|
Una volpe
aveva catturato una bella oca grassa che dormiva accanto a un specchio d’acqua.
Mentre
l’oca starnazzava e fischiava, la volpe la schernì:
«Sì sì,
schiamazza pure», disse la volpe, «ma se invece di essere io a tenere in bocca
te, fossi tu a tenere me, cosa faresti?»
«Be’»,
disse l’oca, «è facile a dirsi. Congiungerei le mani, chiuderei gli occhi,
reciterei una preghierina di ringraziamento e ti mangerei».
La volpe
congiunse le mani, fece una faccia solenne, chiuse gli occhi e recitò la
preghierina di ringraziamento.
Ma mentre
lo faceva l’oca spalancò le ali e se la filò, allontanandosi sull’acqua.
«Ne farò
una regola di vita», borbottò la volpe, leccandosi le labbra rimaste asciutte,
«non pronùncerò mai più una preghiera di ringraziamento fino a che non avrò la
preda nella pancia».
|