Bestiario

Arpia
Demone alato con volto di donna e corpo di uccello. Alle volte vengono raffigurate anche come donne con mani e piedi artigliati. Sono descritte come creature rapaci e crudeli, impetuose come la bufera; spesso vengono confuse con le Furie.
Si dice che avessero la deplorevole abitudine di piombare nel bel mezzo di un banchetto per rubare le vivande e appestare l'aria con il loro fetido odore.
Banshee
Secondo la leggenda, in vita la banshee era stata una giovane donna morta prematuramente di parto. Secondo altre fonti la banshee era il fantasma di un familiare, deceduto da tempo, che appariva quando stava per morire un altro membro del clan.
Basilisco
Secondo alcuni miti il basilisco nasce dal sangue di Medusa, decapitata da Perseo, che cadde sulla terra di Libia. Ha poteri simili a quelli della gorgone della mitologia greca.
Centauro
Combinazione di uomo e di cavallo,
con dorso umano e posteriore equino.
La loro origine risale all'amore sacrilego di Issione re dei lapiti per la dea Era.
Per evitare l'insulto di Issione, Zeus diede ad una nuvola le sembianze di Era, chiamandola Nefele (la Nube). Issione l'amò e ne nacque Centauro, padre di tutti i centauri.

Salvo qualche eccezione, i centauri erano violenti, selvaggi e brutali e non reggevano il vino.

 

Cerbero
Era figlio di Tifone e di Echidna, metà donna e metà serpente.
Aveva, inoltre, coda di serpente e numerose teste, ugualmente di serpente, spuntavano dal suo dorso.
Talmente terrorifico era l'aspetto di Cerbero da mutare in pietra chiunque lo guardasse.
Chimera
Animale fantastico dal busto di leone, coda di serpente e una testa di capra sulla schiena.Alcuni autori ne fanno una figura più complicata: busto di donna, corpo di capra, artigli d’aquila alle zampe anteriori, zampe di leone posteriormente e coda di serpente.
Ciclope
Esseri enormi, caratterizzati dalla presenza di un solo occhio e dalla stazza abominevole. Ne ritroviamo il mito in molti testi della letteratura greca.
Omero da solo il nome di uno di loro, Polifemo, che fece prigioniero Ulisse e i suoi compagni:"Qui un uomo aveva tana, un mostro, che greggi
pasceva, solo, in disparte, e con gli altri
non si mischiava, ma solo viveva, aveva animo ingiusto. Era un mostro gigante; e non somigliava a un uomo mangiatore di pane, ma a picco selvoso ..."
Drago
Il drago è presente in tutte le mitologie, nella maggior parte di quelle europee è un essere malefico, come Fafnir il drago che ruba e custodisce il tesoro dei Nibelunghi, fulcro dell'omonima saga.
Echidna

Echidna è una figura della mitologia greca, era figlia di Forco e di Ceto, figli, secondo Esiodo, di Gea e di Ponto.

Il suo nome significa "vipera" ed era un mostro, metà donna e metà serpente, che si nutriva di carne umana.
Unendosi a Tifone, generò altri mostri: Cerbero, l'Idra di Lerna, la Sfinge e il Leone nemeo.

 

Folletto
Spiritello dispettoso,dall'aspetto di un minuscolo bimbo dagli arti lunghi e il corpo longilineo, fornito di coda.
I folletti sono gli spiritelli ai quali di solito vengono imputati gli incidenti che possono capitare nei boschi o nelle antiche magioni.
Amano tirare scherzi e burlarsi degli umani.
Gargoyle

Creatura mostruosa di pietra che si sporge dalla sommità delle cattedrali gotiche, in folta e minacciosa compagnia dei suoi simili.

La leggenda vuole che i gargoyle possano animarsi per difendere la loro chiesa allorché qualche malintenzionato vi si avvicini.

 
Fenice

Uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe e due lunghe piume - una rosa e una azzurra - che le scivolano morbidamente giù dal capo.

Quando, dopo aver vissuto per 500 anni (secondo altri 540, 900, 1000, 1461 / 1468, o addirittura 12954 / 12994), la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruisca un nido sulla cima di una quercia o di una palma. Qui accatastava ramoscelli di mirto, incenso, sandalo, legno di cedro, cannella, spigonardo, mirra e le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo - grande quanto era in grado di trasportarlo (cosa che stabiliva per prove ed errori). Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l'incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme mentre cantava una canzone di rara bellezza.Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva (o un uovo), che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice nell'arco di tre giorni (Plinio semplifica dicendo "entro la fine del giorno"), dopodiché la nuova Fenice, giovane e potente, volava ad Heliopolis e si posava sopra l'albero sacro.

 
Ghoul 

Sono esseri simili ai cani e divoratori di cadaveri.

Li si può riconoscere per la loro andatura caracollante e per il fagotto, pieno di macabri resti, che sono soliti portare sulle spalle.

Non sono necessariamente cattivi, dal momento che Randolph Carter, uno dei protagonisti di Kadath, romanzo di Lovecraft, ne è amico, avendo conosciuto, in vita, uno di loro , il pittore di cadaveri Pickman..

Non hanno padroni.

Il loro linguaggio è fatto di semplici grugniti.

Non sono molto forti fisicamente e sono soliti attaccare solo esseri più deboli e solo se sono in maggioranza.

Non sentono dolore e resistono alle armi, sono agili, possono vedere al buio.

Per distruggerli sono efficaci la luce, il fuoco o la decapitazione.

 

Giganti

Esseri enormi antropomorfi dalla non spiccata intelligenza.Vivono tra i monti o sulle colline, si nutrono di grossi animali e occasionalmente non disdegnano la carne umana.

In alcune fiabe li ritroviamo in enormi castelli situati sopra le nuvole.

 

 

Gnomo

Seconde le antiche saghe nordiche essi sarebbero stati originati dalla decomposizione del corpo del gigante Ymir . Gli Gnomi sono creature che si distinguono nettamente dagli Elfi ; si tratta di essere di statura minuscola e dall’ aspetto di vecchi barbuti , che abitano nei boschi e nelle grotte dove custodiscono grandi tesori . Gli Gnomi hanno conoscenza del futuro e dei poteri delle erbe , dei minerali e del regno sotterraneo .

 
Goblin

Questo è generalmente il nome dato agli spiritelli malvagi, ai quali piace causare difficoltà agli esseri umani. Essi indossano abiti malconci. Il cugino del goblin, il folletto, di solito vivo in case umane, ed è solitamente gentile con gli umani.

 
Golem 

è una figura leggendaria frutto della mitologia ebraica e del folclore medievale. Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa "materia grezza".

Secondo la leggenda, chi viene a conoscenza di certe arti magiche può fabbricare un golem, un gigante di argilla forte e ubbidiente, che può essere usato come servo o impiegato per svolgere lavori pesanti.

Si narra che nel XVI secolo un mago europeo, il rabbino Judah Low ben Bezalel di Praga, cominciò a creare golem per servirsene come servi, plasmandoli nell'argilla e risvegliandoli scrivendo sulla loro fronte la parola "verità" (in ebraico emet). C'era però un inconveniente: i golem così creati diventavano sempre più grandi, finché era impossibile servirsene: il mago decideva di tanto in tanto di disfarsi dei golem più grandi, trasformando la parola sulla loro fronte in "morte" (in ebraico met); ma un giorno perse il controllo di un gigante, che cominciò a distruggere tutto ciò che incontrava. Ripreso il controllo della situazione, il mago decise di smettere di servirsi dei golem.

 
Gremlin

Questo essere fatato è una creatura dei tempi moderni, poiché i piloti della British Royal Airforce li inventarono come spiegazione ai numerosi guasti verificatesi sui loro aerei. Oggi si pensa che questo spiritello maligno sia la creatura che causa problemi tecnici con tutti i generi di macchinario.

 

 

Grendel

Il Grendel è un mostro nel poema epico anglosassone Beowulf, temuto da tutti salvo che da Beowulf stesso. All'interno del poema, egli è descritto da molti termini, orc, ent, ettin e scather.

 
Grifone

Questo animale mitologico ha corpo e coda di leone e testa e ali d'aquila. Simbolo di magia e del saper combinare la forza con una vista acuta.

 
Ippogrifo

Appartenente alla mitologia greco-romana, ha zampe posteriori e corpo di cavallo o di leone; testa, collo, ali e zampe anteriori d’aquila o di avvoltoio.

Ludovico Ariosto, nel suo poema L'Orlando Furioso, fa volare Astolfo, amico di Orlando, fino alla Luna, alla ricerca del senno perduto di Orlando, in groppa ad un Ippogrifo; anche se nell'opera dell'Ariosto l'ippogrifo è presentato come un cavallo con ali e testa di aquila, mentre le zampe posteriori rimangono quelle di un cavallo.

 
Hydra

In araldica, l’idra è una figura immaginaria descritta come un drago con sette teste, la inferiore unita al corpo solo da un filamento (se questa ultima testa è fissata solidamente come le altre, l’idra è detta minacciosa). La coda termina con una punta di freccia o con un serpente.Animale mostruoso della mitologia greca, il cui nome significa "serpente d'acqua".

Era figlio di Echidna e viveva nelle paludi di Lerna che rappresentavano il limitare del regno della morte.

Il suo alito uccideva gli uomini ed essa devastava il paese facendo razzia del bestiame.

Aveva cento teste, una delle quali era immortale: fino a che quella testa non fosse stata tagliata, le altre, pur mozzate, sarebbero ricresciute immediatamente.

 
Koboldo

Secondo il folklore tedesco i coboldi sono piccoli spiriti che amano dar fastidio agli animali. Hanno un carattere codardo e burlone. Anche se sono spiritelli maligni, in qualche caso possono aiutare le persone per inspiegabili motivi.

 
Kraken

Il Kraken, di cui si parla soprattutto nei miti scandinavi, era una gigantesca creatura marina. Si diceva che vivesse nelle profondità del mare per lungo tempo, per poi salire a riposare in superficie. Quando si trovava sulla superficie dell'acqua, i marinai scambiavano la creatura per una catena di piccole isole, a volte anche fermandosi su di lei e allestendo accampamenti, per poi finire affogati una volta che si fosse inabissata. Fu solo in seguito che, nei miti, venne dato a Kraken un lato più romanzato, aggiungendo che essa attaccava solo le navi su cui si trovavano uomini corrotti, lasciando quelle dei giusti intatte.

Si pensava che Kraken avesse tentacoli giganteschi, in grado di ghermire anche le navi più grandi. Come il serpente Midgard dei miti norvegesi, si credeva che Kraken sarebbe emerso in superficie alla fine del mondo

 
Lamia

È una traduzione dell'ebreo, lîlîth; secondo le vecchie leggende diffuse, il lamia era un mostro sanguinario femminile, che divorava gli uomini e i bambini. 

Essere mitologico: figlia di Poseidon e Lybie. Lamia era una regina della Libia, che Zeus amo'. Hera la tramuto' in un mostro e assassino' i loro bambini. Lamia fu maledetta con l'incapacità di chiudere gli occhi in modo che lei dovesse sempre essere ossessionata dall'immagine dei suoi figli morti. Zeus le fece dono della capacita' di privarsi degli occhi a piacere in modo da poter riposare ogni tanto,libera dal quella maledizione.

 
Manticora

La manticora è una creatura mitica, una sorta di chimera dotata di testa umana (spesso munita di corna), corpo di leone e coda di drago o di scorpione, in grado di scagliare spine velenose per rendere inerme la preda (confondendo così la sua immagine con la criptozoologia di un porcospino). A volte la manticora può possedere ali di qualche genere.

 
Minotauro

Minotauro, mostro che sul corpo umano aveva una testa di toro; frutto dell'innaturale accoppiamento di Pasifae (moglie di Minosse e sorella della maga Circe) con un toro inviato per castigo dal dio Nettuno. Minosse aveva pregato il dio del Mare di legittimare la sua pretesa al trono di Creta, promettendogli di sacrificargli un toro che fosse uscito dalle acque del mare come segno di assenso divino. Ma dopo che il toro fu apparso, il pretendente non mantenne il voto di sacrificarlo al dio, e questi, per vendetta, lo castigò infondendo in Pasifae, la moglie, un'insana passione erotica per la bestia. Da qui, la nascita del Minotauro, mezzo uomo e mezzo toro.

 
Ninfa

Le ninfe, sempre femminili, rappresentano i diversi aspetti della natura.

Si dividono in:

Nereidi, del mare (dette anche Oceanine o Malie)

Alseidi, dei boschi e delle foreste

Napee, delle valli

Driadi, (o Amadriadi) che vivevano ciascuna in una quercia o comunque in una pianta

Naiadi, delle sorgenti

Potamidi, dei fiumi

Limniadi, dei laghi e degli stagni

Meliadi o Melie, delle piante di frassino

Oreadi o Orestiadi, delle montagne

 
Orco

Secondo il folclore e la mitologia delle popolazioni dell' Europa Settentrionale, gli orchi ( si fa riferimento all'Orcus latino, sebbene esso verrebbe piu' propriamente da 'Hungar' o 'Uigur', che significa 'ungherese' o forse 'Hunno' ) sono esseri di razza umana tramutati in mostri feroci e crudeli che mangiano carne umana; essi sono anche timidi e codardi e sono dotati di poca o nessuna intelligenza, tant'e', che sono facilmente sconfitti dagli uomini. Una femmina di questa tipo è chiamata un'orchessa.

 
Pegaso

Nella Mitologia, Pegaso era il cavallo alato nato dal sangue di Medusa, decapitata da Perseo. Fu la cavalcatura dell'eroe Bellerofonte, finché questi, volendo competere con gli dei, venne punito da Zeus, il re degli dei, che mandò un tafano a pungere il cavallo alato il quale, imbizzarrito, disarcionò Bellerofonte storpiandolo.

 
Satiro

Il satiro è una figura della mitologia greca.

Erano una divinità dei boschi ed erano i compagni di Dioniso o di Pan, simboleggiavano le forze fecondatrici della natura.

In principio venivano raffigurati come caproni, con il passare del tempo le loro forme si sono ingentilite, mantenendo pero alcune caratteristiche animalesche: orecchie, corna, coda e piedi di capra.

Lascivi e burloni, amanti del vino e della danza, sempre all'inseguimento delle ninfe, che sovente cadevano nelle loro imboscate.

Narratori di epoca tarda, basandosi sulle caratteristiche fisiche dei satiri, li identificarono con Pan, facendone il simbolo della sessualità.

 
Sirena

Era la figura femminile che ammaliava i marinai con il suo dolce canto, attirandoli alla morte facendoli naufragare sugli scogli o nei gorghi.

Nelle pitture vengono raffigurate con il volto di donna e il resto del corpo di uccello, alate, solitamente in gruppi di due o tre, raramente di quattro.

I poeti alessandrini le indicano come figlie del dio fluviale Acheloo e di Mnemosine (o Tersicore o Calliope).

La loro sede abituale doveva essere o lo stretto di Messina o il golfo di Napoli.

Il loro carattere originario era di genio della morte; questo carattere funebre si attenuò nel tempo, fino a scomparire dopo la caduta di Roma.

Più tarda la raffigurazione delle sirene come metà donne (superiormente) e meta pesci.

 
Troll

Ciò che stupisce dei troll è la grandezza: possono raggiungere anche i 3 metri e mezzo di altezza, hanno la pelle marrone o nera (come pure il sangue e gli occhi), dura, spessa e grinzosa.

Se esposti alla luce del sole diventano di pietra quindi girano soltanto di notte.

Non hanno un’organizzazione gerarchica precisa, ognuno bada a se stesso e si riuniscono per collaborare tra loro soltanto se sono costretti da cause di forza maggiore.Vanno in giro nudi e vivono nelle caverne buie, nel profondo della terra. Pigri di natura, sono creature crudeli e ignobili, senza rispetto per gli altri, che comunicano tra di loro con grugniti e movimenti delle braccia

 
Unicorno

Cavalli alati con un unico corno in mezzo alla fronte: unicorni, creature fantastiche e leggendarie, cariche di fascino e mistero. Shakespeare definisce l’unicorno “un animale incredibile” (La Tempesta, III atto)L’unicorno nasce nella mitologia popolare d’oriente, tra India e Cina (dove è uno dei 4 animali benevoli insieme a tartaruga, drago e fenice). In principio era raffigurato come un cervo con zoccoli di cavallo, coda di bue e con un solo corno, peculiarità che rimarrà per sempre. Molti in occidente confondevano l’unicorno con il rinoceronte (visto che quest’ultimo ha un solo corno in mezzo alla fronte).Ctesia, storico che visse nel VI secolo a. C., facendo il resoconto di uno dei suoi tanti viaggi in oriente, parla di un “asino simile ad un cavallo con ali e un solo corno”; in Grecia invece, verso il II-III secolo d. C., il naturalista-filosofo Eliano parla di “una animale che vive in India, simile al cavallo, ma con un solo corno in testa".Durante il medioevo vennero organizzate delle vere e proprie battute di caccia per catturare questo mitico animale che, a detta di tutti, donava poteri magici e ricchezze.

L’alicorno, il corno dell’unicorno, ha poteri magici ed è preziosissimo, visto che la leggenda dice che sulla terra si trova solo un unicorno vivente, sempre e soltanto uno solo. Se ne parla anche nella famosa lettera del Prete Gianni: l’unicorno era una delle meraviglie delle terre d’oriente. Sogno o realtà?

 
Viverna
Werewolf - Uomo Lupo

Il licantropo, detto anche uomo-lupo o lupo mannaro (in lingua inglese Werewolf) è una delle creature mostruose tipiche della letteratura dell'orrore. Il termine licantropo significa appunto uomo lupo (dal greco lukòs, lupo e anthropos, uomo) e, secondo la leggenda, è un uomo condannato da una maledizione che, ad ogni plenilunio, inizia a ricoprisi di peli e a munirsi di zanne, fino a diventare un vero e proprio lupo feroce, pericoloso e aggressivo. Secondo alcune interpretazioni, il licantropo sarebbe in grado di trasmettere la propria "malattia" ad un altro essere umano dopo averlo morso.

Il mito dell'uomo che si trasforma in lupo o viceversa è antico e presente in molte culture. Gli antichi Romani lo chiamavano versipellis, dal momento che ritenevano che la pelliccia del lupo rimanesse nascosta all'interno del corpo di un uomo, che poi si "rivoltava" assumendo le fattezze bestiali.

 
Wraith

Spirito non morto risvegliato per servire il suo padrone. A differenza di un morto resuscitato, gli spettri hanno forma fisica molto piccola. Di solito le loro teste sono soltanto una massa densa di fumo nero. Gli spettri sono molto rapidi e forti, ma sono molto vulnerabili alle armi taglienti, a differenza delle loro controparti di zombie o scheletri.

L'"apparizione" spettrale di una persona sull'orlo di morte. Secondo vecchie tradizioni, appare con l'aspetto esatto della sua controparte umana e si rivela comunemente agli amici e alla famiglia della persona che sta per morire. Se una persona è abbastanza sfortunata da vedere il proprio spettro, è considerata come annuncio di morte all'interno di due settimane o poco piu'.. Sembra che la tradizione si sia sviluppata dall'opinione antica che l'anima di una persona sia un duplicato preciso della forma fisica e che fugge dal corpo quando morte sia imminente.