|
home |
| Per i + tradizionalisti, per chi vuole un duello a faccia
a faccia, niente di meglio di un bel gioco da tavolo |
| |
|
FAB FIB - Il gioco dei folletti |
| |
|
|
 |
 |
Gioco di carte
EDITORE: Kidult Games – Lo Scarabeo
A due anni dal debutto sul mercato ludico internazionale con giochi
caratterizzati dal gran numero di dadi e dall'elevata qualità dei
materiali (vedi Dicerun e Dicewar), la Kidult Games sembra aver cambiato
registro puntando a più economici e meno appariscenti giochi di carte.
FabFib fa infatti parte del terzetto di giochi carte sviluppati in
collaborazione con la ditta torinese “Lo Scarabeo” i cui prototipi erano
stati presentati lo scorso Febbraio alla fiera di Norimberga. |
La scatola, piacevolmente
illustrata, ma un po' fragilina, contiene 50 carte con numeri da 0 a 9, 10
carte segnapunti e 10 pedine verdi (come la scatola).
Le carte sono plastificate e di ottima qualità, così come le
illustrazioni, curate da Giacinto Gaudenzi.
Nella scelta dei materiali la Kidult non ha sicuramente nulla da invidiare
alle più prestigiose case editrici tedesche. Qualche appunto si potrebbe
muovere semmai al regolamento, che lascia al recensore pignolo qualche
piccolo dubbio.Il tema di fondo del gioco è quello di un raduno di
folletti sotto l'albero delle bugie per l'elezione del Gran Mentitore, che
custodirà il tesoro del piccolo popolo per le prossime mille lune.
Il meccanismo ludico è lo stesso che sta alla base del gioco di dadi noto
come Tokio o Quispe con la differenza che al posto dei dadi si sfruttano
le carte. Il giocatore iniziale prende 3 carte dal mazzo senza mostrarle
agli altri, le guarda e dichiara una combinazione di 3 numeri in ordine
decrescente, possibilmente, ma non necessariamente, corrispondente a
quella indicata dalle carte. Il giocatore successivo può scegliere se
accettare la dichiarazione o se dubitare. Nel caso che accetti si fa
passare le 3 carte, le guarda in segreto, eventualmente ne cambia una o
più e quindi dichiara una combinazione di valore superiore alla
precedente. E così via fino a che qualcuno non dubita.
Quando ciò accade si scoprono le carte e chi ha sbagliato prende tante
penalità quante sono le monete disegnate sulle 3 carte (ogni carta ha da 1
a 3 monete). Le penalità si riportano sul segnapunti spostando l'apposito
segnalino. Quando si raggiungono 12 monete di penalità si è eliminati.
Chi riesce ad avere in mano 3 carte “zero” (ve ne sono in totale 5 nel
mazzo di 50 carte) può eliminare direttamente un avversario a sua scelta.
Vince l'ultimo a restare in gioco.
Rispetto al Tokio ed agli altri giochi di dadi equivalenti, Fab Fib è
meno sensibile, anche se non immune, all'imprevedibilità del caso, perché
ogni giocatore non pesca 3 nuove carte, ma prende quelle di chi lo precede
ed eventualmente ne cambia alcune.
Molto interessante anche la possibilità di conoscere in anticipo, sommando
il numero di monete raffigurate sulle carte, quanto ci costa un bluff
fallito e quindi di valutare fino a che punto conviene rischiare.
Considerato che se si sbaglia a dubitare o se si viene colti a bluffare
si possono subire, nel caso più sfortunato, anche 9 penalità (e comunque
mai meno di 3) viene il sospetto che l'eliminazione possa giungere un po'
troppo presto (di solito dopo 3 errori si è fuori). L'impressione che le
partite siano troppo brevi è forte soprattutto giocando in 3 o 4
giocatori, ma c'è da dire che che questo meccanismo consente di limitare
la lunghezza delle partite quando si gioca in 10.
In ogni caso se avete la sensazione che sia troppo facile uscire per un
paio di colpi di sfortuna nulla vi vieta, specie nelle partite con pochi
giocatori, di raddoppiare o triplicare il massimo numero di penalità,
magari utilizzando 2 o 3 carte segnapunti a testa.
In definitiva un gioco semplice da spiegare, divertente da giocare,
piuttosto rapido nel suo svolgimento e che sicuramente vien voglia di
rigiocare subito, se non altro per capire se siamo stati veramente
sfortunati o se proprio siamo degli angioletti in un mondo popolato da
perfidi mentitori. Nulla di particolarmente innovativo o di
strategicamente profondo, ma comunque un gioco simpatico indirizzato
perlopiù al largo pubblico di giocatori occasionali che già aveva
dimostrato di apprezzare Coyote.
SCHEDA
Giocatori: 3-10
Età: dai 10 anni in su
Durata: 20-30 min
Autore: Spartaco Albertarelli
Anno: 2004
|
| |

Tipo: Gioco di Ruolo
Di cosa parla: avventure senza limiti nella Terra di Mezzo
Qualità componenti/grafica: ottima; manuale quasi completamente
illustrato da foto dei film
Numero giocatori: da 2 in su
Complessità: media
Chiarezza e completezza delle regole: regolamento un po' troppo simile
al D20 System, ma con un ottimo sistema di magia
Durata media: illimitata
Assomiglia a: l'ambientazione è nota a tutti; tracce di D&D dal sapore
cinematografico
Elemento fortuna: insito nei dadi
Consigliato a: appassionati di Tolkien, della trilogia
cinematografica, del vecchio GiRSA e giocatori di ruolo in cerca di
qualcosa di diverso
Rigiocabilità: illimitata
Prezzo: 29,95 euro (manuale base)
Rapporto qualità/prezzo: buono
Giudizio complessivo: decisamente buono
|
|

Tipo: Gioco di carte non collezionabile
Di cosa parla: Raccontare una fiaba o un racconto con le carte
a disposizione
Qualità componenti/grafica: trattandosi solo di carte,
funzionale
Numero giocatori: da 2 a quanti si vuole (più siamo più caotico
e divertente è il tutto)
Complessità: inesistente
Chiarezza e completezza delle regole: buona
Durata media: 10/20 minuti di solito
Assomiglia a: l'esempio più prossimo è Le avventure del barone
di Munchausen
Elemento fortuna: sostanzialmente assente
Consigliato a: tutti gli amanti dell'improvvisazione dotati di
fantasia e senso dell'umorismo
Rigiocabilità: molto elevata
Prezzo: € 19,90
Rapporto qualità/prezzo: discreto
Giudizio complessivo: eccellente
Come dice il titolo, in questo gioco dovrete raccontare una storia,
una fiaba partendo da un gruppo di carte, cercando di completarla
prima dei vostri avversari. Semplicissimo e adatto a qualsiasi età,
Once upon a time consta di due mazzi di carte: uno rappresenta i
finali di fiaba (dal classico "e vissero tutti felici e contenti" a
tante altre variazioni, adatte alla conclusione di un racconto
fiabesco), l'altro i luoghi, i personaggi, le situazioni, gli oggetti
e quant'altro possa entrare a far parte di una favola. All'inizio
della partita, ogni giocatore pesca una carta finale e un numero
variabile di carte azione; poi, un giocatore – stabilito tramite un
qualsiasi tipo di sorteggio, anche se le regole consigliano di far
partire quello con la barba più lunga – inizia a raccontare la sua
storia, partendo sempre con la fatidica frase "c'era una volta".
Per ogni fase di senso compiuto detta dal giocatore, questi può calare
dalla sua mano una carta rappresentante una delle parole o delle
situazioni presenti nella frase appena pronunciata. La partita procede
in questo modo finché, o il narratore conclude le proprie carte ed è
quindi in grado di concludere il suo racconto giocando la carta finale
(evento alquanto improbabile all'inizio), oppure uno degli altri
giocatori è in grado di interromperlo e riprendere lui il racconto. |
|
| |
Copyrights & Credits

|