filmati è invece impeccabile: usando la stessa CG utilizzata per creare Advent Children, i grafici della Square hanno dato vita a filmati da togliere il fiato con una cura incredibile dei dettagli. Il prologo iniziale, non appena accendiamo il gioco, ci da subito un assaggio di ciò che vedremo all'interno del gioco: i filmati hanno una qualità d'immagine davvero superba. E' anche per questo che il tutto risulta più emozionante e cattura il giocatore con i volteggi nell'aria di Vincent che attacca un elicottero Deepground, oppure il muoversi sullo sfondo di una Midgar distrutta le truppe robotiche dell'esercito nemico. Affascinanti : null'altro da aggiungere, se non un nove pieno.
Giocabilità
Uno degli aspetti non meno curati, ma purtroppo meno riusciti di questo capitolo è la giocabilità. Il giocatore che per la prima volta prende in mano Dirge of Cerberus si accorge prima di tutto della difficoltà nel muovere fluidamente il personaggio, mirare correttamente e veloce- mente con le armi e cambiare visuale: questo è un difetto che sulle prime crea un notevole fastidio, ma che poi con l'espe- rienza si riesce pratica- mente a sormontare. Tuttavia è bene conoscere questo limite per riuscire a superarlo il più in fretta possibile. Parliamo innanzitutto della mobilità del personaggio: benché il gioco sia sostanzialmente dello stesso genere, non aspettatevi assolutamente che Vincent si muova come Dante in Devil May Cry (capolavoro del genere) perché al contrario della Capcom che ormai in questo genere di giochi è diventata maestra, la casa produttrice di Final Fantasy è alla sua prima prova di un capitolo della saga con tali caratteristiche di gioco. E' forse soprattutto per la scarsa giocabilità e per il tipo di impostazione totale che Dirge of Cerberus ha scatenato delle antipatie verso questo capitolo; ma non dimentichiamoci, ribadisco, che per la Square è stata una prova del tutto nuova in ambito Final Fantasy e alla fin fine mediocremente riuscita. Vincent potrà saltare, avanzare abbassato, arrampicarsi sulle scale ed eseguire altri pochi movimenti, fra i quali quello già citato della ricarica dell'arma: in aria potrà compiere delle piroette molto belle a vedersi e l'eleganza delle azioni è amplificata anche dalla sua modalità di attacco corpo a corpo, della quale gli attacchi prendono il nome di “attacchi mêlée”, che se fatti in aria offrono una serie di movimenti spettacolari.
Incentriamoci ora all'aspetto del puntamento con le armi; anche questo è un fattore che abbassa la qualità della giocabilità, dal momento che il sistema di puntamento è piuttosto lento e non molto agile da spostare, tuttavia offre una discreta precisione di tiro in situazioni in cui ci è concesso mirare con calma: nelle azioni frenetiche in cui ci ritroviamo accerchiati dai nemici il puntamento per le prime volte risulta veramente complicato da usare; i sistemi di puntamento sono tre : automatico ( il mirino si sposta sui nemici automaticamente), che però può causarci problemi per il fatto che non saremo noi a decidere quale nemico puntare, e questo potrebbe rendere fastidiosa e pericolosa l'azione d'attacco; semiautomatica ( il mirino tende a spostarsi sul nemico ma è più facile da controllare da parte nostra; CONSIGLIATO), è il più duttile dei tre sistemi di puntamento e ci permette una buona precisione; manuale (il mirino si sposta a nostra totale discrezione), è consigliato a chi ha già una buona esperienza con il puntamento di questo gioco poiché è del tutto indipendente. Il consiglio per i neo giocatori è quello di cominciare con la semiautomatica, ottima per abituarsi.
Ultimo punto da analizzare è lo spostamento della visuale. In condizioni normali, ovvero senza la pistola armata e pronta a fare fuoco, Vincent si muove molto agilmente e non ci sono problemi a voltarsi velocemente. Il problema inizia quando alziamo l'arma per sparare : ora voltarsi velocemente diventa molto più difficoltoso; se, per esempio, siamo nel mezzo di un fuoco nemico incrociato, conviene abbattere parte dei nemici, abbassare l'arma, voltarsi velocemente ed estrarla di nuovo, piuttosto che girarsi con il puntamento attivato. Per quanto riguarda gli spostamenti in modalità “zoom da cecchino”, essi sono estremamente lenti e difficili: oltre che avere la visuale limitata (vedere l'immagine più in alto), il movimento è lento e spostarci velocemente su altri nemici diventa davvero arduo; consiglierei anche qui di utilizzare il cecchino solo in casi in cui ci è permesso mirare con calma, oppure di riporre prima l'arma nel caso volessimo colpire un altro nemico, come nel caso precedente. Tale regola risulta ovviamente inutile nel caso i nemici siano tanto vicini da richiedere uno spostamento minimo e sicuro: in tale caso si può tranquillamente mantenere la modalità zoom.
In sostanza, la giocabilità causa dei problemi piuttosto fastidiosi, ma che con l'esperienza si possono superare facilmente: non si arrendano dunque i nuovi giocatori vedendo Vincent spesso abbattuto dai colpi del nemico perché non siamo ancora molto abituati al sistema del gioco: un po' di esperienza e tutto sembrerà più semplice.
Colonna Sonora
Come in tutti i Final Fantasy, anche in Dirge of Cerberus la colonna sonora ricopre un ruolo molto importante nel gioco, a volte fondamentale: riesce ad agitarci, caricarci, commuoverci ed emozionarci. E anche in questo capitolo non poteva non esserci una colonna sonora di qualità. Autore dell'intera colonna sonora, fatta eccezione per due pezzi extra offerti dal famosissimo cantante giapponese Gackt, che aveva già collaborato in passato con la Square nella saga di Final Fantasy, è stato il compositore Masashi Hamauzu, che con i suoi 51 pezzi ha dato corpo alla bellissima musica che ci accompagna durante il gioco. Opportuno fare però un'osservazione doverosa: non tutta la colonna è della qualità che ci aspetteremmo: a pezzi molto coinvolgenti come “The Flicker”, il tema della schermata iniziale, oppure il tema dei contenuti extra , “Fragment of memory” veramente malinconico e dolce, o ancora il tema “Trigger situation” del trailer che ci viene presentato non appena accendiamo il gioco, si oppongono pezzi piatti o ripetitivi, come il tema della città di Edge, molto carino a sentirsi ma che alla lunga diventa pesantissimo.
Accantonati però i temi troppo monotoni (tuttavia ognuno ha poi i suoi gusti), la colonna sonora diventa davvero piacevole da sentire, e i temi leggeri e delicati richiamano le atmosfere dei tristi flashback o la strana, tranquil-lissima aura che circonda il nostro Vincent, mai agitato, mai scomposto come i temi di Hamauzu: forse è proprio per questa incredibile ricerca di delicatezza e precisione che i temi della colonna sonora possono apparire un po' tendenti alla monotonia, ma questo non deve sottrarle nulla per quanto riguarda la qualità delle composizioni, sempre all'altezza della situazione. I temi vedono la prevalenza di pianoforte e violini, strumenti estremamente espressivi e capaci di dare una profondità di suono avvolgente ed emozionante (particolarmente bello in questo senso il tema “ Under a full moon”) , ma nei pezzi d'azione hanno la supremazia percussioni e strumenti a fiato (pezzo esemplare il “Marching tune” che fa da sfondo all'attacco alla base Deepground).
Con un contributo di due temi che però valgono moltissimo nella colonna sonora non solo per la bellezza delle musiche ma anche per quella delle lyrics, Gackt torna a collaborare ad un Final Fantasy dopo l'esperienza dell'ottavo capitolo, dove ha dato i tratti del viso per disegnare quello del protagonista Squall: in Dirge of Cerberus Gackt non si limita però a comporre due meravigliosi temi per la colonna sonora, né a prestare la sua immagine per la creazione di qualche personaggio; in questo capitolo Gackt ci si presenta in carne ed ossa, come un personaggio vero e proprio, ma non faccio altre rivelazioni: a voi scoprirlo! I due temi in questione sono la bellissima REDEMPTION, che dà oltretutto il nome al cd che contiene i temi contributo di Gackt a questo capitolo, e la travolgente LONGING: la prima la ritroviamo nei titoli di coda, mente la seconda ci accompagna in uno dei tratti finali del gioco, rendendolo veramente emozionante. Ecco la copertina del CD di REDEMPTION.

Armi e Oggetti

In Dirge of Cerberus avremo una serie limitata di armi e oggetti da utilizzare: pochi ma buoni. Novità rispetto agli altri Final Fantasy sono non solo alcuni oggetti inediti come le Pozioni Rosse o i Potenziatori Max, ma soprattutto il numero di pezzi per ogni oggetto che si possono accumulare: decisamente inferiore al centinaio a cui siamo abituati negli altri capitoli della saga (per maggiori informazioni rinvio alle sezioni Inventario oggetti e Inventario armi). Ho attribuito un otto al fattore dell'oggettistica e delle armi non solo per le innovazioni apportate, che sono coerenti e ben congegnate, ma anche per la capacità di adattamento degli oggetti di un comune capitolo della saga a questo che è veramente particolare : la Materia per esempio, elemento cardine nel potenziamento dei nostri personaggi in Final Fantasy VII, diventa qui un accessorio per le nostre tre armi, che ci permetterà di lanciare magie attraverso la pistola (o il fucile e il mitragliatore, indifferentemente); ciò potrà sembrare meno elegante e scenico del classico movimento a cui siamo abituati per lanciare gli attacchi magici, ma visto e considerato il tipo e le modalità del gioco, tale adattamento della Materia sembra piuttosto ben architettato, anche se riduttivo.
Un altro aspetto che partecipa al voto è, pur avendo pochi oggetti e accessori per le armi, che , ad esempio, buona parte di questi ultimi si possano potenziare di molti livelli mediante il pagamento di adeguate somme in guil, alla fine di ogni livello e negli appositi negozietti sparsi nel gioco. Questo, oltre a non rendere mai troppo limitato il fattore delle armi, ci da la possibilità di scegliere quale aspetto della pistola o del fucile o del mitragliatore vogliamo incrementare maggiormente, permettendo così una personalizzazione non indifferente delle armi a nostra disposizione. Fattore secondario è anche quello dell'estetica: la Cerberus e le sue modifiche sono estremamente belle a vedersi e anche se appesantite dagli equipaggiamenti non sfigurano mai ; dopotutto ormai Final Fantasy ci ha abituato alle cose belle, e anche qui, benché sia solo una pistola, l'arma rimane un piccolo capolavoro, estremamente realistico.
Locazioni
Un otto alle locazioni che fanno da sfondo al gioco e a tutta la storia, anche se tirato. Agli ampi e spettacolari spazi che ci si presentano nei filmati vediamo troppo spesso contrapposti angusti corridoi e cittadine dai viottoli ridotti a cunicoli; in rari casi ci troviamo a combattere in spazi aperti e sconfinati quali erano quelli consueti nei comuni Final Fantasy e molto spesso ci sfugge quell'infinita linea dell'orizzonte che era presente sui campi di battaglia degli altri capitoli della saga. Ma proprio perché diverso dagli altri, Dirge of Cerberus presenta questo inconveniente spesso non molto gradito ad un giocatore veterano di Final Fantasy; c'è da osservare però che come per altre cose, anche la locazione è in funzione di un sistema totalmente diverso dal solito : tutto il gioco è concentrato in Vincent , e quindi tutto di conseguenza deve essere a misura di uomo, dalle stradine ai corridoi agli edifici: l'ambientazione ristretta che appare predominante è costruita appositamente attorno a Vincent e crea nel contempo un'atmosfera claustrofobica che coinvolge il giocatore costringendolo a guardare con insicurezza dietro ad ogni angolo, a svoltare il corridoio con la pistola in pugno, a mirare in alto sulle miriadi di tetti per scovare qualche cecchino in agguato. E' bene dunque considerare nel complesso gli aspetti legati al tutto prima di lasciarsi abbattere dal primo impatto, sicuramente difficile per il neo giocatore, che però poi passa in secondo piano quando questo è catturato dalla storia e dall'azione.
Doppiaggio
Prima di fare qualsiasi considerazione sul doppiaggio, sento di dover fare un piccolo commento sulla mia opinione personale : ammetto di aver dato un voto maggiore al doppiaggio giapponese per fattori di gusto personale e per questioni “d'affetto” (i filmati doppiati in giapponese sono i primi che ho sentito e molti mesi prima che uscisse il gioco in Italia, per cui mi ci sono affezionata maggiormente); non essendo stata quindi del tutto obiettiva, mi scuso con i lettori e spero che comunque tutti indirizziate il vostro giudizio in base al vostro gusto e non al mio. Perdonate la piccola digressione; ora passiamo al commento. Dopo la rivoluzione di Final Fantasy X, il primo Final Fantasy doppiato, ecco un altro capitolo in cui il doppiaggio nuovamente ci affascina : le persone che hanno prestato le voci ai personaggi del gioco in entrambe le versioni ( originale giapponese e PAL) devono essere fieri del loro lavoro: ogni doppiatore è perfettamente in sintonia col suo personaggio e le voci calzano a pennello in ogni caso: il tono piatto e malinconico di Vincent, quello dolce e fanciullesco di Lucrecia, la voce possente di Azul, il quasi sussurro tremolante di Nero sono tutti particolari che rendono veramente splendide le caratteristiche del doppiaggio di questo capitolo. Ecco la lista dei doppiatori che hanno partecipato al progetto della versione PAL:
- Vincent Valentine : Steve Blum
- Reeve Tuesti : Jamieson Price
- Cait Sith : Greg Ellis
- Yuffie Kisaragi : Mae Whitman
- Cid Highwind : Chris Edgerly
- Shelke : Kari Wahlgren
- Shalua : Kim Mai Guest
- Azul : Brad Abrell
- Rosso : Mary Elizabeth McGlynn
- Lucrecia Crescent : April Stewart
- Dottor Hojo : Paul Eiding
- Weiss : Dave Boat
- Nero : Mike Rock
- Cloud Strife : Steve Burton
- Tifa Lockhart : Rachael Leigh Cook
- Barret Wallace : Beau Billingslea
- Grimoire Valentine : Bob Joles
- G : Robin Atkin Downes
Il cast del doppiaggio giapponese è invece composto da:
- Shougo Suzuki : Vincent Valentine
- Fumiko Orikasa : Shelke Rui
- Yuu Asakawa : Shalua Rui
- Banjo Ginga : Reeve Tuesti
- Hideo Ishikawa : Cait Sith
- Jouji Nakata : Grimoire Valentine
- Ryotaro Okiayu : Nero
- Tessho Genda : Azul
- Atsuko Tanaka : Rosso
- Yumi Kakazu : Yuffie Kisaragi
- Kazuhiro Yamaji : Cid Highwind
- Takahiro Sakurai : Cloud Strife
- Ayumi Ito : Tifa Lockhart
- Masahiro Kobayashi : Barret Wallace
- Natsuki : Lucrecia Crescent
- Nachi Nozawa : Hojo
- Gackt : Genesis ("G")
Considerazioni Generali
Voti
Storia |
9 |
Grafica |
di gioco : 7 |
|
filmati : 9 |
Giocabilità |
6,5 |
Colonna sonora |
7,5 |
Armi e oggetti |
7 |
Locazioni |
8 |
Doppiaggio |
originale giapponese : 9 |
|
PAL americano : 7 |
Localizzazione del prodotto in italiano |
6 |
VOTO TOTALE: 7,6
